Allegri-Juventus, tanti errori e poche certezze: un futuro che sembra già scritto

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Da “guardia e ladri”, passando per il paragone Djokovic-Sinner, fino ad arrivare ad un lento declino rappresentato dalla frase: “Abbiamo guadagnato un punto sul Bologna”. La stagione della Juventus e di Massimiliano Allegri ha vissuto in maniera del tutto inaspettata l’apice contendendosi fino a gennaio lo Scudetto con l’Inter. Un apice al quale è seguito un inesorabile tracollo verso il terzo posto, al quale si aggiungono le preoccupazioni per una qualificazione in Champions League che fino a qualche mese fa sembrava essere in tasca. Tutto è iniziato dal pareggio casalingo contro l’Empoli: da quel momento in poi i bianconeri hanno perso entusiasmo e certezze, e principale imputato non può che essere il tecnico livornese.

Allegri-Juventus: un tracollo che potrebbe costare caro

Ad inizio campionato pochi si sarebbero immaginati che Madama potesse contendersi lo Scudetto con i rivali storici dell’Inter, nonché favoriti principali insieme a Milan e Napoli. Con una squadra molto giovane, poco esperta e con notevoli limiti tecnici, Allegri è stato capace per quasi tutto il girone d’andata di tenere testa alla Beneamata. Ad aiutare sono state le diverse vittorie centrate anche in maniera “fortunosa” nei minuti finali di partite nelle quali la compagine piemontese sembrava ormai spacciata. A salvarla ci hanno pensato Vlahovic, Gatti, Cambiaso e perfino Rugani nel successo per 3-2 ai danni del Frosinone.

Per quanto sia gratificante ottenere i tre punti, queste vittorie non tralasciavano grandi speranze in vista del prosieguo della stagione. Infatti al primo vero momento di difficoltà, i bianconeri hanno perso quella solidità e quelle certezze tali da portarli in questa situazione di classifica. Perché Massimiliano Allegri è in cima alla lista dei principali colpevoli? Da sempre la tifoseria juventina è divisa riguardo il lavoro del mister. Molti lo elogiano considerando la gestione della scorsa travagliata annata, altrettanti invece, lo considerano non più all’altezza e incapace di allenare questa tipologia di squadra. Una squadra non più composta da campioni e gente esperta, ma da calciatori che hanno bisogno di crescere in attesa della definitiva esplosione.

Quale sarà il futuro di Massimiliano Allegri?

Di certo pensare di tornare ad ottenere l’appellativo di Campioni d’Italia era sin dall’inizio abbastanza utopico, ma ciò che ci si aspettava dall’ex allenatore del Milan riguardava dei miglioramenti individuali e collettivi che non si sono visti. Perché per quanto le vittorie centrate spesso in extremis abbiano fatto più che bene al morale, allo stesso tempo hanno oscurato un problema legato allo stile di gioco di questa squadra. Senza impegni infrasettimanali, infatti, il tecnico toscano era chiamato ad apportare delle modifiche e delle migliorie all’assetto tattico in vista del futuro. Un compito di valorizzazione dell’organico a disposizione per far rendere al meglio i propri interpreti. Tutto questo, però, non si è visto. Anzi, sembra quasi che Allegri preferisca andare avanti convinto delle sue idee piuttosto che modificare gli equilibri della squadra. Peccato soltanto che di questi “equilibri” non si intravede l’ombra.

Considerando l’attuale ruolino di marcia negativo, una qualsiasi società di calcio avrebbe messo il suo allenatore sulla graticola. La Vecchia Signora, al momento, continua a dargli fiducia, ma non ci sarà da meravigliarsi se al termine del campionato le strade si possano una volta per tutte dividersi. L’Allegri-bis ha rappresentato un altro capitolo negativo per la storia recente della Juventus in tutti i sensi. Una scelta sbagliata a priori decidendo di affidare una squadra in costruzione ad un allenatore abituato a “gestire” piuttosto che ad “allenare”. Un allenatore, inoltre, parso nervoso e più solo che mai senza una dirigenza solida a supportarlo, e con una squadra che pare non credere più nelle sue idee. Forse è giunto veramente il momento di fare un passo indietro!

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