Carabao Cup, Liverpool trionfante nel segno dei giovani: altro capolavoro di Klopp

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Chi lo dice che servono solo fuoriclasse per poter vincere trofei? Spesso sentiamo affermare in televisione che l’unico modo per ottenere successi e alzare al cielo le coppe più blasonate consiste nell’avere a disposizione una rosa di calciatori esperti e di livello. Nessuna obiezione a questa corrente di pensiero, ma di recente, diversi allenatori hanno dimostrato di poter dire la loro e trionfare anche con un organico giovane e privo di esperienza. Ne è una chiara rappresentazione ciò che è stato capace di fare ieri pomeriggio il Liverpool in finale di Carabao Cup. Una finale decisa dal leader van Dijk, ma che ha visto all’opera tanti calciatori di belle speranze i quali con personalità da vendere, sono stati capaci di ritagliarsi un ruolo da protagonisti. Un vero e proprio capolavoro firmato Jürgen Klopp.

Carabao Cup, il Liverpool vince nel segno dei giovani: una coppa che porta la firma di Klopp

Mai come questa volta, possiamo affermare che la seconda Carabao Cup dell’era Klopp porta proprio la sua firma. Il tecnico tedesco, infatti, è stato capace nonostante le tante e pesanti assenze, di puntare con coraggio e anche un po’ di sana follia sui “ragazzini” dell’Academy. Una sfida accettata prendendosi tanti rischi considerando la quasi nulla esperienza delle giovani promesse dei Reds, ma che alla fine, è stata premiata alzando nel cielo di Wembley l’ambito trofeo. 

Alisson, Alexander-Arnold, Matip, Diogo Jota, Szoboszlai, Núñez e Salah. Queste le stelle alle quali Klopp è stato costretto a fare a meno per la tanto attesa finale contro il Chelsea. Ciononostante, l’ex allenatore del Borussia Dortmund è riuscito a tirare fuori il meglio dai calciatori a disposizione giocando a viso aperto per tutti i 120′. Alle strepitose parate di un Kelleher versione “saracinesca” si sono sovrapposte le prodezze di Luis Díaz e il muro difensivo eretto da capitan van Dijk. Tutti ingredienti ai quali si sono aggiunti successivamente il coraggio, la determinazione e la personalità dei giovani del Liverpool.

Elliott, Bradley, Quansah, McConnell, Clark e Danns. Rispettivamente tre classe 2003, un 2004, un ’05 e un ’06. I primi due nell’undici iniziale e gli altri inseriti nel corso del match, sono stati capaci di garantire un fondamentale apporto al trionfo dei Reds nella manifestazione. L’ennesima dimostrazione che a premiare nel calcio sono oltre che le idee e i valori, anche il duro lavoro in settimana condotto da allenatore e staff. Motivo questo per affermare che il successo di ieri rimane nel segno dei giovani, e soprattutto nel segno di un Jürgen Klopp che a partire dal prossimo anno, lascerà una pesante eredità a chiunque sarà suo sostituto!

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