Bellingham, il ragazzo con il pallino per i record

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Jude Bellingham: un nome, una garanzia per i record. Il giovanissimo talento del Borussia Dortmund continua ad infrangere statistiche su statistiche e sembra non potersi fermare mai. Martedì sera, infatti, ha segnato l’ennesima tappa della sua precoce carriera. 

Bellingham, i record col Birmingham

Che sia l’effetto Borussia, che in rosa ha un certo Haaland, non è dato saperlo. Sta di fatto che il 15 settembre 2012 verrà ricordata come la data in cui spunta l’ennesimo traguardo. Con la rete rifilata al Besiktas è divenuto il più giovane marcatore a segnare in due gare consecutive di Champions League, ad appena 18 anni e 78 giorni. Superando addirittura Kylian Mbappé, fermo a 18 anni e 85 giorni. Una crescita esponenziale, iniziata da quando Jude aveva solamente 7 anni ed entrava a far parte delle giovanili del Birmingham, squadra che lo ha svezzato e presentato al grande calcio. Mezzala con ottime doti tecniche e capacità di inserimento, si impegna e bussa alla porta per battere il primo record. Il 6 agosto del 2019 è il debuttante più verde nella storia dei Bluenoses, a 16 anni e 38 giorni.

Nemmeno il tempo di interiorizzare l’immensità del traguardo. 26 giorni dopo diviene il più giovane marcatore del Birmingham, a 16 anni e 63 giorni, in una gara contro lo Stoke City in Championship. Come le più belle storie da raccontare, il bello deve ancora venire.

Bellingham, il ragazzo con il pallino per i record

I record con il Borussia

Il 20 luglio 2020 passa ai gialloneri in cambio di 23 milioni di euro, una cifra importante per un giocatore nemmeno maggiorenne. Di lui, l’ex amministratore delegato del Birmingham Dong Ren aveva affermato: “Ovviamente, ci dispiace vedere andar via uno dei nostri giocatori, ma siamo certi che questo sarà l’inizio di una carriera straordinaria“. Jude vuole mantenere le promesse. La dimostrazione? Il 10 aprile 2021, con il gol realizzato al Manchester City, è il secondo marcatore più precoce in Champions League a 17 anni e 28 giorni, dietro solamente alla mancata promessa Bojan Krkic. “Non può avere 17 anni, è un bugiardo“, afferma un incredulo Pep Guardiola. Come se non bastasse, il record raggiunto qualche giorno fa.

Nazionale

Finita qui? Nemmeno per sogno. La sua avventura con i Tre Leoni inizia nell’Under-21. Il 4 settembre 2020 debutta contro il Kosovo e realizza anche una rete: a 17 anni e 67 giorni è il più giovane realizzatore nella selezione. Nemmeno il CT dell’Inghilterra maggiore, Gareth Southgate, può sottrarsi alla forza di Bellingham. Così due mesi dopo, a 17 anni e 136 giorni, è il terzo deb più giovane nella storia dell’Albione, dietro a mostri sacri come Theo Walcott e Wayne Rooney. La verde Nazionale inglese cresce e Southgate conferma la fiducia in lui, convocandolo per Euro 2020. Qui, a 17 anni e 349 giorni diviene il partecipante con minore età di sempre a una kermesse europea, superato qualche giorno dopo da Kacper Kozlowski, per la Polonia. Stigmate da predestinato.

I Beatles, in una nota canzone cantavano: “Hey Jude, don’t let me down“. Beh, di questo passo Jude non ci deluderà, anzi. Ci sorprenderà a suon di record e statistiche.

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