Colombia, la rinascita in Copa America di James Rodriguez

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Colombia, la rinascita in Copa America di James Rodriguez

La Colombia è una delle squadre migliori di questa Copa America, ed in attesa del match contro l’Uruguay per conquistare l’accesso alla finalissima, andiamo a vedere più nel dettaglio uno dei maggiori protagonisti dei cafeteros che sta vivendo una seconda giovinezza: James Rodriguez. 

Il numero 10 della selezione colombiana, dopo alcune stagioni difficili e un allontanamento progressivo dai vertici del calcio mondiale, è tornato a brillare. Trascinatore della sua nazionale, incanta ogni volta che tocca il pallone, producendo giocate di altissima qualità. 

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Grazie alle sue giocate, tutte di eccelsa qualità, la Colombia è probabilmente la squadra che sta praticando il miglior calcio in questa edizione della Copa America. Ora viene il difficile, ossia trascinare la squadra in finale e poi alla conquista del titolo, ma James ha i colpi per farlo. 

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio il motivo di questa rinascita, dopo la prima ascesa ed il declino della carriera di James Rodriguez. 

L’ascesa di James Rodriguez ai vertici del calcio mondiale grazie alle prestazioni con la Colombia

La carriera di James Rodriguez è divisa in due, la prima parte è la rapida ascesa ai vertici del calcio mondiale per l’ormai quasi 33enne, poi c’è il lento declino fino alla rinascita in questa Copa America. 

L’esordio nel calcio professionistico lo fa con la maglia dell’Evingado, dove arriva giovanissimo, dopo aver dato i primi calci nell’Accademia Tolimense. Dopo quest’esperienza tra il 2006 ed il 2008 con l’Evingado, James inizia un lungo girare fuori dalla sua patria

Va infatti prima in Argentina dove gioca nel Banfield e poi nel 2010 in Europa, dove gli attenti scout del Porto lo notano ed ingaggiano. Qui in Portogallo la sua classe esplode fragorosamente ed in 3 anni trascina il Porto a vincere vari trofei, tra cui anche l’Europa League del 2011. 

Proprio al Porto dove lui rimane fino al 2013, trova il proprio partner ideale con cui per anni giocherà anche in nazionale. Si tratta di Radamel Falcao con cui per James, essendo entrambi colombiani, l’intesa in campo e fuori è facilissima da trovare. 

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I due si ritroveranno poi anche nel Monaco dove approderanno nel 2013, incantando ancora insieme. Da qui si arriva poi alla conclusione della stagione col Mondiale in Brasile, dove la Colombia gioca meravigliosamente grazie ad James, perdendo solo ai quarti di finale contro i padroni di casa.

Ma la stella di El Bandido è ormai luminosissima tanto da essere incoronato da Valderrama come suo successore. Questa è l’estate del passaggio di James Rodriguez al Real Madrid, momento migliore della carriera del 10 dei cafeteros

James Rodriguez, dal super Mondiale con la Colombia al Real Madrid dove però qualcosa non va

Pagato 80 milioni dalle Merengues nella prima stagione al Real, con Carlo Ancelotti alla guida, pur subendo alcuni infortuni non delude le aspettative. Segna infatti ben 17 gol e fornisce altrettanti assist, risultando uno dei migliori del club madrileno. 

L’annata successiva un’altro infortunio lo porta invece a vivere una stagione sottotono, complice anche un rapporto non sbocciato coi due tecnici del Real in quella stagione, Benitez prima e Zidane poi. 

Così nel 2017 lascia il Real Madrid in prestito per andare in Germania nel Bayern Monaco in prestito biennale. In Baviera ritrova Carlo Ancelotti, suo tecnico nella prima brillante stagione a Madrid, che punta ciecamente sul suo talento. Nonostante ottime prestazioni però alla fine del biennio non viene riscattato e torna al Real Madrid

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Nei Blancos con Zidane però non trova spazio e dopo una stagione da riserva viene ceduto all’Everton su richiesta di Ancelotti che lo allena così per la terza volta in carriera. Nei Toffees gioca bene fino al momento dell’addio del tecnico italiano e del subentro di Rafa Benitez. 

Le ruggini tra i due, risalenti ai tempi del Real Madrid, portano il tecnico spagnolo a mettere il talentuoso colombiano fuorirosa. Così va via dall’Inghilterra ed inizia un lungo girare in campionati minori. Prima va in Qatar, poi in Grecia all’Olympiakos ed infine in Brasile al San Paolo per riavvicinarsi a casa

Questa parte di carriera può insomma delinearsi così: ottimi risultati con Ancelotti che ne esalta il talento, pessimi con gli altri tecnici. 

Il segreto della rinascita del 10 colombiano: la fiducia del ct Nestor Lorenzo

Aver capito l’importanza dell’aspetto della fiducia nella carriera di James Rodriguez ci porta a vedere il senso della rinascita che sta vivendo in questa Copa America. Ad aver dato il là alla rinascita del fuoriclasse colombiano è l’importanza che il ct Nestor Lorenzo ha dimostrato di avere nei suoi confronti. 

Il gioco è cucito a meraviglia sui colpi da genio del numero 10 dei cafeteros, che è leader tecnico e carismatico del gruppo. 1 gol realizzato, 5 assist in 4 partite sono numeri che rendono il trequartista serio candidato per vincere il premio di miglior giocatore del torneo. 

Ma non sono solamente i numeri a rendere idea di quello che sta facendo il talento colombiano. Nonostante il fuso orario, vedere una partita della Colombia con James Rodriguez in campo lascia incantati

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Il ct, che schiera la squadra con un 4-2-3-1 con James trequartista libero di svariare e di battere i piazzati, è l’artefice di questa rinascita. Seconda giovinezza che può portare James magari anche ad un ritorno in Europa nonostante i quasi 33 anni.

Anni tra l’altro che il talento colombiano compirà il 12 Luglio, 3 giorni prima della finale di Copa America con la speranza di farsi un bel regalo di compleanno in leggero ritardo. 

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