Conferenza stampa Lazio-Fiorentina, Sarri: «Nessun alibi»

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Conferenza Lazio Juventus Sarri

Alle 20:45 di domani, presso lo stadio “Olimpico di Roma, la Fiorentina farà visita ai biancocelesti guidati da Maurizio Sarri. La gara sarà decisiva non solo perché vede contrapposte due formazioni che vogliono contendersi l’accesso ad una competizione europea nella prossima stagione, ma anche perché la partita arriva dopo una serie di prestazioni altalenanti per i laziali. Dopo la rimonta casalinga contro l’Inter (3-1), è arrivata la pesante sconfitta al “Bentegodi contro l’Hellas Verona (4-1), che ha agitato le acque in casa Lazio, tanto da far optare per il ritiro. Di questo e tanto altro ha parlato Sarri nella conferenza stampa di Lazio-Fiorentina.

Conferenza stampa Lazio-Fiorentina, Sarri: «Gli alti e bassi ci sono da un anno e mezzo»

Il tecnico biancoceleste ha esordito parlando del momento di difficoltà che sta attraversando la sua squadra, che questa settimana è rimasta in ritiro a Formello: «Sappiamo le risposte che dobbiamo dare. Penso che la squadra sia pronta, ho visto l’atteggiamento giusto in questi giorni. Il ritiro? Un momento di riflessione. Andando a investigare con i ragazzi, abbiamo visto che questi alti e bassi si stanno ripetendo da un anno e mezzo. E quasi sempre si verificano con le squadre di seconda fascia. Dobbiamo fare delle correzioni, perché alla base c’è qualcosa di sbagliato in alcuni approcci. Inoltre si verificano sempre alla terza partita settimanale, in cui i dati fisici non sono diversi dalla prima. Sono le energie mentali che sono diverse. Aver parlato di “anno di transizione” può essersi rivelato un alibi per i giocatori? Sono trent’anni che faccio questo mestiere e questa è una delle squadre più disponibili che abbia mai avuto. Dobbiamo continuare a martellare elavorare. Gli alibi? Sono cazz***. Spesso la comunicazione esterna e interna non coincidono: a te giornalista dico una cosa, al giocatore un’altra».

Sarri ha parlato poi dei problemi di adattamento al 4-3-3 da parte di alcuni componenti della rosa e della scarsa tenuta mentale che a volte condiziona le prestazioni collettive: «I nostri sono giocatori forti, ma a Roma c’è la tendenza a elevare a fenomeni troppo velocemente. Serve il lavoro. Erano abituati a giocare con 3 centrali, 2 esterni che garantivano coperture laterali e una sotto-punta che partecipava. Se giochi con 3 punte, il campo da coprire aumenta e si complica un po’ la vita. È una questione di abituarsi a un certo tipo di lavoro: fin quando i tempi e le distanze non si accorciano corriamo tanto e a vuoto. A tratti diamo la sensazione di arrivare sempre secondi sulla palla, anche se i dati dicono il contrario. Per risolvere un problema va presa coscienza che esiste questo problema. Abbiamo tirato fuori dei dati da maggio scorso e c’è una certa ripetitività rispetto ad alcune situazioni. Una squadra che gioca con un’efficienza tecnica del 93%, un livello da Champions, la partita dopo passa all’87%, che è un livello da bassa Serie B. Bisogna rimanere sempre su certi livelli, spero che i ragazzi l’abbiano capito. Inoltre, visto che questi cali avvengono di solito con squadre di seconda fascia, bisogna essere più umili. Per diventare grandi dobbiamo ancora lavorare tanto».

«Vlahović e Immobile saranno decisivi»

Infine, il tecnico toscano si è soffermato sugli avversari e su alcuni protagonisti della gara, fra cui Vlahović, Immobile, Luis Alberto e Leiva: «La Fiorentina è una squadra forte, ha un gioco completamente diverso dal passato. Ha fatto più vittorie in trasferta che in casa, potrebbe avere un futuro importante. La sfida fra Vlahović e Immobile? I giocatori importanti possono sempre decidere il risultato. Ciro da anni segna in modo impressionante, Vlahovic è giovane e forte. Saranno importanti. Su 12 partite Luis Alberto ne ha fatte 8 da titolare e in 4 è entrato per 40 minuti. Ci sono momenti della stagione in cui le necessità del singolo non sono le stesse della squadra. Speriamo di risolvere i nostri problemi collettivi, così ce lo potremo permettere sempre in campo. A livello di caratteristiche, Leiva è adatto a noi. Poi c’è un problema di tenuta, anche perché vogliamo giocare a ritmi alti. Ci sta bene però se Leiva ci garantisce un’ora con una certa intensità, anche perché dietro c’è Cataldi, che sta crescendo molto. I terzini stanno tutti giocando con una discreta regolarità. Marusić aveva già avuto responsabilità difensive, avendo fatto anche il terzo centrale. Lazzari deve fare un percorso più lungo, è un quinto di centrocampo puro. Ma come lui tutta la squadra ha ancora tanta strada davanti. È un momento delicato».

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