Cagliari-Juventus, le dichiarazioni di Zenga alla vigilia

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Il Cagliari di Zenga in crisi di risultati si prepara a ricevere la Juventus, fresca vincitrice del campionato, alla “Sardegna Arena”. I rossoblù mancano la vittoria da otto partite, in cui hanno racimolato quattro pareggi e altrettante sconfitte, ultima quella tre giorni fa in casa contro l’Udinese. Salvezza già ampiamente conquistata ma la stagione non è stata esaltante, nonostante un inizio molto promettente con ben 13 risultati utili consecutivi e un piazzamento nelle zone altissime della classifica. Poi un periodo nero, che l’arrivo di Zenga ha parzialmente lasciato alle spalle. Tifosi e società, però, si attendevano di lottare per obiettivi più importanti dopo un’ottima campagna acquisti.

Cagliari-Juventus, Zenga carica i suoi: «Cercheremo di vincere»

Nella conferenza stampa della vigilia di Cagliari-Juventus, il tecnico rossoblù Walter Zenga presenta la gara contro i bianconeri. «La Juve è una grande squadra, e le grandi squadre non regalano niente a nessuno per concetto e filosofia. Che si tratti di amichevole o campionato hanno la vittoria nel dna. Più che una Juventus di un certo livello mi aspetto un Cagliari che sappia giocarsi le sue carte dal primo minuto con spensieratezza, cercando di vincere. I tre punti ci mancano da un po’, ma la squadra si è sempre comportata benissimo. A volte i numeri possono condannare anche le prestazioni più attente».

Zenga esamina i problemi della squadra nel periodo post lockdown. «Quando abbiamo trovato la quadra ci è venuto a mancare Nainggolan, poi Pellegrini, nella scorsa partita Rog e domani non avremo Nandez. Stiamo pagando un prezzo altissimo per le assenze dei giocatori più rappresentativi, ma i ragazzi che sono entrati in campo hanno comunque fatto bene. Con Radja dietro le due punte abbiamo fatto buone prestazioni, soprattutto in dieci contro l’Atalanta, a Bologna e Firenze. In questo periodo è però difficile preparare schemi e tattiche per la partita successiva, l’allenatore incide poco e si affidano le chiavi del gioco a chi è più idoneo di volta in volta, e tutti hanno fatto bene. Non mi dà fastidio essere messo in discussione, fa parte del gioco. Mi fanno arrabbiare invece gli attacchi personali e quando si mette in discussione la squadra».

Rog, Pereiro e la delusione del presidente Giulini

Sui singoli, a partire dal centrocampista Rog in dubbio per la gara con la Juve. «Credo che Marko possa riprendersi. Abbiamo deciso di non rischiarlo dall’inizio con l’Udinese per una botta alla caviglia. Poi in riscaldamento ha avuto un problema alla schiena ed è stato inutilizzabile. Spero di recuperarlo, valutiamo nell’allenamento di oggi». Pereiro: «Gaston è entrato discretamente bene nell’ultima partita. Sono convinto che possa giocare sotto la punta, come ha fatto spesso nel PSV Eindhoven anche se in Champions ha fatto il quarto di sinistra contro Semedo del Barcellona. Si è giocato bene le sue possibilità, e domani forse ne avrà un’altra. Ho dato spazio a tutti in questo periodo, anche per consentire alla società di fare una valutazione generale. Non so quante squadre abbiano schierato più giovani di quanto abbiamo fatto noi».

Il patron Giulini è deluso per gli ultimi risultati della squadra. «Il presidente è giustamente arrabbiato perché con questo gruppo si poteva fare di più. Personalmente non ho mai evitato fischi e contestazioni. Se ci fossero stati i tifosi in questo momento sarei stato il primo ad uscire dallo stadio e prendermi i fischi. Posso elencare tutti i giocatori scesi in campo nelle ultime partite e garantisco che quasi tutti hanno avuto problemi di vario tipo. Se non avessero avuto voglia e motivazioni, qualcuno non avrebbe fatto il sacrificio di giocare ogni tre giorni nonostante gli acciacchi.

Possiamo guardare il Cagliari nel girone d’andata, allora si potrebbe dire che la stagione è stata fallimentare. Se invece consideriamo la squadra fino a quattro partite fa, quando ha raggiunto la salvezza matematica, direi che dalla sconfitta di Verona è stato fatto uno sforzo non indifferente per conquistare questi dieci punti. Credo di aver dato più compattezza, soltanto a Genova non siamo mai stati dentro la partita».

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