Champions femminile, Ajax-Roma (2-1): addio Europa!

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La Roma femminile si arrende in casa dell’Ajax e dice addio ai sogni europei chiudendo in ultima posizione nel girone. Le olandesi, invece, anche grazie al risultato maturato a Monaco di Baviera, non solo si qualificano ai quarti di finale, ma lo fanno incredibilmente anche da prime della classe. Eppure le giallorosse hanno tutt’altro che sfigurato in una “Johann Cruijff Arena” gremita. Anzi, a dirla tutta, hanno dominato per lunghi tratti della gara, ma due disattenzioni sui finali dei due tempi di gioco hanno vanificato il prezioso vantaggio costruito da Bartoli. Nel mezzo tanto cuore, tanta voglia, ma al tempo stesso anche qualche défaillance che, per quanto apparentemente piccola, in campo internazionale viene sempre punita

Andiamo a ripercorrere la storia della sfida tra Ajax e Roma femminile che ha sancito l’eliminazione delle capitoline dalla Champions League.

Ajax-Roma femminile: giallorosse comunque a testa alta

Alla presentazione dei sorteggi, furono subito evidente le potenziali enormi difficoltà che una squadra come la Roma femminile, per quanto cresciuta esponenzialmente, avrebbe potuto incontrare contro colossi come PSG, Bayern Monaco o la stessa Ajax. Ciò nonostante, era comunque chiaro anche un altro aspetto. E cioè che le capitoline, a prescindere da tutto, avrebbero venduto cara la pelle, sempre. Avrebbero, insomma, reso la vita dura a tutte

Anche nella triste notte di Amsterdam, le ragazze di Spugna hanno tirato fuori la personalità che le contraddistingue, riuscendo ad avere la meglio tatticamente sulle padrone di casa. Dopo una breve fase di studio, le giallorosse hanno cominciato progressivamente ad aumentare i giri del motore. Contro un’Ajax non apparentemente interessata ad alzare i ritmi, la Roma femminile risponde con una diligente accortezza difensiva che concede alle olandesi soltanto lanci lunghi in profondità, facile preda di Linari e compagne.

Qualcosa, però, sembra non lasciare le ospiti libere di giocare in piena scioltezza. Una tensione che tarda a dissiparsi e che potrebbe avere una brutta influenza sulla prestazione. Te ne accorgi quando Viens conclude troppo centralmente tra le braccia di Van Eijk da posizione molto invitante. Oppure dai continui errori tecnici non forzati in impostazione di una veterana come Kumagai

La vera svolta arriva a metà della prima frazione. Come accade di consueto durante ogni partita, Spugna inverte di posizioni i suoi esterno offensivi. Haavi, passando a sinistra, si accende e tutta la squadra comincia a beneficiare di maggiore fluidità. La norvegese, al 32′, guadagna un importante calcio di punizione da posizione leggermente defilata. Della battuta s’incarica Giugliano, che col suo piede preciso disegna una traiettoria che viene corretta in tuffo di testa dalla più piccola della compagnia. La capitana Elisa Bartoli ha la meglio sulle giganti olandesi e con un bacetto al palo lontano sblocca la gara.

Champions femminile, Ajax-Roma (2-1): addio Europa!

La beffa che fa da preludio al danno

Acquisito il vantaggio, la Roma femminile alza ulteriormente l’intensità per provare a raddoppiare e a smorzare eventuali velleità dell’Ajax. Il tutto sperando sempre che da Monaco di Baviera arrivino notizie positive. Le capitoline sono in pieno controllo del gioco e vanno vicinissime al raddoppio al 43′. Sempre con Bartoli, ancora di testa, ma stavolta su azione da corner. Purtroppo, la traversa nega la gioia della doppietta alla classe 1991. Neanche il tempo di rammaricarsi che la squadra di Spugna inciampa in un errore atavico che l’ha accompagnata durante tutto questo (breve) cammino in Champions League.

Come nella scorsa partita contro il Bayern, la Roma si comporta come una moderna Penelope, che disfa in continuazione la tela da lei stessa composta. L’imponderabile stavolta ha del clamoroso. La diciassettenne centrocampista Yohannes vince un contrasto a metà campo con l’espertissima Kumagai, avviando un contropiede micidiale finalizzato da Hoekstra con un diagonale che non lascia scampo a Ceasar.

Champions femminile, Ajax-Roma (2-1): addio Europa!

Ajax-Roma femminile: una ripresa convincente con l’inciampo nel finale

Il secondo tempo tra Ajax e Roma femminile si apre con una brutta notizia per le giallorosse. Emanuela Giugliano, in seguito ad uno scontro di gioco avvenuto sul finire della prima frazione, non ce la fa a tornare in campo. Al suo posto c’è Giada Greggi. La neoentrata apporta un’energia, uno spirito e una voglia encomiabili, che finiscono per trascinare tutta la squadra.

Le giallorosse pressano con aggressività, tengono il baricentro molto alto, rischiando anche l’uno contro uno dietro. Le olandesi, per quanto temibili, sono anche molto giovani e non sempre riescono a reggere una pressione di questo tipo. I palloni recuperati dalle capitoline nella trequarti avversaria sono molteplici e quasi tutti propiziati dalla centrocampista romana.

La ripresa risulta così più veloce e vivace, merito della determinazione delle ospiti. Tuttavia, ancora una volta c’è la sensazione che manchi davvero un nonnulla per trasformare quest’ottimo atteggiamento in un qualcosa di ancora più concreto.

La Roma costruisce tanto, ma spreca, ciccando la scelta giusta. Una conclusione affrettata sgangherata, un’apertura tardiva o un mancato sostegno massiccio dentro l’area di rigore. Non essere riuscite ad approfittare della netta supremazia territoriale, tecnica e psicologica si rivelerà fatale per le capitoline.

Spugna cerca di sfruttare l’inerzia a proprio favore rinforzando il reparto offensivo con gli ingressi di Glionna, scatenata, con la sua velocità e i suoi dribbling fa impazzire la difesa olandese, sfiorando il gol con un gran tiro dalla distanza, e di Kramžar, per dare un sostegno a Viens davanti. Lo sforzo profuso è notevole, ma il gol tanto agognato non arriva.

L’Ajax alla riscossa

Il calo fisico nel finale diventa inevitabile e l’Ajax ne approfitta per ricacciare il naso fuori con maggiore continuità. Linari e Di Guglielmo sono due autentici baluardi che si frappongono a qualsiasi iniziativa delle Lanciere, che provano soprattutto con iniziative individuali in velocità. Le notizie che arrivano da Monaco di Baviera (1-1 al 73′ e 2-1 Bayern 120 secondi dopo) inducono le padrone di casa a provarci sul serio e a spingere in maniera più insistente.

Al minuto 85, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, proprio nella porta dove Bartoli aveva trovato il gol del vantaggio, la Roma dice definitivamente addio alle speranze di approdare ai quarti. Forse una mancata comunicazione o chissà che altro: Kramžar, stanziata sul primo palo, anticipa Ceasar e le altre compagne, nonostante non vi siano avversarie in zona. La sua deviazione, purtroppo, smista il pallone in porta. Passano solo 3 minuti e il PSG pareggia in Germania, consegnando qualificazione e primo posto alla squadra di Bakker.

Un amaro addio all’Europa

La Roma femminile, che dopo le prime due giornate consolidava la propria posizione di outsider del girone, si ritrova 2 mesi dopo a salutare la Champions League in casa dell’Ajax. La stessa squadra sonoramente battuta nella Capitale in una partita che, di fatto, resta l’unica vittoria conquistata dalle ragazze di Spugna in questo cammino europeo. Sicuramente le giallorosse devono essere consapevoli di aver dato tutto quello che potevano, ma devono anche fare tesoro di questa eliminazione che forse poteva e doveva essere evitata.

Nelle 3 gare di ritorno, la Roma è sempre andata in vantaggio, facendosi però rimontare continuamente. In tutte queste occasioni ha segnato solo una rete e non perché abbia rinunciato a giocare, anzi. Quando si è trattato di azzannare la partita e sferrare il colpo mortale, però, le giallorosse hanno peccato di cinismo. Se a ciò poi aggiungiamo qualche disattenzione difensiva di troppo, ecco che in campo internazionale la punizione diventa immediata e severa.

Come la Juventus la scorsa stagione, anche la Roma, dopo l’exploit ai quarti dell’anno prima, saluta l’Europa alla fase a gironi. Ciò può dirci che il calcio femminile italiano è sempre sulla buona strada, ma il rischio di rimanerci ancora per un po’ senza andare oltre e fare quel definitivo salto di qualità è piuttosto e sinistramente concreto.

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