Caso Vida, scoperta la positività…dopo il primo tempo

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Seguire il calcio all’epoca del Covid dà quella sensazione di incertezza e sospensione. Immobile e la questione tamponi per i giocatori della Lazio ha dominato le pagine dei giornali di questi giorni. Ora sembra essere il caso di Vida in Croazia-Turchia il prossimo argomento clou della settimana.

Domagoj Vida, difensore croato classe ’89 in forza al Besiktas, è partito titolare nella gara amichevole contro la nazionale turca. Fin qui nessun problema, 2-1 per la Turchia a fine primo tempo con la solita prestazione di voglia e carattere di Vida. 

Pronti, via. Prima sostituzione del secondo tempo. Fuori Vida dentro Uremovic. Semplice cambio per dare un giro ai giocatori approfittando delle amichevoli? No, era arrivata la notizia della positività del tampone del centrale croato al covid-19. 

Questo il comunicato della federazione croata:

“Dopo che tutti i giocatori e i membri dello staff sono risultati negativi nel test regolare per la partita con la Turchia di lunedì, mercoledì mattina è stato condotto un altro giro di tamponi per la partita con la Svezia. La Federazione ha ricevuto i risultati dei test ufficiali dopo la mezzanotte ora locale ed ha mostrato che il membro della squadra nazionale Domagoj Vida è risultato positivo al Covid-19. Il servizio medico della nazionale croata ha ricevuto le prime informazioni al termine dell’intervallo contro la Turchia. Poiché il selezionatore Zlatko Dali? aveva già deciso in quel momento di cambiare Vida, il servizio medico della squadra nazionale ha isolato Vida secondo tutte le misure epidemiologiche fino alla conferma dei risultati dei test. Vida, secondo il regolamento, trascorrerà i prossimi giorni in auto isolamento a Istanbul”.

Caso Vida, scoperta la positività...dopo il primo tempo

Il calcio trema di fronte a scandali come il caso Vida

La notizia riguardante il caso di positività di Vida è da non credere date le misure anti-contagio che ogni cittadino nonché ogni istituzione hanno dovuto osservare per continuare le proprie attività. La convivenza col virus vuol dire questo. Non rispettare tali regole oltre a sanzioni può portare, chiaramente, a creare danni dal punto di vista sanitario con un virus che non guarda in faccia nessuno, ahimè. 

Attimi di tensioni ci sono stati già per quanto riguarda il caso di Immobile e di altri giocatori della Lazio tra positività più o meno rese note coinvolgendo l’ASL di Avellino. La questione può addirittura trascinarsi in tribunale con l’accusa di epidemia colposa. 

Il caso Vida può sollevare un polverone simile con un annuncio in ritardo e una norma di sicurezza non rispettata. Il giro di tamponi fatto alla nazionale croata in vista della partita con la Turchia, infatti, avrebbe dato comunicazione dell’esito solamente a partita in corso.

Caso Vida, scoperta la positività...dopo il primo tempo

Il calcio ha davvero bisogno di queste amichevoli in epoca Covid?

Il fatto è inconcepibile e richiederà indagini e accertamenti per quanto riguarda la federazione croata. Di certo c’è che lo scandalo ci porta a porci domande necessarie per il proseguimento dei campionati in corso. Già in tempi “normali” molte società e allenatori denunciavano l’inutilità delle amichevoli internazionali col rischio, soprattutto, di favorire infortuni in vista di gare decisive. Ora, invece, che il calcio che vediamo conta su limitazioni e necessarie attenzioni com’è possibile che succedano casi come questo in situazioni certamente evitabili?

Il caso Vida cosa ci racconta effettivamente delle decisioni di federazioni e leghe dei campionati che sembrano optare per scelte incapaci di valutare coscientemente la situazione pandemica. Sembra aver mostrato quel lato del gioco che più che del divertimento è permeato dal singolo interesse. 

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