Arsenal-West Ham (2-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

La giornata numero 17 di Premier League ci regala un’avvincente sfida tra maestro e allievo. All’Emirates Stadium va in scena il derby di Londra che vale un piazzamento in zona Champions, tra l’Arsenal di Arteta e il West Ham di Moyes (di seguito l’analisi tattica). A spuntarla sono i padroni di casa per 2-0, grazie alle reti di Martinelli e Smith Rowe, arrivate entrambe nella ripresa. Cerchiamo di analizzare tatticamente la partita e capire dove l’Arsenal ha prevalso sul West Ham, iniziando, come sempre, dalle formazioni iniziali.

I padroni di casa scendono in campo col 4-4-1-1. Davanti a Ramsdale, la linea di difesa è composta da Tierney, Gabriel, White e Tomiyasu. A centrocampo giocano Xhaka e Partey centrali, con Martinelli e Saka esterni. In attacco il neocapitano Lacazette, supportato da Odegaard.

Gli hammers, in piena emergenza in difesa, si affidano al 4-2-3-1. In porta c’è l’ex di turno Fabianski, con Coufal, Dawson, Diop e Masuaku a formare la retroguardia. A schermare la difesa ci pensano Soucek e Rice. Alle spalle di Antonio, unica punta, agisce il tridente Bowen, Lanzini e Fornals.

Primo tempo: tanta intensità, ma poche occasioni

L’analisi tattica di Arsenal-West Ham ci presenta una partita che fatica a decollare. Soprattutto nei primi 20 minuti, le due squadre cercano non si scompongono più di tanto, cercando di far prevalere l’intensità e la fisicità sulla qualità. I padroni di casa partono con le marce basse, provando a coinvolgere nel palleggio i due giocatori offensivi, soprattutto Odegaard. Il norvegese si abbassa molto per legare il gioco, mentre Lacazette si posiziona alle spalle dei mediani avversari per individuare una traccia verticale. Di fatto però non sono mai coinvolti in azioni pericolose.

Il West Ham, invece, imposta da dietro con i centrali larghi e Rice che si abbassa sulla loro linea. I terzini si alzano, mentre i trequartisti vengono incontro per aiutare l’avvio della manovra. In particolare, è Lanzini ad abbassarsi di più in fase di prima costruzione e a giocare di sponda coi compagni. La pressione alta dei gunners costringe però gli uomini di Moyes a rinunciare al palleggio e a rifugiarsi nella ricerca di Antonio con palloni alti. Anche questa mossa si rivela però infruttuosa, perché il centravanti giamaicano fatica nei duelli aerei contro i difensori avversari.

Arsenal-West Ham (2-0): analisi tattica e considerazioni

A metà primo tempo, però, l’Arsenal prova ad aumentare i giri del motore, su espressa richiesta del suo allenatore. Per cercare di schiacciare la squadra di Moyes, gli uomini di Arteta propongono una disposizione tattica più spregiudicata. Innanzitutto, Tierney si alza sulla linea degli attaccanti, mentre Xhaka si posiziona sul centro-sinistra per coprirlo. Allo stesso tempo, però, il metronomo svizzero dà una mano in impostazione ai due centrali. Partey si accentra e Tomiyasu si allinea ai due centrocampisti sul centro-destra, andando così a formare una sorta di 2-3-5 in fase d’attacco. Il baricentro offensivo si sposta tutto sulla destra dove viene costantemente ricercato Saka. Lacazette parte invece largo a sinistra per poi venire ad attaccare il secondo palo, mentre Martinelli gioca stabilmente più dentro al campo e partecipa all’azione inserendosi in area.

Secondo tempo: l’Arsenal segna e la partita si accende

Nonostante il forcing dell’Arsenal degli ultimi minuti del primo tempo, il West Ham riesce a portare all’intervallo lo 0-0, difendendosi con ordine anche grazie al sacrificio da parte degli uomini offensivi, che non si risparmiano in fase di copertura, soprattutto sugli esterni. Nella ripresa la squadra di Arteta continua a produrre gioco e al minuto 48 riesce a sbloccare il risultato grazie all’ottimo movimento combinato tra Lacazette, che viene incontro a giocare il pallone, e Martinelli che non rimane largo, ma si butta internamente nello spazio. Il giovane brasiliano è poi bravo a infilare Fabianski su assistenza in verticale del francese.

Sotto di un gol, il West Ham è costretto a cambiare i propri piani tattici. La squadra comincia ad alzare il baricentro, portando molti più uomini nella metà campo avversaria e accompagnando anche con i terzini. Così facendo, però, gli uomini di Moyes si spaccano, prestando il fianco alle velenose transizioni in velocità dell’Arsenal che trova spazi importanti. I trequartisti non aiutano più difensivamente, lasciando Masuaku e Coufal in balia delle galoppate di Saka e Tierney. Mancando poi il filtro dei mediani, Lacazette e Martinelli hanno gioco facile centralmente.

Arsenal-West Ham (2-0): analisi tattica e considerazioni

L’atteggiamento spregiudicato degli ospiti non solo non produce palle gol importanti, ma paga anche dazio al minuto 66, quando Lacazette si procura un calcio di rigore con annessa seconda ammonizione, e dunque espulsione, di Coufal. Solo la gran parata di Fabianski tiene a galla gli hammers. Per fronteggiare l’inferiorità numerica, Moyes riporta Antonio alle origini, schierandolo a tutta fascia sulla destra e avanzando Bowen come centravanti. La squadra finisce col perdere ulteriormente peso in attacco ed espone quel lato del campo agli attacchi di Martinelli, riportato sull’esterno proprio per sfruttare l’uno contro uno con un giocatore non più incline a difendere. Senza riuscire a pungere offensivamente, il West Ham lascia nuove praterie alle ripartenze dell’Arsenal, che al minuto 87 trova il gol del definitivo 2-0 grazie a Smith Rowe, che fredda Fabianski con un sinistro chirurgico.

Analisi tattica Arsenal-West Ham: le considerazioni finali

La squadra di Arteta compie un importante passo in avanti in classifica, in attesa delle partite del Manchester United e del Tottenham. In particolare, l’Arsenal si aggiudica un primo scontro diretto contro una delle pretendenti al quarto posto, valido per un posto per la prossima Champions League. Il secondo successo consecutivo in casa e senza subire reti arriva grazie ad una buona prestazione da parte di tutta la squadra, che continua a sfoderare giovani interessantissimi e fornisce una risposta significativa alla spinosa questione Aubameyang, che ha tenuto banco negli ultimi giorni. Ora la testa dei gunners deve spostarsi sul prossimo insidioso match in casa di un Leeds ferito e chiamato a rialzarsi dopo l’umiliazione subita col Manchester City.

Il West Ham, invece, deve temporaneamente deporre il suo titolo di “ammazza-grandi“, ma può comunque ricavare qualche nota positiva da questa sconfitta. Sicuramente la squadra ha peccato in pericolosità offensiva, ma ha dato quello che poteva sul piano della grinta e dell’intensità. Per Moyes non è un periodo facile, viste le innumerevoli assenze che riguardano il reparto arretrato, ma qualche barlume di speranza c’è. Il tecnico può confidare su un ottimo Fabianski, autore di molte parate importanti, oltre a quella sul rigore di Lacazette, e sul cuore del suo capitano Rice, onnipresente e sempre pronto ad aiutare a squadra. Il prossimo turno fornisce una buona occasione per riprendersi, dato che gli hammers ospitano il Norwich fanalino di coda.

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