Conferenza stampa Milan-Inter, Inzaghi: «Testa e cuore»

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Conferenza stampa Milan-Inter, Inzaghi: «Testa e cuore»

Mancano poco più di 24 ore all’attesissima gara d’andata della semifinale di UCL tra Milan e Inter, e la tensione cresce ormai di minuto in minuto. Se Pioli, pur arrivando alla sfida dopo la convincente prestazione del Milan contro la Lazio (2-0), dovrà con ogni probabilità fare a meno del proprio gioiello Rafael Leão, il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi ha ancora alcuni dubbi di formazione, di cui ha parlato oggi ai microfoni dei giornalisti nella classica conferenza stampa della vigilia.

Milan-Inter, Inzaghi in conferenza stampa: «Leão? Se ci sarà prenderemo qualche accorgimento»

L’allenatore nerazzurro ha cominciato la conferenza stampa spiegando come sta preparando la sua squadra a un impegno così importante, mostrando i punti di forza del Milan e commentando l’infortunio di Leão: «Le ultime gare, comprese le qualificazioni a semifinale di Champions e finale di Coppa Italia, ci hanno fatto preparare al meglio tutte le partite. Domani sappiamo che è una semifinale di Champions, è un derby, è il derby: sappiamo tutti quanto è importante per tutti noi e lo vogliamo affrontare nel migliore dei modi. Nello spirito ci arriviamo bene: bisognerà usare testa e cuore, tantissimo. Per quanto riguarda il cuore non ho dubbi… sulla testa dovremo essere bravi, ci saranno delle insidie e degli imprevisti durante la gara, sapendo che si gioca in 180 minuti.

Sappiamo i derby cosa sono, ne abbiamo fatti 7 in questi 20 mesi. Abbiamo vinto o perso, sono derby che ci possono dare spunti importanti. Allo stesso tempo sappiamo che ogni gara è a sé. Ci saranno momenti in cui saremo più offensivi e altri in cui saremo più difensivi. Dovremo essere tutti uniti con grandissimo sacrificio e fare una corsa in più per il compagno. Il Milan è una squadra di qualità, molto ben allenata. Ogni partita fa storia a sé: sappiamo che non è solo una squadra di ripartenza, ma sa anche giocare. Ha un ottimo palleggio e dovremo essere bravi in tutte le fasi. Leão? Non ho certezze riguardo al suo utilizzo, come voi. Conosciamo tutti le qualità del giocatore, sappiamo che potrebbe esserci o meno: chiaramente prenderemo qualche accorgimento, ma non condizionerà il nostro piano-partita. Poi in queste partite ogni giocatore che verrà chiamato in causa darà il massimo».

«Importantissima la crescita di Lukaku»

Simone Inzaghi ha poi analizzato lo stato di forma attuale della rosa, parso ottimale nelle ultime uscite. Non si è però sbottonato rispetto agli ultimi dubbi di formazione, che lasciano tifosi e addetti ai lavori sulle spine: «La forma di Lautaro e Correa? Sappiamo che ci sono dei momenti per tutti: io pure sono stato attaccante. Abbiamo avuto una fase nella quale non riuscivano a concretizzare: adesso tutti sono tornati a segnare ed è quello che vogliamo. Ma io ero tranquillo prima e lo sono adesso, il problema è quando un attaccante non ha occasioni: finora le hanno sempre avute tutti. Ora hanno segnato tutti e devono continuare così. A centrocampo e in attacco ho possibilità di scegliere, delle nostre scelte si parla tanto. Visto l’infortunio di Gosens, che non sappiamo se domani potrà essere convocato, abbiamo le rotazioni un po’ limitate: a Verona ha giocato Zanotti. In difesa, vista l’assenza di Skriniar, speriamo di recuperare D’Ambrosio, che mi permetterà di avere più alternative: può fare sia il quinto che il braccetto. Spero torni lui e di poter valutare Gosens.

Chi gioca a centrocampo? Ho tante partite ravvicinate, manca ancora l’allenamento di oggi pomeriggio e la sgambata di domattina. Ho possibilità di scegliere, sono sereno perché i ragazzi sanno che devo farlo e se qualcuno non partirà titolare sarà utilissimo in corso, come è successo con Juventus o Benfica. La crescita di Lukaku è importantissima: l’abbiamo preso per questo. Non l’abbiamo avuto per quasi 4 mesi, ma adesso è tornato a segnare con maggior frequenza. È un rientro importante come è stato Brozović: insieme a Lukaku ci è mancato per mesi e non ci ha dato la possibilità di avere rotazioni in più. A Ryad ci arrivammo con qualche problemino: Brozović e Lukaku vennero con noi per onor di firma, ma al contempo stavolta non avremo Skriniar e Gosens. A livello di concentrazione e determinazione la squadra fece una grande partita, che era una gara secca: qui dovremo essere bravi a ripeterci su 180’».

Conferenza stampa Milan-Inter, Inzaghi: «È senz’altro il punto più alto della mia carriera»

Infine, il tecnico piacentino è voluto tornare sull’importanza della partita e leggerla anche alla luce del suo percorso biennale con l’Inter, fatto di luci ed ombre: «Pioli ci dà per favoriti? Favoriti, non favoriti… Abbiamo visto: le partite sono tutte storie a sé. Non ci nascondiamo e sappiamo che con cuore e testa vogliamo giocarcela insieme nel migliore dei modi, sapendo che sarebbe un grandissimo passo da fare con determinazione, corsa e aggressività. Di derby ne abbiamo giocati tanti, abbiamo vinto, perso, fatto semifinali, finali. Dovremo essere bravissimi a usare la testa quando servirà, perché imprevisti in partite così importanti ce ne sono sempre stati: nelle ultime, siamo sempre stati bravi a essere lucidi. La differenza tra il derby di Roma e quello di Milano? Sono 2 derby molto sentiti: a Roma ne ho giocati sia da calciatore che da allenatore, a Milano solo da allenatore. Da entrambe le parti si dice che non c’è paragone, devo dire che anche a Milano è sentito.

Senz’altro questo è il punto più alto della mia carriera: è una partita importantissima come sono state altre finali. Non è un derby, ma il derby: sappiamo cosa rappresenta per noi, per la società, per i tifosi, anche per me stesso. Ma sono abbastanza sereno, ho visto i ragazzi molto concentrati. Dopo aver passato un girone con Barcellona e Bayern, due tra le più forti d’Europa, la squadra ha preso grande consapevolezza. Poi tutte le partite sono difficilissime: Porto e Benfica sono stati due scogli molto difficili da superare. Ne manca uno.

Non ci deve essere paura, ma tanta voglia di abbracciarci con i nostri tifosi, come abbiamo fatto in questi mesi. Noi come gruppo-squadra e la società abbiamo fatto un gruppo unico per vivere serate come questa. Speriamo ci possa portare in finale. Il calcio è fatto di momenti: in passato abbiamo perso punti sanguinosi e lo sappiamo. Ci siamo detti di tapparci le orecchie e pedalare: adesso sappiamo di aver conquistato una finale sul campo importante, in Champions siamo in semifinale e in campionato le ultime 4 vittorie ci hanno fatto vedere la classifica sotto un altro aspetto, ma sappiamo che mancano ancora 4 partite e avremo tanto da fare».

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