
Alberto Aquilani non si nasconde, ma nemmeno corre troppo con la fantasia.
L’allenatore del Sassuolo ha parlato ai microfoni di Radio 24 alla vigilia della sfida contro il Milan e, inevitabilmente, una delle domande ha riguardato anche il suo futuro. Il suo nome è infatti finito nel radar del Como come possibile candidato per il dopo Cesc Fabregas, qualora lo spagnolo dovesse un giorno decidere di intraprendere una nuova avventura. Una prospettiva ancora lontana, perché oggi Aquilani è concentrato esclusivamente sul Sassuolo, ma che racconta bene la considerazione crescente attorno a un tecnico che sta costruendo il proprio percorso in Serie A.
Aquilani risponde cosi sul futuro
La risposta dell’ex centrocampista è stata estremamente prudente. Aquilani ha spiegato di aver letto le parole del presidente del Como Mirwan Suwarso e ha ammesso che, naturalmente, gli fa piacere essere accostato a una realtà di questo tipo. Allo stesso tempo, però, ha ricordato quanto sia volatile il mondo degli allenatori: basta una partita, una palla che entra o una palla che esce, per cambiare completamente giudizi e prospettive. Per questo motivo non vuole guardare troppo avanti. “Ho appena iniziato in Serie A”, ha sottolineato, ribadendo di essere molto concentrato sul Sassuolo e di considerare quella attuale un’opportunità importante.
Il dettaglio interessante, però, è proprio il fatto che il Como abbia iniziato a considerare Aquilani. Suwarso ha spiegato che, nel caso in cui Fabregas dovesse un giorno lasciare il club, la scelta del successore sarà costruita insieme allo stesso allenatore spagnolo. Il presidente ha inoltre ammesso che il club deve mettere in conto la possibilità che Fabregas possa prima o poi inseguire un progetto ancora più grande, citando anche la possibilità di Arsenal o Chelsea. Non significa che l’addio sia imminente, tutt’altro: significa che il Como sta ragionando sul futuro con largo anticipo.
Un profilo, sulla carta, perfetto per il dopo Fabregas
Ed è proprio in questo scenario che il nome di Aquilani acquista un significato particolare. Il tecnico del Sassuolo rappresenta infatti un profilo che, almeno sulla carta, può avere una certa continuità con il tipo di calcio che il Como ha cercato di costruire negli ultimi anni: attenzione alla qualità del gioco, valorizzazione dei giovani e volontà di proporre una propria identità senza snaturarsi in base all’avversario. Aquilani, parlando proprio del suo Sassuolo, ha spiegato che la squadra vuole cercare di giocare a prescindere dall’avversario, anche se riconosce di essere riuscita a farlo soltanto a sprazzi e di avere ancora margini di crescita.
È probabilmente questo uno degli aspetti che rende interessante il possibile incrocio futuro. Fabregas ha contribuito a dare al Como una precisa identità tecnica, trasformando il club in una squadra riconoscibile anche per il modo in cui interpreta le partite. L’attuale allenatore spagnolo è stato confermato con un contratto quadriennale e il club ha spiegato fin dall’inizio quanto fosse importante la sua visione per l’evoluzione del progetto.
La consapevolezza che Fabregas potrebbe andarsene da Como
Allo stesso tempo, però, il presidente Suwarso ha già chiarito che il futuro non può essere costruito dando per scontato che Fabregas rimarrà per sempre. Il tecnico è anche azionista del club e, secondo quanto spiegato dal presidente, qualora arrivasse il momento di separarsi, avrebbe un ruolo importante nell’individuazione del proprio successore. È una prospettiva che rende ancora più interessante il fatto che Aquilani sia già stato inserito tra i profili graditi alla società.
Prima di pensare al Como, comunque, Aquilani deve completare il proprio percorso. La sua esperienza sulla panchina del Sassuolo rappresenta infatti un passaggio fondamentale nella crescita di un allenatore che ha già accumulato esperienze importanti nel settore giovanile e in Serie B, ma che soltanto adesso si sta confrontando con continuità con il massimo campionato italiano. Ed è proprio per questo che le sue parole sono state particolarmente caute: nessuna apertura concreta al Como, nessun messaggio rivolto al futuro, soltanto la consapevolezza che il proprio nome sia stato apprezzato.
La filosofia di Aquilani è perfetta per il Como
C’è poi un altro elemento dell’intervista che racconta molto della filosofia di Aquilani: il rapporto con i giovani. L’allenatore ha parlato di Cisse, Liberali e Favasuli, tre giocatori che ha allenato in precedenza e che considera pronti per dimostrare il proprio valore in Serie A. Non si è limitato a parlare delle loro qualità tecniche, ma ha sottolineato le storie personali differenti che li hanno accompagnati fino al massimo livello. Di Favasuli, in particolare, ha raccontato di conoscere il percorso fin da quando era bambino.
È un dettaglio che può diventare importante anche guardando al progetto Como. Il club lariano ha costruito buona parte della propria crescita proprio sulla capacità di individuare giovani talenti, farli crescere e inserirli progressivamente in una squadra ambiziosa. Anche Fabregas ha più volte insistito sulla necessità di avere pazienza con i giocatori giovani e con un organico profondamente rinnovato: a inizio settembre aveva ricordato come il Como avesse nove giocatori nuovi e come fosse quindi necessario del tempo per trovare la piena continuità di gioco.
Una continuità preziosa
Aquilani, dunque, potrebbe rappresentare in futuro una possibile continuità più che una rottura. Ma oggi sarebbe prematuro parlare di successione. Il diretto interessato ha scelto volutamente di frenare qualsiasi discorso: “Sono molto concentrato sul Sassuolo perché per me è un’opportunità seria”. Una frase che lascia aperta qualsiasi possibilità futura senza trasformare un apprezzamento in una trattativa.
Intanto, il tecnico è chiamato a concentrarsi sul presente. Il prossimo appuntamento è contro il Milan, una gara che Aquilani considera difficile contro una squadra forte e importante, ma nella quale il Sassuolo proverà a mantenere la propria identità. L’obiettivo dichiarato è migliorare quei momenti in cui la squadra riesce a imporre il proprio calcio e renderli sempre più frequenti. Anche qui emerge una caratteristica interessante del tecnico: la volontà di costruire un’identità riconoscibile senza considerare l’avversario come un elemento sufficiente per cambiare completamente il proprio modo di giocare.
Aquilani parla anche della Nazionale
Nella stessa intervista Aquilani ha affrontato anche il tema della Nazionale, chiedendo pazienza per il nuovo ciclo azzurro. Secondo il tecnico, i tanti cambiamenti richiedono tempo e non possono essere valutati dopo appena due raduni o pochi allenamenti. Un concetto che, curiosamente, può essere applicato anche alla sua carriera: Aquilani stesso è appena arrivato al primo vero capitolo della sua esperienza in Serie A e avrà bisogno di tempo per essere giudicato sul percorso complessivo.
Per questo motivo il possibile futuro al Como va tenuto semplicemente nel cassetto. Non c’è una trattativa e non c’è una successione imminente. C’è però un nome che la società ha già preso in considerazione e un allenatore che, almeno per caratteristiche, potrebbe avere elementi di continuità con la filosofia sviluppata dal club. Se Fabregas dovesse davvero decidere un giorno di lasciare Como per una sfida ancora più grande, Aquilani potrebbe essere uno dei profili da osservare con attenzione.
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