Conferenza stampa Olympiakos-Fiorentina, Italiano: «Partita da 50-50»

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Alle 21:00 (ora italiana) di domani, Olympiakos e Fiorentina si affronteranno allo stadio “Agia Sophia” di Atene nella finale della UEFA Conference League 2023/24. La gara sarà visibile in TV su Sky Sport e in chiaro su TV8, mentre sarà trasmessa in streaming da DAZN e NOW. Oggi, il tecnico della Fiorentina Vincenzo Italiano ha risposto alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa alla vigilia della sfida con l’Olympiakos.

Olympiakos-Fiorentina, Italiano in conferenza stampa: «Un po’ di esperienza ora l’abbiamo»

L’allenatore nato a Karlsruhe ha preparato la finale di domani contro l’Olympiakos ripensando anche a quella persa lo scorso anno per mano del West Ham: «L’unica cosa differente rispetto a 1 anno fa è che certe cose le abbiamo già vissute. Poi secondo me queste sono partite da 50-50: forti loro e forti noi, dobbiamo giocare una partita come vanno giocate le finali. Un po’ di esperienza l’abbiamo, qualcosa dietro ci portiamo e domani dobbiamo farlo vedere. Io vivo questa partita con grande attesa… Sento e leggo quello che dicono, per noi è una sorta di rivincita. Domani non dobbiamo commettere errori, rimanendo attenti e concentrati. La finale va giocata con il fuoco dentro e la massima applicazione. Lo scorso anno non abbiamo avuto un bell’epilogo: metteremo quell’amarezza per farla finire diversamente, pur sapendo che l’avversario è forte, di qualità e preparato. Sarà tosta. Ripensando a Praga penso alle facce dei ragazzi al fischio finale e non vorrei rivederle domani. Per noi l’interpretazione della gara deve essere come se fosse l’ultima della carriera. Nessuno ci dà la certezza di poter essere ancora dentro stadi così belli e a differenza di Praga servono certi aspetti. Quella partita ha fatto male a noi, a tutta la società e a Firenze: cercheremo di ribaltare la situazione.

La “parola chiave”? Quello che mi hanno sentito dire tra campo e spogliatoi è che l’identità non dobbiamo mai perderla. Anzi, a maggior ragione va mostrata l’organizzazione, il pensiero calcistico che ti ha permesso di giocarti una finale. Con aggiustamenti e adattamenti a livello individuale: massima percezione del pericolo, concretezza e concentrazione su tutto ciò che si va a fare, sul dettaglio. Non c’è tempo per replicare ed è una finale, quindi dico identità e furore agonistico. Quello non deve mancare, la partita è troppo importante. I rigori li abbiamo provati, ci siamo soffermati perché può essere una possibilità. Ne abbiamo tanti con la personalità per batterli: ai rigori abbiamo passato 2 turni di Coppa Italia mentre in campionato alcuni li abbiamo sbagliati e per questo forse non siamo in una posizione diversa. Vediamo come andrà. Un “fioretto in caso di vittoria”? Non ci ho pensato, lo farò adesso. Ci penserò, comunque… Se dovesse capitare, poi ci inventeremo qualcosa».

«Temiamo soprattutto l’entusiasmo dell’Olympiakos»

Italiano ha poi parlato dei punti di forza degli avversari, che arrivano alla gara in un momento di grande forma: «Col nuovo allenatore hanno trovato la quadra: avevano problemi, era il terzo allenatore e con lui hanno messo a posto tutto, andando forte in Europa e battendo avversari di grandissimo livello. Abbiamo visto una squadra organizzata, che sa dare pressione e giocare sotto la linea della palla, attaccando diretto. Hanno giocatori esperti, di qualità, di valore e di talento. Già che siano in finale determina il valore: è la carta d’identità. Quello che ci fa più paura è l’entusiasmo: per metterli in difficoltà dobbiamo saper creare tanto ed essere concreti per fare male a una squadra che possiamo mettere in difficoltà.

Come conterremo El Kaabi? Abbiamo portato catene e lucchetti (sorride, ndr). Sia lui che la squadra hanno fatto un grande percorso: se noi arriviamo da imbattuti, loro hanno fatto prestazioni grandiose nelle ultime partite, arrivando in finale con prove di alto livello. Lui segna con regolarità e sa far gol in ogni modo. Sta bene e sappiamo che è un punto di forza per il nostro avversario. Cercheremo di limitarlo, possiamo farlo con abnegazione e determinazione. Ha fiducia, datagli dal finale di stagione strepitoso. Se avrei preferito un’altra città per la finale? Che l’Olympiakos avesse già vinto qui non lo sapevo, un altro pericolo che si aggiunge… Però in campo passa tutto in secondo piano: mezzo stadio è per la Fiorentina, mezzo per l’Olympiakos. Giocano nella loro città, ma non cambia nulla. Buon per loro che non hanno viaggiato e si sono trovati senza dover preparare situazioni in anticipo e potendo lavorare a casa. Però scendi in campo ed è 50-50. Mettiamo tutto da parte e pensiamo a noi stessi, dando tutto ciò che abbiamo».

Il tecnico viola ha poi parlato delle condizioni attuali di Dodô, un recupero importante sullaa fascia destra: «Da quando Dodô è rientrato non ci aspettavamo di trovarlo in questa condizione. Già così pronto a prestazioni di alto livello… È sempre sceso in campo andando forte: all’inizio abbiamo provato a gestirlo, ma quando è tornato al 100% si è espresso ai suoi livelli. Sta bene: al ritorno col Bruges ha disputato una grande gara e per noi è un’arma in più. Lì poi abbiamo anche Kayode e Faraoni: a destra siamo messi bene».

Conferenza stampa Olympiakos-Fiorentina, Italiano: «Sono diverso da quando sono arrivato a Firenze»

La finale di domani, sarà, per Italiano, la chiusura di un cerchio: «Se ho rimpianti per come sono andate gli ultimi 3 campionati di Serie A? Neanche ci pensavo al campionato… Però, vuoi o non vuoi, il percorso in Europa qualcosa ti toglie. Cerchiamo di ruotare tutti e avere gente fresca, di fare rotazioni, ma qualcosina ti toglie. Quella concentrazione avuta in Europa ogni tanto ci è mancata. Però alla fine secondo me non abbiamo fatto così male in Serie A: con un settimo posto e 2 volte ottavi, arrivando sempre in Europa. Tutti volevamo di più e non ci siamo riusciti, ma una doppia finale europea rimane motivo di grandissima soddisfazione. In coppa abbiamo trovato strategie diverse, specie sulla seconda gara, per fare le partite che volevamo. Questo ci ha permesso di arrivare alle due finali. Per me tra Serie A, Conference e Coppa Italia, aggiungendo anche la Supercoppa, il nostro cammino è più che positivo. Quando sono arrivato a Firenze pensare di presentarmi per 2 anni consecutivi di fronte a una platea del genere non era neanche nell’anticamera del mio cervello, così come arrivare a giocarsi tutte queste finali con il gruppo. Domani abbiamo la possibilità di raggiungere questa gioia che rincorriamo da tempo.

È normale che sia diverso da quando sono arrivato a Firenze. Il mio sogno era raggiungere l’Europa con la Fiorentina e ci sono riuscito. Il mio bagaglio di conoscenze è cresciuto notevolmente. Coi ragazzi abbiamo modificato tante cose in campo e ho scoperto aspetti nuovi: non mi sono fatto mancare niente in questi 3 anni, tra traguardi collettivi e aspetti tattici. Sono diverso dal 2021 e di questo ne sono contento, ma lo sapevo. Quando hai a disposizione calciatori di questo livello, devi metterti a disposizione e sai già che qualcosina dovrà essere modificato. Secondo me in questi anni è stato fatto un gran lavoro, ma dal momento in cui siamo di nuovo qui, domani dobbiamo cercare di aggiungere qualcosa a questo percorso ottimo, pieno di record, soddisfazioni, semifinali e finali. Nessuno sa quale sarà il futuro in termini di presenze in altre finali, soprattutto europee, quindi domani facciamo di tutto per aggiungere la ciliegina. Mi sono concentrato qualche notte a sognare i ragazzi che alzano il trofeo, ma non ci sono mai riuscito: significa che o è la realtà o sarà un sogno. Per il resto non ci ho mai pensato… Riguardo al futuro, davvero, il telefono spesso è spento o spesso in silenzioso e non mi interessa ascoltare niente. Il calcio è strano e certezze ne dà zero: pensiamo alla partita poi si valuterà tutto, può accadere qualsiasi cosa. Sono giovane, ancora, uno degli allenatori più bravi di Italia ha smesso a 72 anni (Ranieri, ndr) io ne ho ancora 46».

«Il Presidente Commisso è carico come sempre»

L’allenatore della Fiorentina ha concluso la conferenza parlando della possibilità di far qualificare 9 squadre italiane a competizioni europee la prossima stagione e del rapporto fra Commisso e la squadra: «Abbiamo la “responsabilità” in più di poter regalare 9 squadre in Europa all’Italia la prossima stagione: sarebbe spettacolare. Da quando seguo il calcio non è mai successo… Possiamo dare questa gioia al Torino e cercheremo, oltre che per noi e la Fiorentina, di andare forte per permetterlo. Giocare queste partite è sempre bello, me ne sono accorto: cercheremo di far felici gli amici di Torino.

Il presidente Commisso è carico come sempre, non è come me che soffro i viaggi in aereo: si fa 16-17 ore e arriva carico, sereno e sorridente. È sempre un piacere vedere lui e la moglie, oggi appena arrivato ha fatto il discorso alla squadra. Trasmette la fiducia che serve per questi impegni così difficili e non devo aggiungere il fatto che domani in campo qualche goccia di sudore va buttata per lui, per la sua famiglia, per Joe Barone e la famiglia di Joe. Per quanto vissuto negli ultimi mesi: questa tragedia non ce la meritavamo, il Presidente e la Fiorentina non meritavano momenti tanto brutti come perdere un amico. Nello spogliatoio ci sono già le immagini di Joe e del Presidente».

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