Caso plusvalenze: su che basi normative l’UEFA potrebbe sanzionare la Juventus?

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Siamo ormai giunti all’ultimo e decisivo mese della stagione. Quello in cui si stringono i denti per raggiungere gli obiettivi dai quali passano le gioie o, in caso contrario, i fallimenti, nonché una bella fetta di futuro. In questa fase così cruciale, la Juventus sta vivendo uno dei tanti momenti interlocutori di questa annata tribolata. In campo, ci sono grosse difficoltà sotto diversi punti di vista che continuano a produrre risultati e prestazioni decisamente non all’altezza. Come se non bastasse, poi, persistono ancora i cocenti fronti extracalcistici legati alle varie indagini. Nonostante la momentanea restituzione dei 15 punti nell’attesa della nuova sentenza, la Vecchia Signora non può ancora rimanere tranquilla. A scuotere ulteriormente l’ambiente, infatti, sono comparse delle voci piuttosto minacciose. Esse riguarderebbero un’eventuale sanzione ai danni della Juventus da parte dell’UEFA per la questione plusvalenze

Sanzioni alla Juventus dall’UEFA per il caso plusvalenze: i primi effetti delle indiscrezioni

Alla vigilia della sfida di ritorno delle semifinali di Coppa Italia tra Juventus e Inter, la Gazzetta dello Sport ha lanciato quest’indiscrezione circa la volontà dei vertici UEFA di sanzionare i bianconeri per il caso plusvalenze. Il termine “indiscrezione” è stato poi usato anche da Francesco Calvo, il Chief Football Officer della Vecchia Signora, a sottolineare il fatto che non ci siano ancora elementi certi per temere un intervento del massimo organo continentale.

Ciò nonostante, la bomba lanciata dal quotidiano ha immediatamente prodotto risultati nefasti. Nella giornata del 25 aprile, infatti, il titolo della Juventus, chiuso ancora una volta in negativo, è sceso addirittura del 7,6%. Oltre a questo, poi, bisogna considerare che le relazioni tra il club di Torino e Čeferin non sono esattamente idilliache per la ben nota questione Superlega. A voler pensare male, dunque, non è da escludere che il presidente sloveno possa cogliere l’occasione per prendersi la sua personale rivincita.

Caso plusvalenze: su che basi normative l'UEFA potrebbe sanzionare la Juventus?

I possibili presupposti normativi invocabili dall’UEFA per irrogare una sanzione alla Juventus per le plusvalenze

Che ci sia o meno un fondo di verità su questo rumor, proviamo a riflettere su un punto. Ovvero sia quale possa essere il fondamento normativo su cui l’UEFA possa fare appello per punire la Juventus sulla questione plusvalenze. Ne va del principio di legalità, caposaldo dello Stato di diritto: si vieni puniti se, effettivamente, si è commesso un episodio giuridicamente ritenuto come illecito.

Partiamo subito col dire che, ovviamente, anche a livello internazionale, non esiste alcuna norma che configuri esplicitamente (ma neanche implicitamente) il fattore plusvalenze come un illecito. Come poter avanzare allora l’ipotesi di una sanzione in assenza di un comportamento scorretto ben definito e inquadrato? L’unico appiglio normativo per l’UEFA potrebbe provenire dall’articolo 7-bis dello Statuto dell’organo. Questa disposizione disciplina i doveri dei membri associati e, testualmente, alla lettera a) fa riferimento a quello di “osservare i principi di legalità, integrità e sportività, in ossequio ai principi del fair play” (nostra traduzione).

In riferimento alle plusvalenze, quindi, l’UEFA rileverebbe una sorta di difetto di moralità in capo alla Juventus. Rea, appunto, di aver violato un principio cardine come quello del gioco giusto. È davvero sufficiente tale solo presupposto per irrogare una sanzione? Difficile formulare giudizi al momento. Il caso della sentenza della Corte d’Appello della FIGC, però, dimostra che bisogna sempre essere cauti e razionali quando si va a predisporre una determinazione particolarmente afflittiva. Servono motivazioni ben ponderate per legittimare una tale decisione.

L’eventuale sanzione che verrebbe applicata

A questo punto, appare importante chiarire anche quale tipo di punizione sarebbe inferta alla Juventus dall’UEFA per le plusvalenze. Stando sempre alla già citata indiscrezione, la volontà dell’organo sarebbe quella di escludere il club bianconero dalle competizioni europee per un anno. A prescindere anche da meriti e diritti guadagnati coi risultati, sia in campo nazionale che internazionale.

Caso plusvalenze: su che basi normative l'UEFA potrebbe sanzionare la Juventus?

Questo tipo di misura è previsto dalla lettera n), comma 1 dell’articolo 53 del suddetto Statuto dell’UEFA. Si tratta di una delle più gravi, la terza per esattezza. A tale sanzione, sempre stando alla medesima norma, poi, ex comma 2 se ne possono aggiungere ulteriori mediante i regolamenti del Comitato Esecutivo. Il cui presidente è, per l’appunto, Čeferin. Ecco perché, come vi dicevamo prima, questa potrebbe essere un’occasione ghiotta per lui per prendersi la sua rivincita politica, sportiva e mediatica nei confronti del club bianconero.

Al di là comunque di quella accessoria del vertice dell’organizzazione, l’organo deputato ad irrogare la sanzione dell’esclusione sarebbe il Control Ethics and Disciplinary Body. Si tratta di una delle tre componenti che si occupano dell’amministrazione della giustizia nell’UEFA (articolo 57, lettera a).

Caso plusvalenze, un’ultima riflessione su un eventuale braccio di ferro tra UEFA e Juventus

Come abbiamo cercato di spiegarvi, nel quadro giuridico dell’UEFA, non esiste alcuna norma che individui il fattore plusvalenze come un illecito tassativamente disciplinato. Ora, trattandosi comunque di un aspetto che riguarda il bilancio del club, la prima direttrice su cui è possibile costruire un parallelismo potrebbe essere il Fair Play finanziario. Parliamo, ovviamente, di due concetti diversi, ma che potrebbero avere qualcosa in comune. Nei suoi 14 anni di esistenza, infatti, questo strumento, adottato per controllare e cercare di ridurre i debiti delle società, ha dato spesso adito alla formulazione di alcune teorie, stando alle quali, sarebbe un possibile responsabile proprio del fenomeno delle plusvalenze.

Ora, la discussione di un eventuale punto di collegamento meriterebbe un approfondimento a parte. Quest’episodio, però, ci permette ancora una volta di notare come l’UEFA cerchi a più riprese di migliorare la sostenibilità finanziaria del calcio, in ossequio ai principi della lealtà e della correttezza. Tuttavia, i risultati stentano ancora ad arrivare e continuamente si sollevano indagini e polveroni mediatici che conducono a un nulla di fatto e ci portano ancora a riflettere sulla necessità di soluzioni più efficaci. Pensiamo ad esempio al caso del Manchester City del 2020. Al club fu inflitta una squalifica di 2 anni con esclusione dalla Champions per violazione del Fair Play. Appellatasi al TAS di Losanna, la squadra inglese ha ottenuto l’annullamento della stessa e la riduzione dell’ammenda da 30 a 10 milioni di euro.

Insomma, con tutto il bene, gli sforzi dell’UEFA che mirano a creare un calcio più giusto, dove non trionfi il denaro, continuano a dimostrarsi deboli. Smorzati costantemente dalla stessa giurisprudenza sportiva.

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