Carabao Cup, Chelsea-Liverpool (0-1): analisi tattica e considerazioni

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Il Liverpool si aggiudica la Carabao Cup vincendo di misura contro il Chelsea nella finale di “Wembley”, di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Dopo una partita intensissima, equilibrata e con tante occasioni da una parte e dall’altra, per assegnare il secondo trofeo stagionale d’Inghilterra si rendono necessari i tempi supplementari. Proprio nel finale del secondo, il capitano Virgil Van Dijk, con un chirurgico colpo di testa, regala la Coppa ai Reds. Per Pochettino, sfuma invece l’ennesima occasione di aggiudicarsi un trofeo in terra britannica. Andiamo a rivivere i momenti-chiave di questa sfida tra Chelsea e Liverpool attraverso la nostra analisi tattica. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle formazioni messe in campo dai due allenatori. 

I Blues si dispongono con un 4-2-3-1. Tra i pali c’è Petrović, linea difensiva composta dalla coppia centrale Disasi-Colwill e dagli esterni Malo Gusto e Chilwell. In cabina di regia troviamo Enzo Fernández, affiancato da Caicedo. Il riferimento offensivo è Jackson, supportato alle spalle dal tridente con Palmer e Sterling larghi e Gallagher ad agire sotto punta.

Klopp, stante le innumerevoli assenze, rinfoltisce il suo 4-3-3 con tanti giovani. In porta Kelleher, retroguardia guidata da Konaté e Van Dijk, con Robertson e Bradley terzini. In mediana, Endō presidia la zona centrale, affiancato dalle mezz’ali Mac Allister e Gravenberch. Davanti il trio con Gakpo da nove e le ali Díaz ed Elliott.

Analisi tattica Chelsea-Liverpool, primo tempo: tra intensità ed equilibrio arrivano le occasioni, ma non i gol

Liverpool e Chelsea mantengono un atteggiamento costante per tutta la partita sotto il profilo dell’analisi tattica, tanto nei tempi regolamentari quanto nei supplementari. La squadra di Klopp approccia con un’intensità pazzesca, che la spinge ad un pressing molto alto e feroce. 

I Reds vogliono inibire la costruzione dal basso dei Blues e cercare di recuperare quanto prima il pallone. Possibilmente già in una zona di campo dove potersi poi rendere pericolosi. La pressione funziona, assolvendo ad entrambe le funzioni. L’attacco del Liverpool pende quasi esclusivamente sulla parte sinistra, dove agisce Díaz, supportato dalle sovrapposizioni di Robertson e dai movimenti ad aprirsi di Gravenberch. La ricerca spasmodica dell’esterno è però anche una conseguenza dell’organizzazione difensiva della squadra di Pochettino.

Carabao Cup, Chelsea-Liverpool (0-1): analisi tattica e considerazioni
Da un ottimo spunto, condito da un assist, dell’esterno colombiano ha origine l’azione che porta Gakpo a centrare il palo.

In fase di non possesso, infatti, il Chelsea si dispone con una sorta di 4-4-2 in cui Gallagher prende in marcatura Endō, mentre Jackson e Sterling si occupano dei due centrali. Così facendo, il Liverpool è costretto quasi sempre ad avviare l’azione sulle fasce, dai terzini, senza possibilità di trovare varchi centralmente. Palmer, invece, si distingue per il lavoro in copertura in aiuto a Malo Gusto.

Per la squadra di Klopp, dunque, l’ago della bilancia offensiva non può che essere l’esterno colombiano, dai cui piedi e dalle cui accelerazioni passa buona parte delle conclusioni e delle azioni pericolose. Dall’altra parte, invece, è lo stesso Palmer a dettare i ritmi degli uomini di Pochettino.

Già nel primo tempo il Liverpool è costretto a cambiare

Dopo un avvio importante, i Reds nella seconda metà del tempo hanno una lievissima flessione, forse causata da un cambio forzato che costringe la squadra a risistemarsi. Gravenberch s’infortuna alla caviglia e al minuto 27 viene sostituito da Gomez. Il neoentrato va a collocarsi nella posizione di terzino destro, con Elliott che scala a fare la mezz’ala e Bradley che invece si alza da esterno del tridente. 

Il Chelsea, dopo una fase di affanno contro la pressione avversaria, riesce a trovare una soluzione di gioco alternativa alla previdente e inefficace palla lunga su Jackson, pur prediligendo le ripartenze veloci. Ed è qui che diviene fondamentale il lavoro dell’ex City. Sfruttando l’uscita aggressiva a uomo del Liverpool, con una mezz’ala che va sul terzino, i Blues fanno valere la conseguente superiorità numerica in mezzo al campo, ulteriormente accentuata dal numero 20 che va a collocarsi alle spalle di Mac Allister. Qui Palmer può ricevere con discreto spazio e a quel punto decidere se puntare l’uomo, cambiare versante oppure innescare il proprio centravanti con palla a terra in verticale, premiandone i tagli tra Konaté e Van Dijk. 

Carabao Cup, Chelsea-Liverpool (0-1): analisi tattica e considerazioni

Il finale di primo tempo, tra Chelsea che trova la chiave di volta e Liverpool che con le brucianti accelerazioni di Díaz riesce sempre a creare pericoli, acquisisce grande intensità, ma entrambi gli attacchi steccano al momento della concretizzazione.

Analisi tattica Chelsea-Liverpool, secondo tempo: la partita si apre, ma ancora non arrivano i gol

Nella ripresa, il copione dell’analisi tattica di Chelsea-Liverpool non cambia. Anzi, gli uomini di Klopp accentuano ancora di più la loro spinta sul lato mancino con un indemoniato Diaz, che va via a piacimento a Gusto. Anche gli uomini di Pochettino, però, non sono da meno e continuano a ritagliarsi spazi in contropiede, sfruttando il grande movimento di Jackson. D’altro canto, però, sebbene soffrano tanto esternamente, in zona centrale concedono pochissimo, con la difesa prontissima a collassare per chiudere ogni eventuale tentativo di conclusione e con le preziose interdizioni di un Caicedo che cresce col progredire della partita.

Il tecnico argentino, poco dopo l’ora di gioco, vara la sua prima mossa per implementare il peso offensivo. Al 66′, fuori un evanescente Sterling, dentro Nkunku. La partita si apre definitivamente: cala la lucidità con conseguente minore attenzione difensiva e nelle uscite. Si ribalta il campo con grande velocità e anche con un pizzico di foga e le occasioni fioccano. Ancora una volta, però, sono i Blues a rendersi maggiormente pericolosi, alzando il baricentro (con i terzini che accompagnano l’azione) e portando più uomini dentro l’area. Da Gallagher coi suoi inserimenti allo stesso Nkunku, che seppure parta largo a sinistra, non fa mancare il suo apporto a Jackson negli ultimi 16 metri.

Carabao Cup, Chelsea-Liverpool (0-1): analisi tattica e considerazioni
Un legno colpito anche dal Chelsea col centrocampista inglese.

Il finale è tutto di fattura londinese, i cui tentativi, però, si arrestano di fronte ad un superbo e decisivo Kelleher. Klopp, invece, cerca di infondere nuove energie con una serie di innesti di altri giovani. Al minuto 87, fanno il loro ingresso in campo McConnell, Tsimikas e Danns ai posti di Mac Allister, Robertson e Gakpo. Anche in questo caso, le sostituzioni non assestano variazioni agli schieramenti presentati all’inizio di questa analisi tattica di Chelsea-Liverpool. Per Pochettino, l’ultima carta è Mudryk, entrato in luogo di Jackson. Nkunku può così agire da centravanti, mentre l’ucraino va a fare l’ala sinistra.

Dopo 90 minuti di battaglia, un palo e un gol annullato dal VAR per fuorigioco per parte, si rendono necessari i tempi supplementari.

Analisi tattica Chelsea-Liverpool, tempi supplementari: il guizzo di Van Dijk

L’analisi tattica dei tempi supplementari vede nuovamente prevalere il Liverpool rispetto al Chelsea. I Blues, in affanno, sono costretti a difendere molto bassi, con parecchi problemi dall’ormai inflazionata fascia sinistra. L’energia dei nuovi innesti, dal terzino Tsimikas alla mezz’ala McConnell, non dà tregua alla difesa londinese. Pochettino risponde con Madueke al posto di uno stremato Gallagher, con Palmer che passa in mezzo e il neoentrato largo a destra per dare una mano a Malo Gusto

Nel secondo tempo, la pressione dei Reds diviene totale. Klopp sostituisce Konaté col giovane Quansah e decide di lasciare da soli i due centrali portando tutti gli altri effettivi avanti. Diaz si accentra, lasciando spazio di manovra a Clark (entrato al 72′ al posto di Bradley) sull’esterno. Il tecnico argentino ridisegna la propria difesa inserendo Chalobah per Chilwell e spostando Malo Gusto a sinistra.

L’intraprendenza degli uomini di Klopp viene premiata al minuto 118, quando da corner, Van Dijk anticipa tutti con un grande movimento sul primo palo e la sua zuccata s’insacca in porta, regalando il trofeo ai Reds.

Carabao Cup, Chelsea-Liverpool (0-1): analisi tattica e considerazioni

Chelsea-Liverpool, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Chelsea-Liverpool con qualche riflessione

Reds si aggiudicano la decima Coppa di Lega della loro storia e questa, come non mai, porta le stimmate di Jurgen Klopp. Un po’ perché è l’ultima sulla panchina del Liverpool (ma non necessariamente l’ultimo trofeo in assoluto) e un po’ perché premia il coraggio e gli attributi di questo straordinario allenatore, che senza 11 giocatori, tra i quali un certo Salah e Nuñez, è riuscito a conquistare un trofeo facendo tanto affidamento su giocatori giovanissimi, lanciati senza alcuna remora e investiti di grandi responsabilità. Ora arriva un finale di stagione caldissimo, in cui ci sarà da battagliare per il titolo e proseguire il cammino in Europa League.

Quanto ai Blues, invece, questa finale rappresentava un punto di svolta fondamentale non soltanto per il prosieguo di questa stagione, ma anche e soprattutto per il futuro prossimo di un club alla disperata ricerca di rinascere. Continua però la maledizione di Pochettino, che vede sfumare un altro trofeo. Ai londinesi non resta ormai che tentare una disperata risalita in campionato per provare ad accaparrarsi un posto in Europa.

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