Bayern Monaco-Lazio (3-0): analisi tattica e considerazioni

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Il Bayern Monaco disintegra le speranze della Lazio con un secco 3-0, frutto di una sontuosa prestazione di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Determinante per il passaggio del turno una doppietta da vero opportunista d’area di rigore di Harry Kane, intervallata dalla rete di Müller nei minuti di recupero del primo tempo. Alla squadra di Sarri non basta un buon avvio di coraggio e personalità e finisce per soccombere sotto i colpi crescenti dei bavaresi, che dominano in lungo e in largo. I biancocelesti vedono così arrestarsi il proprio cammino europeo, mentre i bavaresi provano a salvare una stagione fin qui disastrosa avanzando ai quarti di finale di Champions League. 

Andiamo a ripercorrere gli elementi-chiave di questo trionfo del Bayern Monaco sulla Lazio attraverso il racconto della nostra analisi tattica. Come sempre, però, diamo prima uno sguardo alle scelte di formazione dei due allenatori.

Padroni di casa in campo col 4-2-3-1. Tra i pali Neuer, linea difensiva con Dier preferito a Kim per far coppia in mezzo con De Ligt e Guerreiro e Kimmich terzini. Davanti alla retroguardia giocano Goretzka e Pavlović, mentre il riferimento avanzato è Kane. Alle sue spalle agisce il tridente con Sané e Musiala larghi e Müller dietro il centravanti inglese.

Gli ospiti rispondono con un 4-3-3 in cui Sarri si affida ai suoi uomini migliori a disposizione. In porta ovviamente Provedel, difesa con Romagnoli e Gila centrali e Marusić e Pellegrini sugli esterni. Cabina di regia affidata a Vecino, affiancato dalle mezz’ali Luis Alberto e Guendouzi. In attacco, Ciro Immobile supportato dalle ali Felipe Anderson e Zaccagni.

Analisi tattica Bayern Monaco-Lazio, primo tempo: il buon avvio dei biancocelesti soccombe allo strapotere bavarese

Il risultato di misura ottenuto all’andata non può lasciare la Lazio paga e tranquilla, per cui, all’inizio di questa analisi tattica del ritorno in casa del Bayern Monaco, la squadra di Sarri cerca di approcciare in maniera coraggiosa, con personalità. I biancocelesti provano a non abbassare troppo il proprio baricentro, ma soprattutto a rimanere compatti.

In fase di non possesso, infatti, si dispongono con un accorto 4-5-1, lasciando da solo Immobile in pressione sui centrali, ma con una speciale premura anche nello schermare Pavlović. Felipe Anderson e Zaccagni arretrano sulla linea dei centrocampisti, rimanendo tuttavia molto stretti, anche perché Musiala e Sané agiscono internamente. Il blocco centrale costituito dai tre centrocampisti è fondamentale poi per non concedere imbucate e spazi tra le linee, per cui i bavaresi sono sempre costretti ad agire esternamente. Qui trovano gli attenti scivolamenti dei terzini, supportati poi anche dall’aiuto dei già menzionati Anderson e Zaccagni.

Oltre all’atteggiamento molto accorto, i biancocelesti propongono anche un palleggio ad alta qualità, con idee molto chiare. Il Bayern pressa alto, soprattutto con gli uomini offensivi, ma si ritrova sovente in inferiorità numerica in diverse zone del campo. In prima pressione, gli esterni alti prendono i terzini, Kane uno dei due centrali, mentre Müller si ritrova preso in mezzo tra l’uscita sull’altro centrale oppure la chiusura sul play Vecino. La Lazio riesce così quasi sempre a uscire palla al piede, trovando almeno un uomo libero per la prima impostazione. Superata la linea iniziale di pressing, si aprono a questo punto spazi in mezzo al campo, dove le mezz’ali e Immobile, che viene sempre a giocare molto fuori l’area di rigore, hanno come unici opponenti i due mediani

Al netto di qualche errore tecnico che condiziona la manovra, la squadra ospite, sfruttando le grandi doti tecniche individuali e la velocità nel fraseggio, trova spesso situazioni in cui poter isolare i propri uomini offensivi nell’uno contro uno. In particolar modo Felipe Anderson, che si dimostra fin da subito molto ispirato.

Bayern Monaco-Lazio (3-0): analisi tattica e considerazioni

Il Bayern Monaco cresce gradualmente e prende possesso della metà campo avversaria

Il Bayern Monaco ha chiaramente dalla sua esperienza e qualità superiori, ma la buona organizzazione tattica della Lazio presentata ad inizio analisi costringe i bavaresi ad adattarsi. Innanzitutto, la squadra di Tuchel divide i due centrocampisti centrali, portando Goretzka sul centro-sinistra per poter costruire con una difesa a 3, in cui Dier fa il centrale e De Ligt l’altro braccetto. Pavlović, invece, alza la propria posizione per divincolarsi dalla copertura di Immobile e poter così entrare in ritmo.

I padroni di casa, costretti a giocare sulle corsie esterne, alzano fin da subito i due terzini, lasciandoli molto larghi per avere ampiezza. Musiala e Sané, invece, agiscono dentro al campo, cercando spazio e ricezioni ai fianchi delle mezz’ali biancocelesti. Col passare del tempo, il Bayern cresce, anche grazie al centrocampista classe 2004 che comincia a toccare più palloni e senza commettere errori. A lungo andare, sia Pellegrini che Marusić accusano delle difficoltà nell’uscire tempestivamente su Guerreiro e Kimmich, che spingono continuamente rimanendo sempre aperti. 

La costante pressione dei bavaresi, che occupano la metà campo laziale con molti uomini, toglie certezze agli uomini di Sarri. I biancocelesti non riescono più a uscire con la qualità dei primi minuti e finiscono per subire. Al minuto 38, Pavlović disegna un pallone perfetto dentro l’area, trovando Müller. La sponda di testa del tedesco viene raccolta da Guerreiro, che però colpisce malissimo il pallone. Il tiro del franco-portoghese diventa un assist per Harry Kane, che di testa batte Provedel.

Il gol subito toglie tranquillità e ordine alla Lazio. La fase di non possesso perde compattezza e nel tentativo di mettere pressione, viene meno qualche distanza. Ad approfittarne sono soprattutto i fantasisti Sané e Musiala, che ora trovano maggiore spazio tra le linee e più palloni sulla trequarti dove poter fare male. Anche le situazioni da palla inattiva rimangono una minaccia ed è proprio così che il Bayern colpisce ancora. Siamo nel recupero della prima frazione: su azione da corner, De Ligt effettua un tiro-cross che incontra la testa di Müller. Per il centrocampista tedesco, tutto solo dentro l’area piccola, è un gioco da ragazzi depositare il pallone in rete per la seconda volta.

Bayern Monaco-Lazio (3-0): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Bayern Monaco-Lazio, secondo tempo: i bavaresi chiudono il match 

La doccia fredda del secondo gol subito quasi allo scadere, inficia il copione dell’analisi tattica di Bayern Monaco-Lazio. I biancocelesti si ritrovano a dover alzare quanto meno l’intensità e il baricentro, col rischio di scoprirsi. I bavaresi amministrano con calma, muovendo palla e aspettando che la squadra di Sarri si scomponga per colpirla in verticale

Il tecnico toscano, passata l’ora di gioco, effettua un triplo cambio nella speranza di dare una scossa ai suoi. Entrano Cataldi, Isaksen e Castellanos per Vecino, Zaccagni e Immobile, con conseguente spostamento di Felipe Anderson sulla corsia mancina. 

Il Bayern, come detto, attende l’occasione giusta per affondare, beneficiando del calo mentale degli avversari e degli inevitabili spazi dalla trequarti in poi. Al minuto 66, Pavlović trova Sané con un’imbucata centrale. L’esterno punta, entra in area e calcia. Provedel è reattivo nella respinta, ma il pallone rimane in zona Kane, che ringrazia, sigla il definitivo 3-0 e la doppietta personale.

Bayern Monaco-Lazio (3-0): analisi tattica e considerazioni

Nonostante manchi poco meno di mezz’ora, la partita non ha ormai più nulla da aggiungere. Le successive sostituzioni, sia da parte del Bayern Monaco che della Lazio, servono più per risparmiare qualche titolare che non per alterare quanto già esposto in questa analisi tattica.

Per i biancocelesti, tra 75′ e 80′ c’è spazio per Pedro e Kamada ai posti di Felipe Anderson e Luis Alberto. Tuchel inserisce, invece, dapprima Davies e Tel per Guerreiro e Müller e poi Laimer e Gnabry per Sané e Musiala.

Bayern Monaco-Lazio, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Bayern Monaco-Lazio con qualche riflessione.

Al netto delle problematiche di questa stagione, quella di Tuchel rimane una squadra dai valori assoluti di altissimo livello, che almeno in questa Champions League sta riuscendo a non deludere. I bavaresi dominano per lunghi tratti la gara, facendo valere le proprie qualità individuali e la mentalità della grande squadra che ha in mente un unico obiettivo e lo persegue con freddezza e cinismo. Il cammino europeo rimane l’ultima speranza a cui aggrapparsi per il club (e l’allenatore) per non rimanere all’asciutto di titoli. L’ultima volta completamente a secco risale all’annata 2006-2007.

Quanto ai biancocelesti, invece, l’ottima prestazione con annessa vittoria nella sfida d’andata lasciava grande orgoglio e morale, ma comunque non troppa fiducia. I bavaresi si confermano un ostacolo molto duro, ma la Lazio deve in ogni modo ritenersi soddisfatta del proprio percorso, tornando dopo 24 anni a progredire oltre la prima fase della Champions League. A questi livelli, però, la differenza la fanno i dettagli, le piccole cose. Come ad esempio sfruttare la primissima clamorosa occasione concessa dagli avversari. La distanza, insomma, è quella che passa tra il colpo di testa di Immobile, terminato fuori, e quello di Kane, finito invece dentro immediatamente dopo.

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