Bayern Monaco-Real Madrid (2-2): analisi tattica e considerazioni

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Bayern Monaco e Real Madrid non risparmiano gol, spettacolo ed emozioni nell’andata della semifinale di Champions League che sarà oggetto della nostra analisi tattica. All'”Allianz Arena” le due squadre, trascinate dai colpi dei loro campioni, battagliano e si rincorrono, arrestandosi su un 2-2 che rimanda il discorso qualificazione alla sfida di ritorno di settimana prossima. Nonostante l’ottima partenza dei bavaresi, la squadra di Ancelotti colpisce alla prima disattenzione con il freddissimo Vinicius, che trasforma in gol un cioccolatino di Kroos. Nella ripresa, la reazione degli uomini di Tuchel è furente e conduce alla rimonta in meno di 5 minuti. Ci pensano Sané con una conclusione violenta e Musiala, che si procura un calcio di rigore poi trasformato da Kane. I Blancos ovviamente non crollano e acciuffano il pareggio con un altro penalty, guadagnato da Rodrygo e realizzato ancora da Vinicius.

Nel mezzo, tanto bel calcio e diversi elementi-chiave che ci apprestiamo ad evidenziare in questa nostra analisi tattica di Bayern Monaco-Real Madrid. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle scelte di formazione.

I padroni di casa scendono in campo col consueto 4-2-3-1. In porta c’è ovviamente Neuer, protetto dalla coppia centrale formata da Kim e Dier, con Mazraoui e Kimmich sugli esterni. A centrocampo Laimer recupera in tempo per affiancare Goretzka. Davanti Kane, supportato alle spalle dal tridente composta da Sané, Müller e Musiala.

Gli ospiti rispondono con quello che sulla carta appare un 4-3-1-2. Tra i pali Lunin, linea difensiva con Vázquez e il rientrante Mendy terzini e Nacho e Rüdiger tandem in mezzo. Tchouameni in cabina di regia, affiancato da Kroos e Valverde. Bellingham sulla trequarti a supporto della coppia d’attacco tutta brasiliana formata da Vinicius e Rodrygo.

Analisi tattica Bayern Monaco-Real Madrid, primo tempo: ottimo avvio dei bavaresi, ma i Blancos mordono per primi

L’analisi tattica di Bayern Monaco-Real Madrid comincia col copione che ci aspetteremmo. E cioè con i bavaresi che partono all’assalto, con grande foga, mentre gli spagnoli che attendono, mantenendo un baricentro basso e lasciando l’iniziativa agli avversari, salvo poi provare a sfruttare qualche tentativo in ripartenza.

In realtà, la squadra di Tuchel ha pieno possesso del campo, sia dal punto di vista tecnico che, soprattutto, organizzativo. Consci della pericolosità dei Blancos in contropiede, i padroni di casa portano fin da subito un baricentro molto molto alto, coi difensori addirittura nella metà campo madrilena. Questo costringe il Real a schiacciarsi parecchio, difendendo con tutti gli effettivi nella propria trequarti. In questo modo, mantenendo una pressione feroce, viene stroncato sul nascere ogni tentativo di aggredire lo spazio in velocità, perché il campo da risalire per gli uomini di Ancelotti e davvero tanto. Inoltre, la fase di recupero del pallone da parte dei tedeschi è piuttosto agevole e repentina.

Il Bayern imposta con un quadrilatero nel blocco centrale costituito dai due difensori e dai mediani, che trovano superiorità numerica. Il Madrid difende compatto con un 4-4-2  in cui inizialmente Bellingham agisce largo a sinistra, ma dopo una decina di minuti viene accentrato, con conseguente allargamento di Rodrygo. L’inglese e Vinicius hanno l’arduo compito di portare la prima pressione, ma in netta inferiorità. I tedeschi hanno così vita facile nel portar palla nella metà campo avversaria. I terzini si alzano, garantendo l’ampiezza e permettendo invece agli esterni alti di venire a giocare dentro al campo. La presenza nei corridoi intermedi di Sané tra Valverde e Tchouameni e di Musiala tra Rodrygo e Kroos dà molto fastidio alla squadra di Ancelotti, perché una volta ricevuta palla, anche nello stretto, con le loro straordinarie doti tecniche in velocità arrivano facilmente a creare pericoli.

La presenza di Müller sotto Kane costringe i centrocampisti dei Galacticos comunque a non poter troppo sguarnire anche la dorsale centrale, liberando inevitabilmente spazio nelle altre zone del campo. Con le sovrapposizioni dei terzini inoltre, gli uno contro uno sugli esterni sono costanti e in aiuto di Vázquez e Mendy non può arrivare alcun raddoppio.

Per almeno 20 minuti, il Bayern Monaco tiene un ritmo e un’intensità incredibili, stritolando il Real Madrid e dominando in assoluto sotto qualsiasi aspetto dell’analisi tattica. L’unico rammarico è sicuramente quello di non essere riuscito a capitalizzare nessuna delle occasioni costruite.

Il risveglio del Real Madrid

La squadra di Ancelotti gioca sì la consueta partita di attesa, ma a differenza di altre occasioni, non riesce a esplodere in contropiede. Quando il Bayern deve fisiologicamente rallentare attorno alla metà della prima frazione, gli spagnoli cercano di mettersi in ritmo col possesso palla. L’impostazione si avvia dal basso con una costruzione a 3. Kroos si schiaccia sulla linea difensiva, alternandosi nella posizione di centrale e braccetto di sinistra per divincolarsi dalla marcatura di Kane. Tchouameni agisce invece in verticale rispetto al tedesco e viene preso in prima battuta da Müller. I terzini si alzano, ma il gioco pende soprattutto dal lato destro su Vázquez (quello preferito da Kroos, che può sventagliare i suoi cambi di gioco col piede forte), che di fatto fa l’ala.

Quello del Real, in fase di possesso, somiglia a una sorta di 3-2-4-1. Vinicius agisce da prima punta, con Rodrygo a sinistra. Chi invece non riesce a trovare la posizione è Bellingham. Il talento inglese gioca molto lontano dalla porta, abbassandosi continuamente per aiutare la prima costruzione e poter così disporre di palloni giocabili. In una zona del campo dove, però, non incide assolutamente. 

Se per 20 minuti la pressione alta e organizzata è stata un fattore a vantaggio del Bayern, poco dopo però si rivela una debolezza. Accade tutto al minuto 24, quando i due centrocampisti Laimer e Goretzka escono entrambi molto alti e un po’ troppo avventatamente su Valverde e Tchouameni, sguarnendo il corridoio centrale. La palla giunge a Kroos, davanti al quale si apre un varco ghiotto per imbeccare Vinicius. Il brasiliano fa finta di venire incontro e attacca ferocemente la profondità, disorientando uno sbadato Kim e sulla verticalizzazione del grande ex della partita il numero 7 fredda Neuer in uscita.

Bayern Monaco-Real Madrid (2-2): analisi tattica e considerazioni

Galvanizzata dal vantaggio, la quadra di Ancelotti acquisisce fiducia per tenere il baricentro più alto, ma soprattutto per aumentare il livello dell’intensità. I tedeschi, infatti, non riescono più a trovare la fluidità e la velocità di trasmissione del pallone di inizio gara, finendo per girare orizzontalmente in maniera assolutamente sterile. Inoltre, dopo aver speso tante energie nell’attenzione a non concedere mortifere ripartenze al Madrid, si fanno trovare disattenti in una situazione di palla scoperta a difesa schierata.

Analisi tattica Bayern Monaco-Real Madrid, secondo tempo: il cuore spagnolo frena la rimonta tedesca

Nella ripresa, il canovaccio dell’analisi tattica di Bayern Monaco-Real Madrid non cambia. Le uniche variazioni sono apportate da Tuchel. Prima con l’ingresso all’intervallo di Guerreiro per Goretzka. Poi, con l’inversione dei due esterni alti, portando Sané a destra e Musiala a sinistra. La mossa si rivela azzeccata.

Giocando a piede invertito, i due fantasisti tedeschi possono incidere con maggiore efficacia nei loro movimenti a convergere. E infatti è proprio su giocate individuali superbe dei giocatori appena citati che i bavaresi costruiscono la rimonta. Al minuto 53, una sovrapposizione di Kimmich isola l’ex City nell’uno contro uno con Mendy. Spostamento interno bruciante e cannonata sul primo palo che sorprende Lunin. Pochi minuti dopo è il turno del numero 42, che parte con un’accelerazione poderosa andando via a Vázquez, che è costretto ad atterrarlo in area. È calcio di rigore. Dal dischetto Kane non fallisce, portando avanti i padroni di casa.

Bayern Monaco-Real Madrid (2-2): analisi tattica e considerazioni

Subìto questo tremendo uno-due, il Real si scompone, perdendo compattezza. Tante uscite a vuoto che rompono l’ordine delle linee aprono spazi in verticale per il Bayern, sia per il centravanti che soprattutto per Musiala, che è incontenibile per il povero esterno di Ancelotti. Il tecnico emiliano deve così correre ai ripari e al 65′ manda dentro Camavinga al posto di Nacho. Tchouameni viene arretrato in difesa, con Kroos che passa in cabina di regia e il neoentrato francese sul centro-destra. Con due mezz’ali di qualità e corsa, gli ospiti guadagnano un po’ di supporto in più alla fase offensiva, soprattutto nella zona centrale, dove Bellingham fatica ancora a incidere.

Un altro ruggito del Real Madrid 

Ed è proprio dalla sostituzione del giocatore inglese che avviamo l’ultima parte della nostra analisi tattica di Bayern Monaco-Real Madrid. Al suo posto, al minuto 75, entra Brahim Díaz, mentre Modrić rileva Kroos. Questa doppia sostituzione induce un’altra rotazione della mediana spagnola, con Camavinga spostato in mezzo e il croato ad alternarsi nell’appoggio alla prima costruzione e nel supporto alla fase offensiva sulla trequarti. Davanti, invece, gli ospiti si dispongono a 3, con Vinicius largo a sinistra, Rodrygo aperto a destra e l’ex Milan a gravitare nella zona centrale.

Tuchel decide di non coprirsi, anzi. All’80’ manda dentro Gnabry al posto di Müller. I problemi dei bavaresi, però, riguardano il reparto arretrato, in particolare Kim. Individuato come anello debole della retroguardia (al pari di Vázquez dall’altra parte), i Blancos sollecitano spesso Vinicius a sfidarlo con i suoi movimenti in velocità.

Bayern Monaco-Real Madrid (2-2): analisi tattica e considerazioni

Il coreano combina però la frittata più grossa al minuto 82, quando, da un’iniziativa del solito numero 7, si fa raggirare con troppa facilità da Rodrygo, atterrandolo in area prima che possa battere a rete. È il secondo penalty della partita, della cui trasformazione s’incarica Vinicius. Neuer battuto e pareggio agguantato.

Nel finale, Ancelotti si affida alla fisicità di Joselu, le cui sponde e il cui lavoro incontro sono preziosi per far respirare la squadra e alleggerire la pressione. Tuchel, invece, si affida al dinamismo e alla dirompenza di Davies, al posto di Sané, col canadese che va a fare l’ala sinistra, Musiala alle spalle di Kane e Gnabry che chiude la propria partita a destra. Cala il sipario anche sul match sul 2-2 definitivo.

Bayern Monaco-Real Madrid, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Bayern Monaco-Real Madrid con qualche riflessione. Questa partita d’andata tra i due colossi del calcio europeo e mondiale non fa che confermare quanto già mostrato in altre occasioni. Volendo paragonare le due squadre a degli animali, potremmo riferirci ai bavaresi come ad un esemplare in cattività che viene liberato nel proprio habitat, mentre ai Blancos come a un esperto predatore.

Il primo, quando ritorna nel proprio ambiente (la Champions League) si comporta in maniera assolutamente naturale, dispiegando tutte le proprie caratteristiche e mostrando la propria forza. Tuttavia, il periodo in cattività (le competizioni nazionali) lasciano qualche strascico indesiderato, che si palesa con risvolti negativi (le défaillance difensive imperdonabili che hanno condizionato la stagione e la partita di stasera).

Quanto alla seconda immagine, il famelico predatore sfrutta la sua arma più letale, la pazienza. Attende silente il momento più opportuno per azzannare. Per la preda, non conta quanto campo libero abbia per fuggire: alla minima distrazione, il predatore azzanna con una velocità e un cinismo disarmanti, divorando il proprio boccone mentre questi si chiede ancora come sia stato possibile.

Non resta che attendere l’entusiasmante gara di ritorno per sapere quale delle due fiere potrà avere accesso al succulento prato di Wembley.

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