Atalanta-Verona, Juric: «Gasperini mi ha insegnato tanto»

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Atalanta-Verona è l’anticipo serale del sabato valido per la nona giornata di Serie A: la squadra di Juric vuole centrare il colpo grosso per riscattare le recenti sconfitte contro Sassuolo in campionato e Cagliari in Coppa Italia. Non sarà facile però contro una compagine orobica reduce dall’impresa in Champions League nella tana del Liverpool.

Alla vigilia di Atalanta-Verona, il tecnico gialloblù Ivan Juric ha parlato del suo maestro Gasperini: «Mi ha insegnato tutto, ha portato l’Atalanta ad una dimensione fantastica. Dopo la sconfitta col Liverpool ho sentito commenti vergognosi da parte di ex calciatori, invece al ritorno è andato in Inghilterra a vincere due a zero, con lo stesso modulo dell’andata. Ha creato un mostro: il merito più grande di Gasperini è che non sono mai andati via i giocatori più forti, solo giocatori che potevano essere sostituiti. Lui è diverso in tante cose rispetto a me, a livello calcistico è da lui che ho imparato molto. Chiaramente siamo diversi come persone, come modo di approcciarci ai giocatori».

Atalanta-Hellas Verona, Juric: «Noi diventare come i nerazzurri? Non ci sono le condizioni»

Gli scaligeri possono emulare l’Atalanta? Ecco il pensiero di Juric. «A Verona non ci sono le condizioni per pensare di diventare come l’Atalanta, e non possiamo nemmeno pensare di diventare più forti dello scorso anno. Quando trovi giocatori affidabili non è facile sostituirli. Kumbulla? Con lui non penso di aver fatto un lavoro spettacolare, è andato da solo: gli ho detto cinque cose, abbiamo lavorato bene, ma penso ad esempio di aver fatto meglio con Empereur. Non è mai tardi comunque per aprire un progetto, io sto da Dio qua, abbiamo migliorato molte cose a livello organizzativo. Se riusciamo a partire sarebbe bello stare qui il più a lungo possibile. Vedere Salcedo fare una partita come l’altra sera è una grande gioia per un allenatore, ma mi piacerebbe anche fossero giocatori nostri, non in prestito. Allora parliamo di progetto, altrimenti parliamo di un altro anno in cui dobbiamo salvarci».

Terza partita in sette giorni: «Le prime due gare fatte a livelli alti quest’anno sono le ultime due che abbiamo perso. A Cagliari l’abbiamo gestita nel modo giusto, per questo mi dispiace che non siamo passati. Nel primo tempo, pur non subendo praticamente niente, siamo stati lenti. Non abbiamo fatto giocare chi aveva giocato la partita precedente, abbiamo gestito alcuni elementi, abbiamo dato i minuti giusti a Veloso e Faraoni. Io sono molto felice che contro il Sassuolo, per me una partita stradominata da noi, ho visto crescere alcuni ragazzi. Ho avuto la sensazione si fosse alzato il livello di certi giocatori. Domani arriveremo con giocatori che stanno bene: Barak, Zaccagni, Tameze. Possiamo fare una partita giusta, tosta. Con pochi cambi, ma chi giocherà penso debba stare bene».

Juric su Maradona: «C’è grande tristezza, ha regalato forti emozioni»

Su Benassi: «Non l’ho mai allenato, penso solo un giorno. Ha questo problema al polpaccio e non riesce ad uscirne: non ho avuto questi casi nella mia storia calcistica, per cui è meglio parli il dottore. Per quanto riguarda gli altri recuperi, vediamo se Lovato e Favilli riescono ad allenarsi con noi e se sono convocabili. Molto probabilmente non ci sarà Magnani».

Out anche Kalinic: «Ha un infortunio muscolare minimo, dovrebbe saltare questa e le prossime due, se tutto va bene». Stesso discorso per Vieira: «Contro Benevento e Milan ci è mancato, mentre con Sassuolo e Cagliari non ci è mancato, perché hanno fatto tutti bene. È un infortunio più grave di quello di Kalinic».

Chance per Di Carmine domani dal primo minuto? «Ha giocato anche contro il Sassuolo ed è entrato a Cagliari. Io con lui sono molto chiaro, lo apprezzo. In queste due partite l’unico rammarico è legato al fatto che dovesse fare gol, e lui lo sa, ma ha fatto due partite con grande intensità e grandissimi movimenti. Su di lui non ho dubbi, con me non si parla di gerarchie ma dipende dal momento. Penso sarà titolare domani, lo vedo bene ed è probabile che giochi».

Grande tristezza per l’addio di Maradona: «È stato il mio primo idolo. C’è grande tristezza, è inspiegabile il mio sentimento nei suoi confronti. Non è stato un esempio umano, ma è inspiegabile il mio attaccamento nei suoi confronti, perché ha regalato emozioni che nessuno ha mai regalato. La notizia mi sconvolge, mi sembrava fosse morto un fratello, o un padre. Sono pochi quelli come Diego: è fuori dal coro, fa cose incredibili. Non ho mai pensato a come avrei potuto allenarlo, perché non c’è uno così».

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