Atalanta-Juventus (0-0): analisi tattica e considerazioni

0

Termina 0-0 il posticipo domenicale delle 18:00 al “Gewiss Stadium” tra Atalanta e Juventus di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. A Bergamo i nerazzurri con un ottimo avvio e una ripresa di voglia mettono in grande difficoltà i bianconeri, ma non riescono a trovare il colpo giusto, anche per merito di un sontuoso Szczesny. Solito pomeriggio incolore, invece, per gli uomini di Allegri che subiscono la pressione e il gioco avvolgente dei padroni di casa e patiscono le assenze pesanti nel reparto avanzato. Andiamo a rivivere gli spunti salienti di questo Atalanta-Juventus sotto la prospettiva tattica attraverso la nostra analisi. Prima però diamo un’occhiata alle formazioni.

Bergamaschi in campo col consueto 3-4-1-2 e rientro di diversi titolari. Tra i pali c’è Musso, linea difensiva guidata da Djimsiti, con Toloi e Scalvini ai suoi fianchi. In mezzo al campo De Roon ed Ederson, con Zappacosta e Ruggeri esterni. Coppia d’attacco formata da Lookman e De Ketelaere con Koopmeiners alle loro spalle.

Gli ospiti rispondono col 3-5-2. In porta Szczesny, in difesa si ricompone il terzetto con Bremer centrale e i braccetti Danilo e Gatti. Linea mediana guidata da Locatelli, affiancato da Rabiot e Fagioli. A destra corre l’inamovibile McKennie, mentre a sinistra si rivede Cambiaso. Davanti, c’è Kean in tandem con Chiesa.

Analisi tattica Atalanta-Juventus, il primo tempo: i bergamaschi partono meglio, ma i bianconeri tengono

L’Atalanta prende il proscenio dell’analisi tattica del primo tempo della partita con la Juventus grazie ad un approccio convincente e ad un piano preciso che le assicura un qual certo predominio. La squadra di Gasperini cerca di portare superiorità numerica sugli esterni per costringere i bianconeri a dilatare le proprie maglie e a quel punto provare a colpire con qualche imbucata centrale con gli inserimenti dei centrocampisti o, addirittura, anche dei difensori.

A tale scopo, la Dea, in fase di possesso, si dispone con i due esterni molto alti, Toloi aperto da terzino destro, con De Roon ad assumere la posizione di braccetto di destra per coprirgli le spalle, e un set offensivo spaziato in ampiezza. Koopmeiners parte da sinistra per costringere Fagioli ad uscire largo, creando così spazio centralmente per le incursioni senza palla di Ederson o dell’audace Scalvini. Lookman, invece, parte dal centro-destra, incuneandosi alle spalle di Rabiot che sale sul braccetto. Con grande facilità l’Atalanta riesce ad arrivare nella trequarti juventina, ma da lì in poi non si passa.

Atalanta-Juventus (0-0): analisi tattica e considerazioni

La squadra di Allegri difende molto bassa, schiacciata a protezione dell’area e con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. Per tutta la prima metà del tempo, questo baricentro troppo oppresso all’indietro procura grande difficoltà ad affacciarsi davanti. Il campo da risalire è davvero tanto e i bianconeri sembrano non avere neanche così tante energie per accompagnare Kean e Chiesa, molto isolati contro la difesa atalantina. Di converso, però, tengono su una muraglia quasi impenetrabile che consente a Szczesny di chiudere i primi 45 minuti senza sporcarsi i guanti.

Nei bergamaschi manca un po’ di peso negli ultimi 20 metri. Tocca a De Ketelaere ricoprire il ruolo di centravanti, ma con ricezioni statiche e quasi sempre con palla addosso e spalle alla porta, il belga diviene facile preda della morsa di Bremer, che, sostanzialmente, lo annulla. 

Solo attorno alla mezz’ora, la Juventus comincia a cacciare il naso fuori dalla propria metà campo. L’accorgimento tattico adottato dalla Vecchia Signora è quello di portare un uomo in più in mezzo al campo in fase di impostazione, Cambiaso o Danilo, per consentire a Rabiot di progredire in avanti e a Fagioli di trovare spazio sulla trequarti dove illuminare il gioco. L’unica luce, però, rimane il solito Chiesa, con i suoi guizzi e le sue giocate partendo da sinistra.

Atalanta-Juventus (0-0): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Atalanta-Juventus, il secondo tempo: padroni di casa alla carica, ma il pareggio resiste

Nella ripresa, l’Atalanta torna protagonista indiscussa dell’analisi tattica, stroncando i segnali propositivi della seconda metà della prima frazione della Juventus. Anche in questo caso, la supremazia passa attraverso alcune contromosse. Quella determinante riguarda la nuova posizione di De Ketelaere. Nei movimenti offensivi, il belga s’incrocia spesso con Koopmeiners, portandosi sulla destra, mentre l’olandese assume una collocazione più centrale. Giocando più aperto, l’ex Milan può ricevere in situazione dinamica, fronte alla porta e, quindi, con possibilità di puntare l’avversario. Un invito a nozze, considerato che il suo opponente è un Danilo già ammonito, che deve guardarsi bene da interventi pericolosi. 

Questa nuova soluzione consente al classe 2001 di entrare finalmente in partita, ma l’Atalanta perde peso centralmente anche perché Lookman, sul centro-sinistra, scompare un po’ dai radar. Non a caso, Gasperini, al 65′, inserisce Muriel e Kolašinać ai posti proprio del nigeriano e di Scalvini. L’inerzia della partita è tutta a favore dei bergamaschi. La Juventus è sempre costretta a schiacciarsi e a tenere tutti gli effettivi dietro la linea della palla. Sono rare le ripartenze imbastite con l’attacco della profondità di Chiesa, che però non viene quasi mai servito in maniera ottimale. Contro difesa schierata, invece, gli uomini di Allegri fanno grande fatica macinare gioco complice l’alta pressione dei padroni di casa.

Al minuto 68, il tecnico livornese cerca un po’ di brio dalla panchina, con Kostić e Miretti che rilevano Cambiaso e Fagioli. Pochi istanti dopo, si affida alla freschezza di Yildiz per appoggiare Chiesa, viste le energie ormai esaurite di Kean. 

L’Atalanta è in pieno controllo del gioco e si rende pericolosa soprattutto sulle palle inattive. Il finale non può che essere tutto a tinte nerazzurre, soprattutto col successivo ingresso di Pasalić per lo stesso De Ketelaere. Gasperini, però, non si fida e complice la presenza di Kostić e Weah (entrato con Rugani all’84’ per McKennie e Bremer) copre le fasce con Holm prima e Bakker poi. Questi cambi, apparentemente difensivi, si rivelano invece l’esatto opposto, dato che i due innesti spingono molto e, soprattutto, costringono gli omologhi bianconeri a rimanere molto bassi e senza opportunità di incidere realmente

Il dominio del possesso palla e una serie di occasioni anche molto importanti non bastano a rompere lo 0-0.

Atalanta-Juventus, le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Atalanta-Juventus con qualche breve riflessione. Diametralmente opposte le prospettive con cui le due squadre guardano a questo pari. Per i padroni di casa si tratta di un’occasione mancata, soprattutto visto il buon secondo tempo in cui hanno costruito chance importanti, ma non sfruttate. Per gli ospiti, invece, è, letteralmente, un punto trovato, quasi prezioso e insperato, considerando le defezioni in attacco e l’ennesima prestazione impalpabile, abulica e lontana da quella di una squadra che possa realmente competere con le milanesi e il Napoli.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui