Alle origini di Di Maria: il bambino che valeva 26 palloni

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Ángel Fabián Di Maria Hernández nacque a Rosario il 14 febbraio 1988. Il luogo e la data di nascita danno già un incipit su quello che sarebbe poi diventato questo fantastico calciatore. Rosario, uno dei luoghi più simbolici del futbol argentino e il 14 febbraio, giorno di San Valentino, patrono degli innamorati. Un destino già segnato il suo, ma tutto da costruire. 

Di Maria, le origini del soprannome “El Fideo”

Angel Di Maria non ha mai avuto una vita facile. Viene da una famiglia povera di tre figli, lui e le sue due sorelle, che fin da giovanissimi aiutavano il padre impegnato nelle miniere di carbone. La mamma quasi ogni giorno lo accompagnava in bicicletta agli allenamenti e una volta cresciuto, mentre era nelle giovanili, aiutava il padre a distribuire legna e carbone arrivando spesso agli allenamenti con le mani sporche e con qualche piccola ferita. All’età di 6 anni Di Maria viene acquistato dalla squadra che lo legherà per sempre al suo paese di nascita: Rosario Central.

Alle origini di Di Maria: il bambino che valeva 26 palloni

Il prezzo pagato? 26 palloni. La conversazione? Noi ce la immaginiamo così: “Quanto volete per quel ragazzino?” “Ma chi El Fideo? Ha solo sei anni”. “Fate un prezzo”. “No, soldi no. Facciamo che ci date 26 palloni e siamo d’accordo”. È questo il prezzo pagato dal Rosario Central per acquistare Angel Di Maria dal piccolo club El Torito. Inizia dunque così la storia del “Fideo”, lo “spaghetto”. Con quel fisico gracile fu facile attribuirgli il soprannome. Fu il medico di famiglia a consigliargli di praticare uno sport indirizzandolo al calcio e mai scelta fu più azzeccata. 

Di Maria: da El Torito alla Champions League, con il cuore sempre a Rosario

Angel Di Maria esordisce come professionista nel 2005 con la maglia del Rosario Central. E’ una sfida contro l’Independiente del Kun Aguero. El Fideo ovviamente si mette in mostra, e al primo pallone toccato dimezza lo svantaggio per quello che poi sarà il pareggio finale. I sacrifici vengono sempre ripagati, e anche in questo caso, la storia ci da ragione. In Europa arriva al Benfica per 6 milioni di euro nel 2007. Nel 2008 vince la medaglia d’Oro alle Olimpiadi: 1-0 in finale alla Nigeria. Chi va a segno? Ovviamente Di Maria. Nel 2010 viene acquistato dalla squadra dove si consacrerà: il Real Madrid. Ai Blancos vince praticamente tutto quello che c’è da vincere. Ed è protagonista assoluto della famosa “decima”. Nel 2014 passa al Manchester United per 78 milioni e mezzo di euro. In terra inglese non riesce a brillare come è abituato a fare. Ci pensa allora il Psg, che sborsa 63 milioni, a riportarlo al top. In Francia Di Maria ci delizia con giocate fuori dal comune e con numerosi assist, ciò che l’hanno contraddistinto nel tempo.

Alle origini di Di Maria: il bambino che valeva 26 palloni

Quella del talento argentino è una storia d’amore, passione e sacrificio. Una storia che racconta di un ragazzo fragile, con un cuore d’oro: “quando seppe che mi voleva il Benfica – ha raccontato il calciatore a The Independent – mi disse: questi sono treni che passano solo una volta nella vita, prendilo e va per la tua strada. Guarda avanti, non voltarti. Quando ho accettato ero molto felice, non solo per me stesso ma anche per la mia famiglia. Dopo 16 anni passati a lavorare sotto terra e i tanti sacrifici fatti dissi ai miei genitori: adesso basta, a voi ci penso io“. Ora El Fideo è sbarcato a Torino per vestire la maglia bianconera. E noi, non vediamo l’ora di vederlo all’opera. 

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