Barcellona-Napoli (3-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Non riesce l’impresa al Napoli: i partenopei vengono sconfitti 3-1 dal Barcellona che così si qualifica per i quarti di finale.

Analizziamo gli schieramenti delle due squadre e lo svolgimento tattico della partita.

Setien non può contare a centrocampo sugli squalificati Vidal e Busquets, non convocato Arthur quindi accanto a Rakitic e De Jong gioca Sergi Roberto; in attacco il trio Suarez, Messi, Griezmann.

Gattuso recupera in extremis Insigne che con Callejon e Mertens forma il tridente offensivo; in difesa Manolas preferito a Maksimovic mentre a centrocampo Demme vince il ballottaggio con Lobotka.

Primo tempo: bene in avvio il Napoli ma poi è solo Barca

Il Napoli comincia molto bene il match e immediatamente, grazie ad un rimpallo, ha una clamorosa chance con Mertens ma il belga non colpisce bene al volo il pallone di sinistro centrando il palo.

L’inizio positivo degli uomini di Gattuso viene rovinato al 10′ quando i blaugrana passano in vantaggio da corner con un colpo di testa di Lenglet. Il difensore francese si libera dalla marcatura con una spinta che l’arbitro Cakir e poi il VAR non considerano fallo.

Barcellona-Napoli (3-1): analisi tattica e considerazioni

Da questo momento comincia un altro match: il Barcellona gioca molto bene tecnicamente sbagliando pochissimi passaggi, il Napoli, come ammetterà in seguito Gattuso, ha un blackout lasciando troppo campo agli avversari.

La bella prestazione dei catalani è esemplificata dalla prestazione di Griezmann: l’ex Atletico Madrid, molto criticato durante la stagione, fa il lavoro sporco in fase difensiva andando a marcare Demme impedendogli di avere vita facile in fase di impostazione della manovra.

Messi entra sempre più nel vivo del gioco e con un’azione personale, un po’ di fortuna e la complicità della difesa partenopea, realizza il 2-0 con il suo magico sinistro.

Il Napoli non riesce a reagire sbagliando molto in fase di appoggio come capita a Koulibaly che si fa sorprendere da Messi scalciandolo dentro l’area: Cakir incredibilmente non concede il penalty ma viene corretto dal VAR. Suarez spiazza Ospina ed è 3-0.

In chiusura di frazione reazione di orgoglio del Napoli che conquista un rigore simile al precedente: Insigne tiene in vita i suoi accorciando le distanze.

Secondo tempo: il Napoli gioca bene ma non riesce a recuperare

Nella ripresa è tutta un’altra musica: Gattuso inserisce subito Lobotka al posto di Demme, la manovra è più veloce e la squadra tiene il pallino del gioco.

Così facendo si costringe il Barca a stare dietro a difendere, non proprio il pezzo forte dei padroni di casa, ed infatti si ha sempre la sensazione che il Napoli possa far male alla difesa avversaria.

Purtroppo per Gattuso è spesso l’ultimo passaggio, l’ultima giocata che impedisce ai suoi di riaprire definitivamente la partita.

Entrano anche Politano e Lozano per Callejon e Zielinski con annesso cambio di modulo in 4-2-3-1. 

Cambio tattico che sembra dar fastidio ai catalani tanto che Insigne, uno dei migliori, pesca con un cross Lozano al centro dell’area ma il colpo di testa finisce alto.

Politano entra molto bene in partita e con un traversone dalla sinistra trova ancora Lozano che centra il palo con la complicità di Ter Stegen.

Non basta però il forcing finale: il Barcellona vince 3-1 contro un buon Napoli.

Barcellona-Napoli: le considerazioni finali

Considerate le assenze pesanti a centrocampo, Setien può essere soddisfatto del primo tempo della sua squadra: l’attacco ha funzionato, Griezmann ha mostrato spirito di sacrificio e Messi è come al solito una certezza. 

Ma nei quarti finale ci sarà un avversario fortissimo come il Bayern Monaco del capocannoniere Lewandowski e la difesa catalana è sembrata tutto tranne che imperforabile.

Il Napoli esce a testa alta con la consapevolezza che comunque qualcosa di più poteva essere fatta: l’occasione all’inizio di Mertens grida vendetta, il primo gol forse era viziato da un fallo e la prestazione in difesa di Koulibaly è stata insufficiente, come capitato spesso quest’anno anche per colpa degli infortuni.

Considerazione infine anche su quanto visto in queste partite di Champions League: in Italia i nostri arbitri vengono molto criticati ma quanto visto nei match di Juventus e Napoli dovrebbe far riflettere tutti sul livello arbitrale in Europa.

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