Conferenza stampa Milan-Slavia Praga, Pioli: «Attenzione alla loro offensività»

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Il Milan torna a giocare l’Europa League e di fronte a Pioli (oggi in conferenza) c’è lo Slavia Praga, ostacolo nella strada che porta alla coppa ambita. Tanti temi di discussione per affrontanti, ma un solo obbiettivo: vincere per sognare in grande.

Milan-Slavia Praga, Pioli in conferenza stampa: «Siamo il Milan e dobbiamo portare in alto la nostra storia»

Per Stefano Pioli è una partita da vita o morte, per il Milan è l’occasione di ribaltare la stagione; alla vigilia degli ottavi di finale c’è attesa per il match nella conferenza stampa. Si respira aria d sfida e un mix di determinatezza, rispetto per l’avversario e quell’attesa che solo i match importanti hanno. Il tecnico, che da mesi ormai sembra camminare sul filo del rasoio, ha parlato in vista della partita di San Siro. Al fianco del mister oggi era presente anche .

Le sensazione sul post vittoria contro la Lazio: «Siamo usciti bene dalla parte. Non è stata dal punto di vista tecnico la nostra miglior prestazione, ma buona per atteggiamento. La squadra sta bene; sa bene che è arrivato il momento decisivo della stagione. Credo che siamo pronti per affrontarlo»

Sul futuro e il possibile inserimento di soci arabi nel club Pioli devia: «Sono domande a cui non posso risponderti, quindi meglio così»

Sulla voglia di vincere la competizione Pioli ha risposto: «Noi dobbiamo pensare di poterla vincere, ma dopo bisogna essere bravi a passare il turno. Non bisogna guardare avanti perché in Europa ogni partita è difficile. Affrontiamo un avversario che in questa competizione ha una sola sconfitta. Dovremo sfruttare il fattore casalingo. Stiamo bene e dobbiamo rimanere concentrati. Siamo consapevoli del nostro potenziale».

La Champions è un rimpianto, soprattutto vedendo il PSG qualificato ai quarti. Pioli però vuole lasciare il passato alle spalle al momento e ha affermato: «La Champions non è nel nostro presente per dei dettagli sfuggiti nelle partite decisive. Adesso dobbiamo pensare alla partita di domani e ad andare avanti. Siamo il Milan e abbiamo la possibilità di poter fare bene».

Sulle prestazioni altalenanti: «Non credo che nell’ultimo periodo siamo stati troppo negativi. Abbiamo perso la partita di Monza che era stata strana. Negli ultimi mesi le prestazioni sono state da grande squadra».

Per Pioli una cosa sarà determinante: «La qualità dei miei giocatori. Hanno dimostrato di aver fatto passi giganteschi, già quattro anni fa, uscendo anche ai gironi, fino alla semifinale dello scorso anno. Abbiamo le capacità, ma dovremo dimostrarlo».

Sulla difesa Pioli ammette: «È un bene per me avere l’imbarazzo della scelta, soprattutto per i tanti impegni. Cercherò di sfruttare tutto il potenziale della squadra».

Sulle critiche a Pulisic: «Lui non ha bisogno della mia difesa, penso che la sua carriera parli già per sè. Ormai i social sono uno sfogo di maleducazione e di insulti. Lui ha il mio supporto, come quello di tutti, ma ripeto che è troppo in alto rispetto agli altri per esperienza».

Ma, se il Milan non riuscisse a vincere l’Europa League, la stagione sarebbe da buttare? La risposta di Pioli è stata: «A fine stagione ognuno di noi trarrà le sue conclusioni e i suoi bilanci». 

Su Leao il mister parla della sua particolare preferenza per match di grande spessore: «Rafa ha le qualità per essere un giocatore determinante in tutte le partite. Molte volte è stato una spina nel fianco degli avversari oppure un punto di riferimento. Deve pensare e continuare a credere in sè stesso».

Ha poi parlato della squadra: «Si può considerare questo un periodo chiave dove tutti devono dimostrare di essere all’altezza del Milan. Ripeto che non è scontato essere competitivi su ogni fronte. So di allenare un gruppo forte e di ragazzi che danno l’anima».

Sulla sensibilità che mostra verso i giocatori nel modo di allenare Pioli afferma: «Io cerco di essere chiaro, diretto e corretto. So che devo prendere poi delle decisioni, ma cerco di essere una figura chiave nei miei giocatori. Metto sempre il bene della squadra assieme alle mie idee».

Rispetto agli avversari, il Milan vanta una leggendaria storia europea, degna dei più grandi club. Pioli afferma: «Dobbiamo farlo pesare quando scendiamo in campo, mostrando la nostra forza e le nostre qualità, trascinando l’ambiente».

Sullo Slavia Praga il tecnico dimostra di aver studiato bene gli avversari: «È una squadra ben attrezzata, molto intensa, di grade carattere. Hanno sempre tre giocatori in avanti molto offensivi e molto vicini. Predilige il possesso palla per poi cercare la profondità. Sono veloci e hanno grande energia. Il loro allenatore è bravo a cambiarli e gestirli, quindi sarà difficile anche capire le loro scelte. Due volte sono arrivati ai quarti della competizione, quindi servirà molta attenzione».

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Il centrocampista ha affermato sulla partita: «Penso che giochiamo, come con il Rennes, la prima in casa e domani va messa enorme intensità sin dal primo minuto. Sappiamo che sono forti e noi saremo pronti». Ha poi aggiunto: «Penso che l’obbiettivo del Milan sia sempre quello di vincere indipendentemente dalla competizione. Ovvio che è uno scenario molto importante, ci sono squadre di alto livello e noi come loro, ma dobbiamo dimostrarlo».

Di origini algerine, ma non nasconde il desiderio di giocare per la Francia: «Io voglio cercare di giocare sempre a un livello alto, quindi certo che giocare con la Francia è un obbiettivo. Poi spiegherò, ma non è adeso il momento».

Ha espresso anche un’opinione sul giocare assieme a Loftus-Cheek e Reijnders: «Non so se sono ancora un punto fermo, ma penso che abbiamo sei centrocampisti forti. Possiamo giocare tutti senza abbassare il livello. I miei compagni hanno delle qualità importanti e cerchiamo di sfruttarle. Vogliamo tutti aiutare la squadra e ci vogliamo molto bene».

Sul suo miglioramento nella fase difensiva: «Penso che con lo staff abbiamo lavorato molto su quest’aspetto. È stato facile perché ho capito subito e perché credono in me. Sono contento perché ho maggiore comprensione del gioco. Voglio ancora crescere». Ha poi aggiunto: «La mia maniera di giocare è diversa per il ruolo, ma ho sempre avuto la fiducia di tutti, compagni inclusi. Credo nelle mie qualità. Ho dovuto apprendere e crescere, ma sapevo che in Italia serve tempo».

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