Barcellona-PSG (1-4): analisi tattica e considerazioni

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Con una rimonta clamorosa il PSG ribalta lo svantaggio dell’andata e va a vincere a Barcellona al termine di una partita ricchissima di emozioni di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Il punteggio a favore dei francesi è netto: un 4-1 micidiale, ma tutt’altro che scontato vista la partenza. La prima frazione si chiude con due gol, uno per parte, praticamente fotocopia nell’esecuzione. Entrambi nascono da giocate individuali di giovanissimi talenti con finalizzazione dell’esterno opposto. Inaugura Yamal per Raphinha, risponde Barcola per Dembélé. Poi, al minuto 29, l’episodio che svolta la gara per gli ospiti: Araujo si fa espellere, lasciando i suoi in 10. Nella ripresa, forte della superiorità numerica, la squadra di Luis Enrique completa l’impresa. Vitinha segna il gol del vantaggio, poi una doppietta di Mbappé manda in semifinale i transalpini. 

Andiamo a rivivere i momenti salienti di questo Barcellona-PSG attraverso la nostra analisi tattica. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle due formazioni.

Padroni di casa in campo col 4-3-3 in cui figura Ter Stegen tra i pali, linea difensiva con Araujo e Cubarsí coppia centrale, mentre esternamente agiscono Cancelo e Koundé. In mezzo al campo, De Jong, affiancato dalle mezz’ali Gundogan e Pedri. Davanti, il tridente composta Raphinha e Yamal larghi in appoggio a Lewandowski.

Gli ospiti rispondono con un assetto speculare. Donnarumma in porta, Marquinhos a guidare la difesa, con Lucas Hernández accanto a lui e i terzini Nuno Mendes e Hakimi. A centrocampo torna Zaïre-Emery, con Vitinha e Fabián Ruiz a completare il reparto. In attacco, Mbappé è il riferimento centrale con ai suoi lati l’ex Dembélé e Barcola.

Analisi tattica Barcellona-PSG, primo tempo: partita che si evolve già diverse volte

Con due squadre schierate in maniera perfettamente simmetrica, il fattore determinante di Barcellona-PSG sotto il profilo dell’analisi tattica non possono non essere i tanti duelli che si vengono a formare in ogni zona del campo. Scontri che saranno decisivi tanto nella prima frazione quanto in generale per tutti gli episodi determinanti della gara.

Ad avere necessità di spingere sono chiaramente i parigini, sotto nel punteggio dopo l’andata. Gli uomini di Luis Enrique partono con grande aggressività, alla ricerca dell’immediata riconquista del pallone. La squadra tiene un baricentro molto alto, portando tanti uomini davanti e sollecitando molto le corsie esterne. In modo particolare quella sinistra, dove Barcola sembra decisamente più ispirato rispetto all’omologo Dembélé dall’altra parte. Sul lato mancino, il classe 2002 può contare sugli inserimenti nel corridoio intermedio da parte della mezz’ala Ruiz, ma in generale i francesi, nonostante un buon possesso palla con continui cambi di gioco, non riescono a prevalere sul piano tecnico.

Il Barcellona si difende sì molto basso, ma in maniera estremamente compatta e ordinata con un 4-4-2. A dar manforte ai terzini giungono gli aiuti degli esterni alti, Yamal su tutti per raddoppiare su Barcola, mentre Pedri, da interno, assorbe i tagli di Ruiz. Anche sulla sponda opposta, Cancelo ha buon gioco sul grande ex della sfida, mentre Hakimi fa mancare il proprio apporto in sovrapposizione. I duelli, dunque, almeno per i primi 10 minuti, sono tutti a vantaggio dei blaugrana. E non solo dal punto di vista difensivo.

In fase di non possesso, il PSG si preoccupa molto di accoppiare i propri centrocampisti con quelli avversari. Vitinha prende Gundogan, che alza la propria posizione, quasi come se fosse un trequartista sotto punta. Ruiz e Zaïre-Emery prendono rispettivamente Pedri e De Jong, che fungono da doppio play in fase di impostazione. Contro questa pressione, il Barcellona è chiaramente costretto a trovare soluzioni di uscita alternative. Oltre alla palla diretta addosso a Lewandowski, però, i padroni di casa possono anche contare sulla discreta libertà di cui godono i centrali. È Araujo ad addossarsi i compiti di avviare la manovra. Una situazione che, nel corso del primo tempo, si rivelerà croce e delizia per gli spagnoli.

Dopo la buona prima impressione degli ospiti, i catalani salgono in cattedra, facendo valere la qualità dei propri talenti. Al minuto 12, il centrale uruguayano vede e serve Yamal largo a destra. A differenza dei blaugrana, il PSG non raddoppia, lasciando le ali alte. Si viene così a creare un duello con Mendes che il non ancora diciassettenne iberico stravince nettamente. Salta il portoghese, arriva sul fondo mette palla dentro e trova il vincente taglio profondo dal lato debole di Raphinha, che devia il pallone in porta quasi senza accorgersene.

Barcellona-PSG (1-4): analisi tattica e considerazioni

La reazione del Paris

Il PSG, punito per la sua eccessiva passività difensiva contro un avversario della velocità e della qualità del calibro del classe 2007, si ritrova sotto e senza la giusta verve per controbattere. Mbappé svaria molto su tutto il fronte e quando può va a ricercare palla aprendosi. Così facendo, però, sguarnisce la zona centrale, lasciando vita facile alla difesa del Barça. Non è un caso se i pericoli maggiori e le situazioni più importanti arrivino quando la squadra riesce a recuperar palla alta. Come al minuto 29, quando Araujo stavolta sbaglia e non di poco l’apertura sulla destra favorendo l’anticipo secco di Mendes. Il portoghese lancia nello spazio Barcola, che sguscia via al centrale sudamericano e da questi viene atterrato al limite dell’area. È rosso! 

Gli uomini di Xavi si trovano di fronte ad un punto di non ritorno, dal quale non riusciranno più a riprendersi, perdendo definitivamente il controllo tecnico e psicologico del match. La sistemazione provvisoria prevede l’arretramento di De Jong sulla linea difensiva, con conseguente abbassamento anche di Gundogan. Al minuto 34, il tecnico catalano risistema la retroguardia inserendo Iñigo Martínez al posto di Yamal e la squadra si dispone con un 4-4-1, in cui Pedri scivola sull’esterno a destra. Il PSG, forte dell’uomo in più, alza ulteriormente il ritmo, impedendo di fatto ai padroni di casa di uscire. 

A fronte della staticità degli attaccanti, è con i movimenti di Fabián Ruiz che i transalpini riescono a creare degli spazi interessanti per innescare l’uno contro dei propri esterni. La posizione dello spagnolo sul centro-sinistra costringe la difesa spagnola a stringere e così, sui cambi di gioco, ci sono varchi da poter sfruttare. Come accade al minuto 40, quando Barcola approfitta della libertà concessagli da Koundé (rimasto stretto sull’ex Napoli) per ricevere palla e trovare con un assist che taglia tutta l’area piccola la battuta vincente sul palo lontano da parte di Dembélé

Barcellona-PSG (1-4): analisi tattica e considerazioni

Viste le difficoltà da quella parte, Xavi chiude la prima frazione invertendo i laterali, portando Raphinha a destra. È comunque sull’1-1 che si va all’intervallo.

Analisi tattica Barcellona-PSG, secondo tempo: i francesi completano la rimonta

Nella ripresa, il copione dell’analisi tattica di Barcellona-PSG non cambia. I catalani confermano lo schieramento con cui hanno concluso il primo tempo, mentre i transalpini si preparano ad aggredire. La chiave è sempre la ricerca dell’ampiezza attraverso continui cambi di fronte contro la resistenza blaugrana che si concentra su due file serrate e strette.

A destra, Hakimi aumenta il proprio raggio d’azione, proiettandosi stabilmente molto più alto in supporto a Dembélé. A sinistra, invece, Mendes rimane un po’ più basso, una sorta di braccetto di centro-sinistra di una difesa che in impostazione si dispone a 3. Il Barcellona non ha però la lucidità di inizio partita e lo dimostra con errori piuttosto grossolani che costano caro. Al minuto 54, sugli sviluppi di un corner giocato fuori dall’area, Vitinha viene lasciato completamente solo, libero di prendere la mira e calciare. La conclusione è chirurgica e s’infila all’angolino, dove Ter Stegen non può arrivare.

L’agguantata parità nel punteggio complessivo, costringe il Barcellona a doversi riaffacciare in avanti. L’appoggio primario rimane Lewandowski, destinatario di lanci lunghi sulle cui sponde sorprendere la non sempre irreprensibile retroguardia francese, con gli inserimenti di Gundogan in supporto dentro l’area all’attaccante polacco. Con entrambe impegnate alla ricerca di un gol vitale, le squadre si allungano, favorendo svarioni difensivi e capovolgimenti repentini di fronte. Ancora una volta, però, a pagare il prezzo più alto sono i padroni di casa.

Al 59′, Cancelo entra in scivolata in maniera completamente folle su Dembélé mentre questi sta uscendo dall’area di rigore. Il contatto avviene però nettamente dentro ed è dunque rigore per gli ospiti. Della trasformazione s’incarica Mbappé, che non fallisce. 

Barcellona-PSG (1-4): analisi tattica e considerazioni

Xavi cerca di rilanciare la propria fase offensiva inserendo immediatamente Torres per Pedri. I suoi, però, non mostrano la reazione che sarebbe necessaria. La squadra continua a rimanere troppo bassa, venendo surclassata dal palleggio del PSG, che fa valere la superiorità numerica in mezzo al campo

Un finale ancora vibrante

Per gestire il vantaggio ed evitare che il Barcellona possa rianimarsi da un momento all’altro, Luis Enrique, con due slot di cambi, inserisce qualità e muscoli a centrocampo con Ugarte e Lee Kang-In (ai posti di Zaïre-Emery e Ruiz). In attacco, invece, c’è spazio per Asensio, che rileva Barcola, con conseguente passaggio di Dembélé sulla fascia destra. 

Il Barça si gioca invece le ultime disperate carte. Al minuto 82, dentro João Félix e Fermín, fuori Cancelo e De Jong. La squadra chiude con un 4-3-2 in cui Raphinha finisce a fare il terzino sinistro, col portoghese sulla sua verticale da mezz’ala e Torres vicino a Lewandowski. Anche il PSG non riesce a mantenere compattezza e sono diverse le occasioni in cui si scopre, consentendo alle punte blaugrana di trovare giocate alle spalle del centrocampo, con la difesa esposta e non sempre pronta ad arginare immediatamente i pericoli.

Di converso, i padroni di casa si scoprono appena possono, come in occasione delle palle inattive. A volte troppo e al minuto 89 tornano a soccombere. Un calcio d’angolo a favore si trasforma in un contropiede finalizzato da Mbappé dopo due miracoli di Ter Stegen e un rinvio maldestro di Koundé. È la rete del definitivo 4-1 che fa calare il sipario sullo Stadio “Companys”.

Barcellona-PSG, le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Barcellona-PSG con qualche riflessione.

In una settimana cruciale che si concluderà col Clásico di domenica, i catalani buttano al vento la straordinaria vittoria ottenuta nella capitale francese e con un autentico suicidio sportivo mandano all’aria anche una buona prima mezz’ora di gioco in questa sfida di ritorno. Per di più in casa. La squadra di Xavi, al netto dell’inferiorità numerica per un’ora e nonostante qualche scelta rivedibile del tecnico sulla gestione dei cambi, commette una serie di errori imperdonabili per giocatori di questo livello e con una certa caratura ed esperienza. 

I transalpini, invece, tornano a giocarsi una semifinale dopo due eliminazioni consecutive agli ottavi. Un traguardo impensabile non tanto per la sconfitta dell’andata, quanto per la quasi totale assenza di un livello di performance soddisfacente da parte di alcuni dei suoi fenomeni. Tra tutti Mbappé, che anche in questa gara di ritorno ha fatto un bel po’ di fatica ad incidere realmente, prima di prendersi il proscenio con una doppietta decisiva. Il medesimo aggettivo può essere usato per la prestazione di Donnarumma, riscattatosi dagli errori della settimana scorsa con qualche intervento per nulla banale.

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