Conferenza stampa Atalanta-Juventus, Gasperini: «Ognuno vince le proprie battaglie»

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Domani sera, Atalanta e Juventus si affronteranno nella finale della Coppa Italia 2023/24. Si tratta del remake dell’atto conclusivo dell’edizione 2020/21, quando ad imporsi al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia fu la Juventus grazie alle reti di Kulusevski e Chiesa (per la Dea andò invece a segno Malinovs’kyj). Stavolta, invece, teatro del match sarà lo stadio “Olimpico” di Roma, con fischio d’inizio alle 21:00. Oggi, l’allenatore nerazzurro Gian Piero Gasperini è intervenuto nella conferenza stampa alla vigilia di Atalanta-Juventus.

Conferenza stampa Atalanta-Juventus, Gasperini: «La svolta mentale è stata con il Milan»

Il tecnico piemontese ha esordito commentando l’ottimo percorso della propria squadra in Coppa Italia ed Europa League, riconoscendo nelle partite con Milan e Liverpool i momenti chiave della stagione: «Ho sempre pensato che la Coppa Italia fosse l’unico trofeo per l’Atalanta, in quanto Scudetto e Champions erano distanti. E invece è la terza volta che arriviamo in finale: le altre due non sono andate bene, ma siamo testardi e insistiamo. L’Europa League era impensabile, ma i ragazzi sono stati splendidi e hanno fatto un percorso incredibile, al quale ora manca l’ultimo miglio: vogliamo vincere la finale. Liverpool è stata una delle svolte della stagione, anche se noi pensiamo sempre a percorsi differenziati. A Liverpool abbiamo avuto la consapevolezza di arrivare in finale di Europa League, ma per la Coppa Italia è stata Milano con il Milan.

I complimenti di Guardiola? È un amico (ride, ndr)… Lo ringrazio. Le partite che abbiamo dovuto affrontare in stagione hanno dato autostima alla squadra e domani incontriamo chi ha il valore delle primissime, anche se in campionato non ha fatto i risultati che si aspettava. Liverpool, Marsiglia e Sporting ci hanno dato forza, così come la vittoria sulla Roma in campionato dell’altra sera. Aver giocato tanto ci ha aiutato, pur avendo tolto delle cose. Merito ai giocatori per aver avuto la volontà di giocare ogni tre giorni da febbraio in poi. Hanno raggiunto la capacità di rigenerarsi che li ha portati a questa stagione incredibile».

Gasperini ha poi affermato che questa potrebbe essere l’Atalanta più forte che abbia mai allenato: «Sono passati solo 5 anni dall’ultima finale ed è motivo di grande orgoglio perché di quella squadra ne sono rimasti pochi. Abbiamo modificato nel tempo: ci sono state una seconda e ora una terza Atalanta. Ma sempre con spirito, motivazioni e identità: questo è un gruppo che ha bruciato le tappe. La cosa per me importante è che l’Atalanta si posiziona su una fascia che le permette di giocare spesso queste partite. Dobbiamo sempre guardare in alto: il desiderio di migliorare ci porta poi a stare stabilmente in zone alte.

Se sarà l’Atalanta più forte mai allenata lo vedremo più avanti: sicuramente è un’Atalanta giovane e che può diventare ancor più forte. Non è facile rinnovarsi e rimanere competitivi. L’Atalanta di Iličić, Zapata, Gómez, Muriel, Gosens e Freuler è stata capace di fare 98 gol: aveva una qualità realizzativa e di spettacolo. Questa potenzialmente è una squadra che può diventare la più forte, se saprà crescere e migliorarsi. Io pretendo sempre molto… Credo che l’Atalanta su questa base possa far scalare ancora una posizione alla squadra, se saprà muoversi come ha sempre saputo fare».

«L’assenza di Scamacca ci costringerà a provare altre soluzioni»

Queste le parole dell’allenatore dell’Atalanta Gasperini in conferenza stampa in merito alle peculiarità della finale di domani contro la Juventus: «La gara di domani? Ogni partita è diversa, non ci illudiamo che possa essere simile a quella con la Roma. Tatticamente l’assenza di Scamacca ci costringerà a provare altre soluzioni e di questo sono dispiaciuto. Non tanto per me quanto per lui, è stato privato di una finale… E lì devi portare i giocatori migliori, non toglierli. Forse dovremmo adeguarci al resto d’Europa, dove almeno in semifinale le ammonizioni si azzerano. Con la Juve sarà un altro tipo di partita: spero che domani arriveremo con lo stesso spirito con cui siamo arrivati a sfidare la Roma dopo la qualificazione col Marsiglia e la stessa voglia di vincere. Così avremo più chances. Riguardo al ruolo di favorito: di sicuro noi arriviamo con grande entusiasmo e la Juventus ha avuto risultati sotto le loro aspettative in queste settimane, ma rimane una squadra indubbiamente forte. Spesso pareggiamo con la Juve? Le finali sono diverse dalle partite di campionato, ci sono meno margini psicologici di rimonta: bisogna stare attenti agli episodi e avere concentrazione, poi la fiducia e l’energia positiva possono portare a qualcosa in più.

In merito alle tante gare ravvicinate, Gasperini ha affermato: «Quando giochi tanto il rischio paradossalmente sono gli infortuni. Per il resto, questo ci ha permesso di bruciare le tappe e fare esperienze. Forse ci siamo allenati meno, se non magari chi non giocava, ma ogni volta stabilivamo cose che ci siamo portati dietro: soluzioni, esperienze… Questo ci ha permesso di crescere e valorizzarci. Non immaginavo che questa squadra potesse raggiungere questi traguardi in contemporanea: a volte non riesce anche a squadre molto forti. È merito soprattutto dei ragazzi, si sono applicati in un modo incredibile e sono cresciuti tutti. Siamo migliorati individualmente ma anche di squadra. Qualche punto in campionato lo abbiamo perso e non era facile, ma ora nel momento decisivo è tornata la tensione: sono cresciuti soprattutto sul lato mentale».

Conferenza stampa Atalanta-Juventus, Gasperini: «Già abbiamo fatto qualcosa di più importante di un trofeo»

Infine, il mister nerazzurro ha parlato del virtuoso modello Gasperini, che ha rivoluzionato la storia dell’Atalanta, e l’ha definito «replicabile»: «Come replicare il “modello Gasperini”? Non sarà facile ma sicuramente è replicabile: abbiamo dato fiducia e speranza a quelle società che non sono di primissima fascia, senza introiti così alti come altri club, ma magari con idee e capacità di rilanciarsi e di rifare squadre altrettanto forti. Questo è l’unico modo perché società con i nostri numeri possano essere competitive. Per questo è diventato molto importante andare in Champions, così come la capacità di realizzare cifre da reinvestire grazie alle cessioni. Hai però anche la necessità di sbagliare molto poco sul mercato o diventa difficile recuperare. Però abbiamo margini già per il prossimo anno, se raggiungeremo la Champions: oltre agli acquisti sono cresciuti molto prodotti del vivaio come Carnesecchi, Ruggeri e Scalvini, oppure Koopmeiners e Éderson o chi gioca davanti, che raggiunge valori incredibili. Certo, è più difficile perché le risorse non le hai a prescindere, ma te le devi creare. Se ci siamo arrivati, è giusto che nel calcio anche chi non ha certi numeri sogni e possa competere per certi traguardi.

Se l’esito delle due finali cambierà il mio posto nella storia del calcio? Questo è soggettivo: probabilmente se vincerò la coppa sarò bravo, altrimenti no. Dico però che a Crotone e a Genova sono accolto con grande stima e questo per me è un traguardo che vale più di una coppa. Rispetto comunque i parametri delle altre persone: nella vita si deve superare se stessi e i propri limiti. E, indipendentemente, ci sarà sempre qualcuno di più bravo, ma nella vita non possono esserci solo 3-4 vincenti. Ognuno vince le proprie battaglie: questo è il vero segreto. C’è chi non può competere ma questo non significa non essere bravi e capaci. Bergamo vive un momento di fibrillazione sportiva e l’Atalanta catalizza i pensieri della città. Sarà così domani, ma anche nelle altre competizioni. Questo momento è fantastico, però già abbiamo fatto qualcosa dal mio punto di vista di più importante di un trofeo. Qualcosa che rimane solido con la squadra: a volte vinci trofei o Scudetti e non li festeggi, qui invece rimarremo legati alla storia dell’Atalanta».

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