Chelsea-Tottenham (2-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Il Chelsea batte il Tottenham per 2-0 nell’andata della semifinale di Carabao Cup. Il derby di Londra cela però anche un’altra partita oltre quella disputata sul rettangolo verde e vede coinvolti, in particolare, due protagonisti ed ex alleati. Da una parte, abbiamo Antonio Conte, che ritorna a Stamford Bridge, ma questa volta da avversario. Dall’altra, c’è Romelu Lukaku che, dopo le critiche e le pubbliche scuse ai tifosi, ritrova il posto da titolare. Andiamo però oltre le storie emotive e diamo uno sguardo all’analisi tattica di Chelsea-Tottenham, iniziando, come sempre, dalle formazioni iniziali.

Tuchel fa un po’ di turnover e scende in campo col 4-2-3-1. In porta gioca Kepa, protetto dalla linea difensiva composta da Alonso, Sarr, Rudiger e Azpilicueta. Jorginho e Saul vanno a guardare le spalle al trio di trequartisti Mount, Havertz e Ziyech. Unica punta Lukaku.

Conte si affida, invece, al 3-4-3 con Lloris in porta e Tanganga, Sanchez e Davies in retroguardia. Centrocampo affidato alla coppia Hojbjerg e Skipp, con Emerson e Doherty sugli esterni. Davanti, tridente pesante con Lucas e Son a sostegno di Harry Kane.

Primo tempo: il Chelsea domina e il Tottenham va ko

La prima frazione di gioco ci rivela immediatamente quella che sarà una costante dell’analisi tattica di Chelsea-Tottenham, ovvero sia il dominio quasi assoluto dei blues. La squadra di Conte approccia in maniera abbastanza prudente, tenendo tutti gli effettivi dietro la linea della palla e chiamando Lucas e Son a svolgere tanto lavoro oscuro. I due fantasisti degli spurs hanno, infatti, il compito, in fase di non possesso, di andare in marcatura sui due mediani del Chelsea, per impedirne una facile impostazione. La strategia del tecnico leccese non produce gli effetti sperati, perché i padroni di casa riescono comunque a prendere in mano il pallino del gioco.

Gli uomini di Tuchel partono col piede giusto, tenendo il baricentro molto alto e pressando in maniera feroce. Il lato forte dell’attacco è sicuramente il sinistro, dove Alonso si propone molto, giocando alto e supportato dalle combinazioni di Havertz con Mount, con i due che si scambiano spesso la posizione. E così il Chelsea impiega appena 5 minuti per trovare il vantaggio, a partire da un recupero dell’esterno spagnolo. Questi serve immediatamente il tedesco, sfilato alle spalle di Tanganga, che è poi freddo a battere Lloris. Da questo momento in poi, i blues annichiliscono totalmente il Tottenham col proprio palleggio, mandando continuamente a vuoto pressing e marcature degli avversari.

Chelsea-Tottenham (2-0): analisi tattica e considerazioni

La chiave del dominio della squadra di Tuchel sta tutta nell’ordinato movimento e nella qualità tecnica di tutti i suoi effettivi. Impostando da dietro, Lucas resta sospeso tra attaccare il difensore che porta palla o rimanere su Jorginho. A seconda della scelta del brasiliano, arriva immediata la reazione dei blues. O il centrocampista della nostra nazionale rimane libero di impostare, o, altrimenti, il primo riferimento diventa Mount, che si abbassa per fare gioco. L’organizzazione tattica di Conte salta, anche perché i suoi due giocatori in mezzo al campo sono costretti a scivolare sull’esterno, liberando spazio per Ziyech e Havertz. Ne consegue una squadra in balia totale dell’avversaria, intrappolata dalla sua ragnatela di passaggi. Emblematico della confusione degli spurs è il secondo gol del Chelsea, che arriva su autorete di Davies dopo un flipper con un compagno, al minuto 34.

Secondo tempo: timida reazione del Tottenham e Chelsea che rimane in controllo

La ripresa si avvia con due sostituzioni immediate. Nel Chelsea entra Werner per Havertz. Il Tottenham cambia, invece, Doherty con Ndombelé. Conte passa così a un 4-2-3-1 speculare, col neoentrato che va a fare il trequartista sotto Kane, Emerson retrocede in posizione di terzino destro e Davies si allarga a sinistra. Col nuovo assetto, gli spurs provano a mettere in campo maggiore aggressività e ad assumere un atteggiamento più propositivo. Ed è quanto avviene almeno per la prima metà del secondo tempo. Ndombelé entra subito nel vivo del gioco e, soprattutto, va lui a schermare Jorginho. Questo consente a Lucas di risparmiare qualche energia ed essere più pericoloso sulla destra, anche grazie alle continue sovrapposizioni di Emerson.

La partita si apre, perché gli ospiti arrivano alla conclusione con maggiore facilità e con azioni manovrate, dopo una prima frazione contrassegnata da frettolose e imprecise verticalizzazioni per Kane. Il Chelsea patisce leggermente il buon inizio degli spurs e comincia ad affidarsi a qualche lancio lungo per l’attacco della profondità di Werner. Fondamentale diviene, poi, il lavoro da frangiflutti di Saul con i suoi recuperi a centrocampo per spezzare l’ardore del Tottenham. La squadra di Tuchel, tuttavia, non impiega troppo a tornare a dettare i propri ritmi alla partita col palleggio. Con Jorginho schermato, ci pensa ancora Mount ad abbassarsi per creare gioco, oppure viene sollecitato Lukaku con le sue preziose giocate da centro-boa

Chelsea-Tottenham (2-0): analisi tattica e considerazioni

Ritrovato il dominio tattico ed emotivo del match, Tuchel cambia schieramento, aggiungendo forze fresche a centrocampo con Kovacic e Loftus-Cheek. I due rilevano Mount e Saul e vanno a formare un 4-3-3, il cui tridente vede Werner largo a sinistra e Ziyech a destra. Anche Conte cerca un po’ di brio, inserendo Winks prima, e Lo Celso e Gil poi, ma senza snaturare il suo assetto. Di fatto i blues congelano il possesso e portano a casa un importante successo.

Analisi tattica Chelsea-Tottenham: le considerazioni finali

Il Chelsea ritrova finalmente la vittoria tra le mura amiche, dopo i due pareggi consecutivi contro Liverpool e Brighton. Un trionfo che vale una buona parte di qualificazione alla finale di un torneo che ha visto trionfare i blues per l’ultima volta nel 2015. L’altra nota positiva di serata è sicuramente l’apparente pace fatta tra Lukaku e l’ambiente. Il belga, tornato titolare dopo le bufere dei giorni scorsi, ha fornito una buona prestazione, anche se non ha trovato il gol. Per lui tanto lavoro di sacrificio spesso spalle alla porta e solo due occasioni non capitalizzate per mettere il suo nome a referto.

Per Antonio Conte arriva invece una sconfitta pesante, soprattutto per la prestazione, decisamente deludente nel primo tempo. I giochi non sono ovviamente ancora chiusi, perché c’è ancora da disputare il ritorno tra una settimana esatta in casa. Prima però c’è da pensare all’impegno in FA Cup di domenica contro il Morecambe, un’occasione decisamente ghiotta per rilanciarsi e fare bene davanti ai propri tifosi.

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