Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

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Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

L’Arsenal riemerge dalle proprie ceneri e torna a battere un deciso colpo, vincendo il derby contro il Chelsea nei modi che vedremo nel corso della nostra analisi tattica. Una prestazione sfavillante da parte dei Gunners, costruita con un sontuoso primo tempo. Al minuto 34, i padroni di casa sono avanti già 3-0 grazie alla doppietta di Ødegaard e alla rete di Gabriel Jesus. I Blues, in sbandamento totale e incontrollato, mostrano un briciolo di orgoglio nella ripresa e trovano il gol della bandiera al 65° con Madueke. Il risultato rispecchia perfettamente quella che è la stagione delle due squadre: un Arsenal che sa essere sfavillante, ma ogni tanto si distrae; il Chelsea, invece, che è in grande confusione e difficoltà. Riviviamo insieme le emozioni di questa sfida nel nostro racconto. Partiamo però, come sempre, dalle scelte dei due allenatori.

Arteta non rinuncia al suo 4-2-3-1. Tra i pali Ramsdale, linea difensiva composta dalla coppia centrale con Kiwior e Gabriel e i due terzini White e Zinchenko. La cerniera di centrocampo è formata dall’ex Jorginho e da Xhaka. Davanti, il riferimento è Gabriel Jesus, supportato alle spalle dal tridente con Saka, Ødegaard e Trossard.

Lampard, invece, cambia ancora e stavolta si affida al 4-3-3. In porta c’è ovviamente Kepa, protetto dalla retroguardia con Thiago Silva e Fofana in mezzo e Azpilicueta e Chilwell larghi. Enzo Fernández funge da regista basso, affiancato dalle mezz’ali Kanté e Kovacić. Il trio in attacco vede l’altro ex di lusso dell’incontro, Aubameyang, al centro e Sterling e lo stesso Madueke sugli esterni.

Analisi tattica primo tempo: un Arsenal spietato contro un Chelsea nullo

Come andiamo a vedere nel corso dell’analisi, l’Arsenal domina e costruisce la sua vittoria sul Chelsea grazie alla mossa tattica predisposta da Arteta. Fin dalle primissime battute, i Gunners portano un pressing alto e feroce che soffoca l’uscita dei Blues. L’organizzazione dei padroni di casa in fase di non possesso prevede una marcatura a uomo, con riferimenti ben precisi. I quattro giocatori d’attacco prendono in consegna i difensori ospiti. Nel gioco delle coppie a centrocampo, invece, Jorginho sale su Kovacić, mentre Xhaka prende Fernández. Su Kanté, che si posiziona sempre un po’ più avanti rispetto ai compagni di reparto, esce con grande tempismo un difensore, Gabriel.

Quando imposta, invece, la squadra dello spagnolo si dispone con una sorta di 3-2-4-1. Kiwior funge da centrale del terzetto difensivo, con White e Gabriel che si aprono a fare i braccetti, con compiti, soprattutto il primo, di accompagnare l’azione oltre che palleggiare. Zinchenko lascia la fascia sinistra per andare ad affiancarsi a Jorginho in cabina di regia. Ciò permette a Xhaka di portarsi in avanti, in linea con i trequartisti. Alle spalle di Gabriel Jesus si ritrovano così 4 giocatori: Saka e Trossard larghi, lo svizzero e Ødegaard nei corridoi intermedi. Quest’ultimo agisce sul centro-destra, venendo a ricevere palla nei piedi tra le linee alle spalle di Kovacić, per poi dare sfogo all’azione sulla corsia. Il numero 34, invece, si butta negli spazi sulla verticale di Trossard o si allarga quando il belga viene dentro al campo.

Con questo tipo di situazione, l’Arsenal riesce ad attaccare con tanti uomini e a trovare tracce verticali che colgono di sorpresa una distratta difesa del Chelsea. E non a caso, i Gunners costruiscono il doppio vantaggio con due azioni praticamente fotocopia. La prima, al minuto 18, con Xhaka che, aperto a sinistra, mette dentro un intelligente pallone rasoterra, spedito in porta da un gran sinistro del norvegese.

Odegaard Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

La seconda, al 31°, ancora con l’assist dalla corsia mancina dello svizzero che pesca al centro dell’area il numero 8, perso totalmente da Sterling. Stavolta, la conclusione di prima intenzione s’infila sul secondo palo.

Analisi tattica Arsenal-Chelsea: la disastrosa prima frazione dei Blues

A questo punto dell’analisi tattica vi sarà apparsa chiara la facilità con cui l’Arsenal riesce colpire il Chelsea appena ne ha occasione. Xhaka e Ødegaard godono di tantissima libertà, mentre a Saka sulla destra viene sempre concesso l’uno contro uno con Azpilicueta. 

Se però i Blues sono difensivamente troppo passivi, in attacco sono praticamente nulli. Come visto in precedenza, il pressing dei padroni di casa impedisce una costruzione pulita. Concesso solo il giro-palla ai difensori, questi sono costretti a lanciar direttamente lungo verso le punte. Sugli esterni, Sterling e Madueke devono praticamente arrangiarsi per conto loro, non potendo contare sul sostegno dei terzini, rimasti bloccati dietro. Nonostante qualche sporadico buon guizzo, è inevitabile che gli ospiti perdano costantemente il possesso.

Aubameyang vede per la prima volta il pallone dalle sue parti soltanto verso la fine del tempo. Stante la scarsa incidenza del proprio centravanti, Lampard fa avanzare Kanté per provare a gestire qualche palla in verticale e far respirare la squadra. Anche il francese, però, subisce l’aggressività dei padroni di casa, con svariati errori tecnici.

Kante Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

Subito il gol del 2-0, gli ospiti danno l’impressione di aver (già) mollato. La fase difensiva fa acqua peggio di un otre forato e al minuto 34 arriva anche il terzo gol. Stavolta nasce dalla fascia destra, con White che trova Gabriel Jesus sul secondo palo. Il brasiliano ha il tempo di stoppare, servire Xhaka e rifiondarsi sul pallone dopo la respinta per insaccare il tris. 

Gabriel-Jesus Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Arsenal-Chelsea, secondo tempo: sussulto Blues

Nella ripresa, il canovaccio dell’analisi tattica vede un Chelsea approcciare decisamente meglio, prima che l’Arsenal ritrovi ritmo. Lampard lancia subito Havertz al posto di Aubameyang, per cercare di ravvivare il suo attacco, ma soprattutto avere un giocatore che riesca a tenere palla di fisico e di tecnica per permettere alla squadra di salire.

Dal punto di vista offensivo, si può apprezzare una timida svolta per i Blues. La pressione si fa più organizzata e accompagnano molti più uomini. In impostazione, la difesa passa a 3, con Azpilicueta che stringe e Thiago Silva che si apre sul centro-sinistra. Sterling viene a giocare più dentro al campo, lasciando così la corsia libera a Chilwell.

Il problema irrisolto per la retroguardia rimane però Gabriel Jesus, che continua a svagare su tutto il fronte offensivo, in lungo e, in modo particolare, in largo. Il brasiliano è il primo riferimento per lo sviluppo del gioco dei Gunners, sia che venga incontro sia che attacchi la profondità muovendosi sugli esterni. Al minuto 59, anche Arteta si gioca la sua prima carta dalla panchina, mandando dentro Martinelli al posto di Trossard.

I padroni di casa cercano di sfruttare in velocità gli spazi lasciati da un Chelsea un po’ più sbilanciato, ma al minuto 65 vengono colpiti da Madueke. Il giocatore inglese attacca perfettamente la profondità, infilando Zinchenko alle spalle, e viene mandato in porta dal lancio preciso di Kovacić. Davanti a Ramsdale mantiene la freddezza, controlla il pallone e lo spedisce dentro, nonostante la conclusione sporca.

Madueke Arsenal-Chelsea (3-1): analisi tattica e considerazioni

Gli ultimi 20 minuti di partita

Subito il gol, l’Arsenal cerca di gestire il ritmo per spegnere l’ardore degli ospiti, che al minuto 71 effettuano un doppio cambio. Gallagher e Mudryk rilevano Fernández e Sterling. Il Chelsea guadagna energia e dinamismo sull’out di sinistra, mentre Kovacić va a fungere da regista davanti alla difesa. Arteta risponde a sua volta con un altro doppio ingresso. Si tratta di Tierney e Nelson, che prendono i posti rispettivamente di Zinchenko e Saka. Sia per l’Arsenal che per il Chelsea, i cambi non apportano modifiche da segnalare nell’analisi tattica.

Tuttavia, con i nuovi innesti, gli uomini di Lampard riescono quanto meno ad affacciarsi più spesso in avanti, pur continuando a mancare di efficacia e pericolosità. Havertz svaria per offrire un appoggio ai compagni, ma non c’è praticamente mai dentro l’area. Al 79°, arriva anche il momento di Ziyech, da esterno alto di destra, al posto di Madueke. Il tecnico basco incrementa, invece, la fisicità della propria squadra con Holding e Partey ai posti di Gabriel (uscito acciaccato) e Jorginho. La partita si avvia al tramonto senza particolari sussulti, col Chelsea che procede più di nervi e d’orgoglio che con idee e qualità.

Analisi tattica Arsenal-Chelsea: le considerazioni finali

Questo derby londinese della 34^ giornata era a tutti gli effetti una partita d’importanza capitale. Tanto l’Arsenal quanto il Chelsea, infatti, dovevano dare delle risposte, ma da come mostrato nell’analisi tattica, queste sono arrivate soltanto dai Gunners. Gli uomini di Arteta ritrovano momentaneamente la testa della classifica a sole 24 ore di distanza dalla partita del Manchester City. La corsa al titolo sarà ancora lunga, ma ora non sono più ammessi passi falsi.

I Blues possono invece definitivamente dire addio alla zona Europa. Ciò che rimane alla squadra di Lampard è solo l’obbligo morale di chiudere in maniera quanto meno dignitosa questa stagione disastrosa. Per la sua storia, i suoi tifosi e il suo traghettatore, accorso senza remore, pur conscio dell’inabissamento, per amore del club.

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