Calciomercato: Kolarov al bivio tra Inter e Bologna

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Cosa non è andato bene tra l’Inter e Kolarov? Praticamente tutto. Antonio Conte l’ha voluto all’Inter a tutti i costi, per poi schierarlo in un ruolo non suo, il difensore centrale. La retroguardia nerazzurra ha così subito qualche gol di troppo in avvio di stagione, nelle manciate di presenze disputate dal serbo. A cui è seguita un’infinita serie di acciacchi, tra cui il Covid, e panchine. Ora Kolarov è in una situazione di stallo tra Inter e Bologna.

Milano avida di presenze, grata di soddisfazioni

Sembra strano che il talentuoso veterano non voglia abbandonare Milano, o che siano intenzionati a rinnovargli il contratto, in scadenza il 30 giugno, eppure è così. A dispetto delle 11 presenze totali, di cui 7 in Campionato, 3 in Coppa Italia e 1 in Champions, il giocatore si è trovato bene e si è fatto apprezzare per la professionalità. Simone Inzaghi lo conosce e lo stima essendo stato per 3 anni suo compagno alla Lazio, dal 2008 al 2010. Sebbene in quel periodo l’attuale allenatore fosse più una guida silente dello spogliatoio, non ha potuto non affezionarsi al serbo che ne era un giovane leader tecnico. In fondo Kolarov all’Inter ha già vinto lo scudetto, e ci terrebbe a dimostrare di essere ancora un giocatore da top club, utilissimo per le rotazioni.

Kolarov tra Inter e Bologna, tentazione Siniša

A chiamarlo in Emilia però c’è Siniša Mihajlović. Una leggenda del calcio serbo che ha già guidato Kolarov in nazionale. I due sono icone dei Balcani che si sovrappongono l’una all’altra agli occhi del loro popolo. Due Aquile Bianche che hanno saputo volare alto nei cieli d’Italia. E alzare e far scendere alla perfezione una lunga serie di punizioni e piazzati.

Il Bologna significherebbe continuar a giocare in Italia, condizione fondamentale, e farlo da protagonista invece che come rincalzo. Avrebbe già rifiutato la scelta di cuore, un biennale dello Stella Rossa di Stanković. Nel club di Belgrado aveva svolto le giovanili ma non è interessato a ritornare alle origini. A 35 anni sente di avere ancora qualcosa di grande da dare, e solo la Serie A glielo permetterebbe.

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