Manchester United-Roma (6-2): analisi tattica e considerazioni

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Ieri sera al “Old Trafford“, è andata in scena la semifinale d’andata di Europa League tra Manchester United e Roma. Una sfida affascinante, tra due compagini con una grande tradizione calcistica. Nonostante ci si aspettasse un incontro equilibrato sulla carta, ad avere la meglio è stata la squadra di Solskjaer con il risultato netto di 6-2. Un risultato questo, che condanna la Roma in vista del ritorno tra le mura amiche. Il punteggio finale è stato molto inaspettato tenendo conto dell’ottimo primo tempo giocato dai giallorossi, e chiuso addirittura in vantaggio. Nella seconda frazione, per la Magica hanno influito sicuramente le tre sostituzioni “forzate” dei primi 45′, la stanchezza e, soprattutto, la grande qualità dei giocatori chiave del Man United. Non sono di certo un alibi, ma gli infortuni di Veretout, Pau Lopez e Spinazzola, non hanno aiutato. Ecco, di seguito, l’analisi tattica di Manchester United-Roma.

Primo tempo: lo United segna subito, ma la Roma reagisce

Dall’inizio del primo tempo, si è subito capito come Fonseca avesse preparato la partita: chiudersi in difesa, per poi ripartire in contropiede. Per tutti i primi 45′, i giallorossi si sono difesi, in attesa di un errore da parte degli avversari, sfruttando la rapidità dei suoi giocatori offensivi. Tattica questa, funzionata alla perfezione considerando il risultato di 2 a 1 in favore della Roma, alla fine della prima frazione.

Gli inglesi hanno iniziato subito forte il match, andando a segno con Bruno Fernandes dopo appena 9′ grazie ad una bella azione palla a terra. Gli uomini di Solskjaer, nonostante un maggiore possesso palla, non hanno comunque brillato nella prima frazione. Ci si aspettava qualcosa di più da un reparto offensivo con poche idee a causa della buona difesa di posizione degli avversari. Oltre a creare poche occasioni da gol, i Red Devils non hanno brillato nemmeno a centrocampo e in difesa. I tanti errori tecnici da parte dei giocatori dello United, sono stati una manna dal cielo per i capitolini, bravi nell’andare a pressare alto solo in fase di costruzione dal basso dei padroni di casa.

La Roma, come accennato prima, ha puntato sulla tattica del difendersi e ripartire, cercando di difendere bassa e con il maggior numero di giocatori possibili. Allo stesso tempo, la Magica ha condotto un’ottima pressione alta in fase di impostazione avversaria, sfruttando nel miglior modo possibile, gli errori commessi dagli inglesi. Fondamentale per la squadra di Fonseca, è stato il gioco sugli esterni: Karsdorp e Spinazzola, sono stati letali, causando grossi problemi alla retroguardia avversaria come nell’occasione che ha portato poi al rigore segnato da Pellegrini, e alla seconda rete giallorossa di Dzeko. Da menzionare proprio il prezioso contributo del bosniaco e del capitano romanista in entrambe le fasi. Il tanto movimento di entrambi, e in particolare il gioco sulle linee del numero 7, non hanno dato punti di riferimento. Primo tempo condotto alla grande da parte della Roma.

Manchester United-Roma (6-2): analisi tattica e considerazioni

Secondo tempo: Dominio totale dei Red Devils e tracollo fisico della Roma

Dopo un primo tempo a tinte giallorosse, nel secondo la situazione si è totalmente ribaltata a favore del Manchester United. I ragazzi di Solskjaer infatti, sono rientrati dagli spogliatoi con un atteggiamento più aggressivo, dominando la gara, e infliggendo alla fine altri 5 gol ad una Roma mentalmente e fisicamente stanca.

Un vero e proprio blackout quello dei capitolini, che hanno subito per tutta la seconda frazione, la grande qualità offensiva dei calciatori inglesi. Dopo dei primi 45′ abbastanza monotoni, questa volta a far la differenza sono stati soprattutto Cavani, Pogba e soprattutto Bruno Fernandes. Il fantasista portoghese è salito in cattedra mettendo in mostra tutta la sua classe, dando tanta imprevedibilità, e facendo da raccordo tra centrocampo e attacco. Servendo due assist e finalizzando con grande freddezza il penalty del 4-1, è stato l’MVP della gara. Il Matador e il francese ex Juve invece, hanno sfruttato la loro grande esperienza in campo internazionale: il centravanti uruguaiano attaccando la profondità e segnando una doppietta; il numero 6 mettendo in mostra le sue grandi doti tecniche.

Manchester United-Roma (6-2): analisi tattica e considerazioni

I giallorossi hanno staccato la spina, non riuscendo a reagire allo strapotere dei Red Devils. La difesa giallorossa ha fatto acqua da tutte le parti. L’ex della gara Smalling, ha sofferto tantissimo l’intraprendenza di Cavani; mentre Bruno Peres, entrato al posto dell’infortunato Spinazzola, è stato disastroso in marcatura, perdendosi molto spesso l’uomo, e non dando alcun contributo alla retroguardia. Alla fine, agli inglesi, è bastato alzare la velocità di manovra, giocando palla in verticale sugli esterni, come nell’azione che ha portato al sesto gol firmato dal giovane Greenwood.

Manchester United-Roma, analisi tattica: le considerazioni finali

Possiamo descrivere il match di questa sera, come un vero e proprio massacro sportivo. Un risultato finale molto, anzi troppo pesante per i capitolini. Se si pensa a come gli uomini di Fonseca abbiano giocato la prima frazione, si rimane increduli poi, nel vedere la stessa squadra soccombere sotto i colpi dei fuoriclasse del Manchester United.

Un vero peccato che la Roma rischi seriamente di lasciare l’Europa League dopo un’umiliazione di questo genere, soprattutto dopo la decisione di puntare tutte le loro forze su questa competizione, mettendo da parte il campionato per alzare il trofeo. Ora come ora, ciò che conta, è che i giallorossi terminino la stagione in modo dignitoso. 

Il calcio è uno sport fantastico anche perché è imprevedibile. Negli anni infatti, ci ha mostrato imprese di questo tipo da parte di diverse squadre, ma contro una corazzata come quella dello United, è una missione al limite dell’impossibile.

Nonostante un primo tempo abbastanza sottotono, gli inglesi hanno preso in mano la gara, sfruttando le occasioni create e dando prova della loro superiorità tecnica. La squadra di Solskjaer, viene da un momento molto positivo anche in Premier, per questo, le possibilità di un’impresa tipo quella contro il Barcellona di qualche anno fa, sono bassissime. 

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