Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

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Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Il Liverpool batte il Chelsea a Wembley e torna a vincere la Coppa di Lega inglese dopo 10 anni. Dopo 120 minuti di grande battaglia, ma a reti incredibilmente inviolate, la finale è decisa ai calci di rigore. Tirano tutti i 22 giocatori in campo al fischio finale dei supplementari. Le sorti del trofeo passano dei piedi dei due portieri: Kelleher va a segno, mentre Kepa, entrato proprio per la lotteria dagli 11 metri, spara in curva. Riviviamo questa magnifica ed entusiasmante finale tra Chelsea e Liverpool attraverso la nostra analisi tattica. Iniziamo, come sempre, dalle formazioni iniziali.

campione Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

I blues tornano con la difesa a 3 davanti a Mendy, costituita da Chalobah, Thiago Silva e Rudiger. Azpilicueta e Alonso sugli esterni, con Kovacic e Kanté in mezzo al campo. Unica punta Havertz, supportato alle spalle da Mount e Pulisic.

Klopp risponde invece col consolidato 4-3-3. Ancora Kelleher tra i pali, linea difensiva composta da Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk e Robertson. A centrocampo Fabinho, con ai suoi lati Henderson e Keita, schierato titolare all’ultimo secondo a causa dell’infortunio nel riscaldamento di Thiago Alcantara. Tridente offensivo con Luis Diaz, Mané e Salah.

Primo tempo: il Chelsea parte meglio, ma il Liverpool si riprende

L’analisi tattica di Chelsea-Liverpool ci presenta una partita che vive di momenti alternati di predominio tra le due squadre. Una chiave sicuramente importante è quella riguardante i tanti duelli in ogni zona del campo. L’equilibrio complessivo della sfida giustifica il pareggio a oltranza, ma non la mancanza assoluta di reti, dato che entrambe costruiscono molto, ma sprecano altrettanto.

Nel primo quarto d’ora, gli uomini di Tuchel giocano decisamente meglio. Rispetto ai reds, che ricercano subito le punte in verticale, il Chelsea preferisce palleggiare con pazienza da dietro. Nella manovra sono coinvolti i tre difensori centrali e i due centrocampisti, in particolare Kovacic. Quando il Liverpool viene attirato in avanti dal possesso, i blues passano subito alla verticalizzazione per Havertz e alzano gli esterni. Il tedesco si muove molto per non dare punti di riferimento alla difesa e gioca di sponda per i due trequartisti a supporto. Pulisic viene dentro al campo a finalizzare, mentre Mount taglia in verticale, costruendo le occasioni da gol più importanti.

havertz Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

I londinesi approcciano decisamente meglio e lo si nota anche dal loro atteggiamento difensivo. Attaccando con tanti uomini, lasciano i difensori soli nell’uno contro uno con il tridente dei Liverpool, avendo comunque la meglio su tutti i duelli. La squadra di Klopp fatica così a innescare i suoi uomini offensivi e, col passare dei minuti, desiste dal ricercare le sue letali ripartenze, per affidarsi ad una manovra più ragionata. Il cambio di strategia è facilitato anche dal baricentro degli avversari che gradualmente si abbassa. Dopo un inizio intenso, il Chelsea si rannicchia all’indietro, difendendo col 4-5-1. Havertz gioca in disturbo su Fabinho, e così l’impostazione è affidata a Matip e Van Dijk.

Con gli spazi serrati centralmente e l’attenta copertura sugli uomini del tridente, il Liverpool cerca soluzioni di gioco abbassando a turno o Mané o Luis Diaz. I terzini approfittano del maggiore spazio per salire e per scodellare cross all’interno dell’area. Il Chelsea conclude così il primo tempo un po’ in affanno, affidandosi alle ripartenze con le combinazioni in verticale delle punte ad attaccare le maglie larghe dell’alta difesa dei Reds.

Secondo tempo: il copione non cambia

Anche nella ripresa è il Chelsea a partire meglio. La chiave tattica è sempre la stessa: terzini alti a garantire giocate in ampiezza, giro palla e verticalizzazione per i tagli delle punte. Ancora una volta è Mount a rendersi pericoloso e a sfiorare il gol, colpendo il palo al minuto 49. Il Liverpool si affida ancora una volta all’iniziativa dei suoi giocatori avanzati in ripartenza. Ma Salah non è appariscente come al solito e Mané fatica contro la difesa fisica dei blues. Più vivace è, invece, Luis Diaz che dà vita a un gran duello con Chalobah per tutto il secondo tempo.

Luis-Diaz Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Due episodi accendono però la squadra di Klopp. Prima un salvataggio sulla linea di Thiago Silva su tiro di Salah. Poi il gol di Matip annullato dal Var al minuto 67. Da questo momento in poi, le redini del gioco passano nei piedi dei reds. Il Chelsea si schiaccia e cala in aggressività, concedendo molto più spazio agli attaccanti del Liverpool. Mendy entra in scena con una serie di parate decisive che mantengono il punteggio in parità.

Con la squadra in grande difficoltà e senza riuscire più a ripartire, Tuchel decide di passare all’attacco pesante. Al minuto 73, dentro Lukaku e Werner per Mount e Pulisic. Il belga va a fare la prima punta, supportato a sinistra dall’altro neoentrato e a destra da Havertz. Con questi cambi, il Chelsea trova un’alternativa per provare a colpire la difesa sempre molto alta di Klopp. L’ex centravanti dell’Inter diviene il riferimento principale, sia lanciandogli palla addosso, sia sfruttandone la fisicità e la velocità nell’attaccare la profondità. Il Liverpool risponde pochi minuti dopo con Elliott, Milner e Jota in luogo di Keita, Henderson e Mané.

Lukaku-1 Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Nei minuti finali, i reds producono il massimo sforzo, spingendo tantissimo coi terzini, soprattutto Robertson. La squadra di Tuchel affanna sui calci d’angolo, ma riesce a resistere. Dopo tanta intensità, la finale prosegue ai tempi supplementari.

Analisi tattica Chelsea-Liverpool: i supplementari e i rigori

Nei 30 minuti di extra time, l’analisi tattica di Chelsea-Liverpool non presenta grosse novità. Klopp inserisce Konaté per Matip e Origi per Luis Diaz, mentre Tuchel sostituisce il portiere Mendy per giocarsi la carta Kepa per i rigori. La stanchezza comincia a far da padrona e le squadre sono meno arrembanti per non concedere ripartenze facili all’avversaria. I ritmi si mantengono comunque elevati e sale anche la tensione. La parità perdura e si rendono perciò necessari i calci di rigore.

supplementari Chelsea-Liverpool (0-1 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Tutti i 22 che chiudono i tempi supplementari sono chiamati a calciare dal dischetto. Nessun errore nei primi 10 tentativi per parte. Diviene così decisivo il duello tra i due portieri. Il primo ad andare è Kelleher, che batte benissimo. Il suo collega Kepa, invece, fallisce il tiro calciando sopra la traversa e consegnando la coppa al Liverpool.

Analisi tattica Chelsea-Liverpool: le considerazioni finali

Questa finale di Carabao Cup ci regala grandi emozioni e anche tanto spettacolo. Lo 0-0 dei 120 minuti stona un po’ col talento delle individualità in campo, ma è anche vero che a due grandi attacchi sono corrisposti due eccellenti difese. Entrambe sono ora attese mercoledì 2 marzo dai match del quinto turno di FA Cup.

Il Chelsea viene beffato dal karma, dato che a commettere l’errore decisivo è proprio l’uomo chiamato in causa per avere la meglio dagli 11 metri. Ma si sa, non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore, figuriamoci un (ottimo) portiere! Per Tuchel arrivano però alcune buone sensazioni dal protagonista più discusso degli ultimi tempi a Londra, Romelu Lukaku. Il belga entra bene in partita, si mette a disposizione della squadra, caricandosela sulle spalle nel momento di difficoltà del secondo tempo. Una prova decisamente più dignitosa per un attaccante del suo calibro rispetto all’ultimo turno di Premier.

Klopp, invece, festeggia la sua prima Coppa di Lega da quando è allenatore del Liverpool, la nona nella storia del club. Un trofeo che mancava nella città del Merseyside da ben 10 anni. Il tecnico tedesco continua a ricevere risposte positive dal neoacquisto Luis Diaz, giocatore di grande qualità, calatosi immediatamente nella realtà inglese e dei reds. Sfatata la maledizione di Wembley grazie a Kelleher, secondo portiere a cui Klopp ha affidato le sorti della sua porta per questa competizione, ricevendo in cambio sempre buone prestazioni. 

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