Bari, Di Cesare si ritira dal calcio giocato: pronto un ruolo in dirigenza per il capitano biancorosso

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Bari, Di Cesare si ritira dal calcio giocato: pronto un ruolo in dirigenza per il capitano biancorosso

Una notizia che era ormai da mesi nell’aria e alla quale si è data conferma nella tarda mattinata di oggi: il capitano del Bari Valerio Di Cesare ha annunciato l’addio al calcio giocato. All’età di 41 anni e dopo ben otto stagioni in maglia biancorossa, il centrale ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo nel corso di una conferenza stampa. Queste le dichiarazioni lasciate dall’ex difensore del Parma: «E’ arrivato quel giorno, la mia carriera da calciatore termina qui; è stata un ‘emozione grandissima, il calcio è stato la mia vita e continuerà ad esserlo. Non mi aspettavo una dimostrazione d’affetto tanto forte della gente, mi ha messo in grande difficoltà, ma penso di poter essere utile anche fuori dal campo. Ho parlato a lungo con il Presidente; ho percepito in lui tanta voglia di rivalsa, so cosa vuole, quale è il grande obiettivo. Spero di raggiungere da dirigente quello che non sono riuscito a centrare da calciatore con questa maglia. Io amo questa maglia».

Di Cesare appende gli scarpini al chiodo: l’addio al calcio di uno dei simboli del Bari

Una notizia che i tifosi biancorossi avrebbero voluto non arrivasse mai quella dell’addio al calcio di capitan Di Cesare. Uno dei simboli della storia recente della compagine pugliese, il classe ’83 appende gli scarpini al chiodo dopo una stagione lunga e molto complicata, terminata con la salvezza centrata nella finale playout contro la Ternana. Una stagione alla quale i galletti sono arrivati reduci ancora dalle scorie per quel “maledetto” 11 giugno. Una data che i supporters baresi faranno fatica a dimenticare, così come l’ormai ex bandiera del club biancorosso. Un calciatore protagonista di una carriera tra Serie B e Lega Pro, con l’unica parentesi in Serie D proprio con il Bari dopo il fallimento del 2018 con l’obiettivo di riportarlo il prima possibile in massima serie. Un desiderio al quale l’ex Torino è andato molto vicino prima del tap in vincente di Pavoletti nella bolgia del San Nicola.

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Un calciatore disposto sempre a metterci la faccia nei momenti più complicati. Ne è la dimostrazione la conferenza stampa tenutasi qualche mese fa, e nella quale il n°6 biancorosso ha ricordato commosso la finale persa contro il Cagliari. Una commozione dovuta anche al momento mentale e fisico di una squadra in difficoltà e a serio rischio retrocessione. Da vero capitano, Di Cesare si è rimboccato le maniche diventando uno degli uomini chiave dell’ultima annata disastrosa dei galletti. Nonostante qualche acciacco fisico, il capitano è sceso sul rettangolo di gioco in 31 occasioni siglando ben 4 reti. Reggiana, Südtirol, Brescia, e le due prodezze decisive ai danni di Parma e Ternana. Queste le vittime dell’esperto difensore centrale diventato, inoltre, il più anziano marcatore della cadetteria.

Di Cesare lascia il Bari e il calcio giocato: un esempio di dedizione e attaccamento alla maglia

Capace di dare solidità e sicurezza alla squadra, capitan Di Cesare è stato uno dei pochi positivi nella deludente stagione dei biancorossi. Sempre l’ultimo a mollare e pronto a stringere i denti nonostante qualche problema muscolare, la sua mancanza sul terreno di gioco sarà sicuramente pesante. Il centrale laziale lascia il Bari e il calcio giocato dopo aver collezionato 21 gol in 234 presenze in terra pugliese. Lascia dopo aver trascinato la squadra dai dilettanti alla cadetteria, giungendo a questione di secondi dal sogno Serie A.

Una Serie A posta come obiettivo principale nel nuovo ruolo dirigenziale affidatogli dal presidente Luigi De Laurentiis. Ad appendere gli scarpini al chiodo è un uomo prima che un calciatore. Un simbolo di una città intera e di una piazza capace di portare allo stadio più di 58.000 spettatori. Un uomo pronto a dare tutto per la squadra che ama e disposto a risollevarla dalle ceneri della Serie D. Un esempio da seguire per dedizione e appartenenza alla causa al quale non si può far altro che ringraziare!

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