Conferenza stampa Mourinho: comincia la stagione della Roma

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Conferenza stampa Mourinho: comincia la stagione della Roma

Alle ore 13.30, presso la Terrazza Caffarelli di Roma, è andata in scena la conferenza stampa di presentazione del neo-tecnico romanista: José Mourinho. L’allenatore portoghese, già ufficialmente entrato a far parte della famiglia giallorossa, s’è consegnato alle domande dei giornalisti per introdurre la nuova stagione romanista.

L’ex-Tottenham ha toccato vari argomenti e non ha lasciato indifferenti né i presenti né, tantomeno, gli ascoltatori. Il popolo del web ha riscoperto un uomo che, già quando era seduto sulla panchina dell’Inter, aveva infiammato gli animi dei propri tifosi. Il nativo di Setúbal non si è risparmiato e ha colpito le sue vecchie squadre, qualche collega ed anche una proprietà non particolarmente solida.

Conferenza stampa Mourinho: l’arrivo a Roma

Per cominciare, José Mourinho ha voluto spiegare quali siano state le ragioni che lo hanno spinto a sposare il progetto romanista: “Sono qui perché siamo vicini alla statua di Marco Aurelio. Nulla viene dal nulla e nulla ritorna nel nulla. Questo significato è molto simile a quello che ho sentito quando ho parlato con Dan e Ryan (Friedkin, ndr.). Quello che loro vogliono per questo club è un progetto molto chiaro, legato all’eredità e al passato fantastico del club. La parola tempo nel calcio non esiste, di solito; in questo caso esiste e lo è in un modo fondamentale perché quello che la società vuole è una situazione sostenibile nel futuro e vuole fare qualcosa con grande passione. Questa è la ragione principale per cui sono qui“.

dan-e-ryan-friedkin Conferenza stampa Mourinho: comincia la stagione della Roma

Il progetto a lungo termine è legato sia alla sostenibilità dal punto di vista finanziario ma anche a quella del progresso tecnico e dei successi futuri. Mourinho è consapevole che oggi, nel mondo del calcio, sia sempre più difficile conciliare sostenibilità e vittorie. Proprio in questo frangente, il portoghese ha voluto pungere una società che, a suo modo di vedere, non ha svolto un lavoro impeccabile: “Noi parliamo di tempo, di progetto e di lavoro. I titoli sono solo una parola, perché potrebbe essere una promessa troppo facile. Tu parli di titoli. Noi parliamo di tempo e di migliorare: i titoli arriveranno. La proprietà non vuole un successo isolato, vuole arrivare lì e rimanere lì. Un successo isolato è facile se vinci e poi non hai soldi per pagare gli stipendi. Noi vogliamo essere sostenibili, lavorare e arriveranno i successi”.

Il lavoro e la passione per questa professione 

La critica all’Inter, sua vecchia conoscenza, non è neanche così velata, eppure il classe ’63 non s’è voluto soffermare soltanto sul lavoro altrui. Mourinho è infatti consapevole di dover spendere gran parte del proprio tempo all’interno delle strutture di Trigoria, per migliorare e conoscere i propri ragazzi: “È tempo di lavorare insieme ai miei, anche se il concetto di “miei” è cambiato subito quando sono arrivato a Trigoria. I miei sono tutti quelli che vogliono lavorare con me. Non siamo qui per la bellezza della città; non sono qui in vacanza. Sono qui per il simbolo, per i colori e per il nome della Roma. Nel mondo si confonde troppo la città col club”. Il senso delle frasi del coach lusitano è chiaro: non è tornato in Italia per la bellezza del nostro territorio; è tornato nel Bel Paese perché crede di poter dare ancora tanto al gioco del calcio.

Mourinho ha poi aggiunto, ribadendo la voglia di lottare per la Roma: “Sono l’allenatore della Roma. C’è tanto da fare qui, il mio ruolo sarà per 24 ore al giorno e voglio semplicemente essere l’allenatore della Roma. Se possiamo dare qualcosa di più al calcio italiano, fantastico. Farò di tutto per difendere i miei“.

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L’accoglienza nella capitale è stata strepitosa, tanto che i tifosi gli hanno dedicato un murales nel centro cittadino. Il tecnico ha ricambiato l’amore della piazza replicando la scena dipinta al Testaccio, girando, in questi giorni, proprio in sella ad una vespa bianca. Mourinho ha così commentato la passione dei tifosi romanisti: “Ho dovuto già cambiare telefono 3 volte, perché non so come lo troviate. Scherzi a parte è fantastico, incredibile per qualcuno che ha lavorato già in Italia. Quando non sei qui ti manca. C’è un lavoro da fare internamente e noi dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro. Tutti noi all’interno di Trigoria dobbiamo pensare che abbiamo un lavoro da fare“. 

La Roma ai romanisti

Il 58enne ha poi fatto innamorare i romanisti, con una frase che negli ultimi anni, nel Lazio, non si era mai sentita: Voglio la Roma dei romanisti, non la Roma di Mourinho. Sono uno in più. Se vuole parlare della Juve di Allegri o del Napoli di Spalletti può farlo, ma la Roma di Mourinho non mi piace”. Queste parole, data la gestione dei Pallotta, che aveva allontanato dal club vere e proprie bandiere (quali Totti, De Rossi e Florenzi), sono sembrate un vero messaggio d’amore nei confronti dei fan giallorossi. 

Conferenza stampa Mourinho, pt.2

I successi passati e la voglia di vincere

Uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio è tornato nel nostro paese, eppure non sempre, in passato, le vittorie del portoghese sono state accolte con il grande entusiasmo che avrebbero meritato: “Sono una vittima di quello che ho fatto, del modo in cui la gente mi guarda. Nel Manchester United ho vinto tre titoli ed è sembrato un disastro; nel Tottenham ho raggiunto una finale (che non mi hanno fatto disputare) ed è stato un disastro. Quello che per gli altri è un traguardo importante, per me è un disastro“.

trigoria Conferenza stampa Mourinho: comincia la stagione della Roma

La consapevolezza di dover dare sempre quel qualcosa in più spingerà lo staff della Roma a lavorare sempre più insistentemente: “Abbiamo in mente di vincere la prima partita ufficiale. Finita la prima penseremo alla seconda. La prima sarà la Conference League e vogliamo vincerla. Questa società deve migliorare ogni giorno. Posso dire che le strutture di Trigoria sono diverse dal giorno in cui sono arrivato. La gente lavora 24h per migliorarle”.

Indubbiamente, come anche aveva già anticipato, Mourinho non ha nascosto la voglia di lottare per grandi traguardi, senza però dimenticare di dover ripartire dal “basso”: “C’è una cosa da cui non possiamo scappare: abbiamo finito il campionato a 29 punti dallo scudetto. Non possiamo scappare da questa realtà, però prima di tutto vogliamo capire il perché. Siamo parlando di tempo, una parola con cui tutti noi conviviamo. È stata una parola chiave quando ci siamo incontrati la prima volta con la proprietà, però se possiamo accelerare questo processo è meglio“.

Il DNA societario e l’approccio alle sfide della vita

Non solo il campo. Per José Mourinho, la conferenza stampa è stata anche un pretesto per ribadire, ancora una volta, i propri metodi lavorativi. L’ex-Inter, infatti, ha sempre voluto avere grande controllo sul proprio spogliatoio: “La prima cosa che farò è conoscere il gruppo. Non siamo ancora consapevoli di tutto. Ci sono principi fondamentali, non negoziabili. Oggi è il primo giorno di allenamento. Il mio modo di lavorare è semplice: tutto quello che non si fa al 100% non va bene. Dal momento in cui sono arrivato, ho vissuto una quarantena, la quale mi ha permesso di stare al centro d’allenamento. Mentre ero lì ho visto una gioia incredibile per poter fornire le migliori condizioni di lavoro possibili”.

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Il lusitano ha poi continuato: “La prossima sfida è sempre la più importante. Commento sul calcio italiano? Magari stiamo parlando dei campioni d’Europa, come minimo finalisti e se non sbaglio sono tutti giocatori che giocano in Italia, o la maggioranza. Se il campionato, visto dall’estero, non è quello principale, allora tutti noi dobbiamo fare di più. Io lavoro per la Roma e solo quella mi interessa. In modo indiretto, però, lavoro per il calcio italiano”.

Il rapporto con i calciatori è fondamentale

Le squadre di José Mourinho si sono sempre distinte per la grande comunità d’intenti e per la forza del gruppo. Anche la parentesi romana del tecnico portoghese non sarà tanto diversa, da questo punto di vista, almeno secondo le intenzioni del nuovo allenatore.

Alle domande relative alla fascia da capitano, Mourinho ha risposto: “Non ti devo dire quello che faccio all’interno del club. Se entriamo in questa dinamica, scusa però, sarò antipatico, ma la questione capitano è una di quelle che società e giocatori devono sapere prima di voi giornalisti. Per il capitolo mercato, invece ha risposto: “Non ho parlato con nessuno. Assolutamente nessuno. Parlo con Tiago, la proprietà, però coi giocatori non ho parlato, con nessuno”.

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In merito ai due ragazzi impegnati con le Nazionali, Cristante e Spinazzola, il tecnico ha così parlato: Siamo felici di Cristante e Spinazzola, la Nazionale sta facendo molto molto bene. Questi giocatori possono tornare al club come campioni d’Europa, è un grande orgoglio. Loro sono i miei giocatori. Cristante dimostra che è una Nazionale piena di giocatori di talento, si gioca in 11, Mancini non può fare miracoli. Ma Mancini ha grande rispetto di Cristante, in ogni momento di difficoltà mette Cristante. Ha una personalità di squadra fantastica, lo aspetto a braccia aperte”.

Per Spinazzola ha poi aggiunto: “Incredibile per la sua gioia di vivere. È stato sfortunato. Sembra non gli sia successo nulla: è positivo. È dura per tutti, non lo avremo per tanto tempo. Soluzione? Abbiamo Calafiori che deve lavorare tanto, ma abbiamo fiducia in lui come giocatore della prima squadra. Scusi direttore, ma abbiamo bisogno di un terzino sinistro”.

Zaniolo e Conte, la fine della conferenza stampa di Mourinho

Per concludere la propria conferenza stampa, José Mourinho ha voluto dare due messaggi: uno a Nicolò Zaniolo e l’altro, indiretto, ad un proprio rivale storico, Antonio Conte. Il primo è stato un invito a migliorare e un attestato di stima nei confronti del classe ’99: “Zaniolo è un ragazzo fantastico. Sappiamo quello che è successo dal punto di vista degli infortuni e poi dentro la dinamica del gioco della squadra dobbiamo trovare il suo habitat naturale, dove può esprimersi al meglio. Importante è che il calciatore sia felice di esprimersi al meglio“.

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Al tecnico pugliese, invece, Mourinho ha dedicato parole forti e decise: “Conte paragonato a me? Ci sono allenatori che nelle storie dei club tu non puoi paragonare. Qui non puoi paragonarti a Capello o Liedholm; quando parli dell’Inter non puoi paragonare me o Herrera con altri“.

In definitiva, possiamo affermare che José Mourinho sia tornato in pompa magnaRicordato come il protagonista indiscusso dei media nostrani, anche oggi ci ha deliziati con perle quasi impronosticabili. La volontà di riconsegnare la Roma ai romanisti, il rapporto con i calciatori, la voglia di creare un gruppo compatto, le spallate alla concorrenza e le critiche agli avversari sono solo alcuni degli aspetti che tanto ci hanno fatto apprezzare Mourinho anche durante la conferenza stampa odierna.

Con l’allenamento pomeridiano, il primo della sua gestione, la stagione della Roma si può dire ufficialmente cominciata

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