Conferenza stampa Roma-Hellas Verona, De Rossi: “La Roma non si rifiuta”

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La prima conferenza stampa di Daniele De Rossi come nuovo allenatore della Roma arriva alla vigilia del match contro l’Hellas Verona. Una partita importante non solo per l’esordio del neoallenatore, ma anche per la classifica. Queste le parole dell’ex centrocampista azzurro nella conferenza stampa di oggi. 

Roma-Hellas Verona, De Rossi in conferenza stampa: «Sei mesi di lavoro con l’obbiettivo Champions League»

Daniele De Rossi parla per la prima volta in conferenza stampa da allenatore della Roma per la partita in casa contro l’Hellas Verona. Il nuovo arrivato, anche se l’ambiente lo conosce troppo bene, ha risposto in conferenza stampa parlando di questa nuova avventura e di questa chiamata inaspettata. 

Sui primi allenamenti con la squadra il tecnico ha parlato così del gruppo che ha ritrovato: “Quando cambi allenatore i giocatori vanno a tremila, quindi i primi allenamenti ti possono dare poche risposte e quindi bisognerà vedere chi manterrà il ritmo. Si allenano e duemila, hanno voglia di apprendere e sono contento. Ora faremo con calma, ma sembrano delle spugne nell’apprendere ciò che voglio portare in questi pochi mesi“. 

Ha affermato di essere stato al telefono con Francesco Totti dopo l’annuncio dell’incarico: “Ci siamo sentiti e mi ha fatto l’in bocca al lupo. Era stupito, come me. Abbiamo promesso di vederci appena tornerà dalla Cina. Passeremo un po’ di tempo insieme perché ci fa piacere“. 

L’obbiettivo principale è il quarto posto, ma strizza l’occhio anche per una possibile permanenza: “Sarei contento se fossimo tra le prime quattro, un lavoro e un obbiettivo non facile, ma possibile. Quando cambi allenatore ci sono i problemi, un anno fa ne ho avuto la prova. Succede così, non è raro. devo cercare di partire da 0, anzi da 0-0 come le partite. In pochi giorni non puoi fare tutto, ma sono fortunato che le partite le ho viste da tifoso. È la squadra che ho visto giocare di più, quindi un po’ di tempo per accorciare lo studio lo avremo“. 

Sul suo arrivo forse un po’ prematuro e senza risultati De Rossi risponde: “Era il momento giusto per rifiutare? Ti faccio la domanda scherzosa. la Roma per me non si rifiuta. Pirlo per esempio non ha rifiutato la Juve. Non è solo tornare alla Roma per nostalgia del passato; conosco i valori della squadra e non è mediocre. Non vado a fare brutte figure, penso che siano forti. Dobbiamo lavorare per risollevarci“. 

Sull’idea di calcio che vuole adattare a questa Roma, De Rossi spiega: “Il mio calcio? È un’espressione sbagliata, perché il calcio non è mio o di altri. L’ho sentita anche da allenatori che io stimo molto, ma la cosa mi fa rabbrividire. Guardiola e altri ci hanno fatto vedere qualcosa di nuovo, penso anche a De Zerbi o Conte. Gli allenatori, quando sono bravi, lo vedi da come gestiscono le squadre. La nostra squadra sarà riconoscibile, se sapranno organizzarsi e ne sarò contento“.

Su una possibile permanenza in giallorosso oltre i sei mesi previsti da questo contratto: “I presidenti Dan e Ryan sono stati chiari sulla durata della permanenza sulla panchina. Ho detto di mettere la cifra che volevano, anche sul bonus della Champions. È una cosa che devo a questa società. È un semplice contratto di sei, ho chiesto solo di trattarmi da allenatore, nemmeno da bandiera perché non devo fare giri di campo con Romolo o i bambini, detto francamente. Erano d’accordo e sanno che da quando è arrivata la chiamata io me la giocherò per rimanere. Loro sono anche entusiasti di questo, me la giocherò perchè sarebbe un sogno“.

Sul dilemma difesa a tre o a quattro De Rossi ha già la risposta pronta: “Io inizio a innamorarmi di questo lavoro con Spalletti e poi con Luis Enrique. Questi allenatori che riescono a portare giocatori in fase offensiva in grande quantità numerica li adoro. Difendono a 4 e mi hanno permesso di giocare le mie migliori stagioni. Questa squadra da molti anni difende a tre, ed è stata costruita per giocare a tre. Abbiamo provato entrambe e potremmo magari provare a costruire in un modo e difendere in un altro. Non sono meccanismi ben studiati, ma potrebbero entrare in poco tempo. Non tolgo l’opportunità di cambiare modulo durante la partita o durante la stagione“. 

De Rossi di carattere ha affermato di non sentirsi una scelta di rimpiazzo o per calmare l’ambiente: “Non ho bisogno di stimoli e non mi destabilizza. La scelta calmante è un po’ brutto come definirla. Un dirigente quando fa una scelta del genere prende in considerazione tanti fattori. Pensate che ci sono anche tanti altri allenatori liberi sulla piazza. Penso che i tifosi siano una parte importante, hanno permesso di aiutare la squadra. Non sono stupido, probabilmente è una scena ponderata per valori di leadership e di ambiente, non per i risultati che ho avuto con la SPAL. Per me, ripeto, è una grande opportunità“. 

Sull’arrivo a stagione in corso: “Non ci si aspetta che mandino via un allenatore titolato per prendere te. Non mi hanno forzato. Mi aspettavo un processo graduale, ma ci sono molti esempi prima di me. Penso Palladino, che si sta dimostrando un bravo allenatore, ed era entrato ad interim. Non si toglie quel rapporto di confidenza e non è mia intenzione toglierlo. Ci si può rispettare anche senza far finta. Non devo far finta di non voler bene a gente come Pellegrini o altri con cui ho giocato. Io non devo fingere, devo allenare. Loro mi seguono e sembrano gradire“.

Sull’ex ct giallorosso Mourinho: “Gli ho mandato un messaggio, non di circostanza. Lui è stato uno dei primi che ho sentito quando ho allenato la SPAL. Sarebbe una cosa da chiedere a lui, lo rispetto e non mi posso interessare di questo. Io in questi quattro giorni ho dovuto parlare di altro, ma devo e adesso voglio solo pensare al calcio“. 

Sui quali problemi nella rosa stiano complicando la stagione, De Rossi si espone così: “Sì, qualche problema lo notavo vedendo le partite. Non penso che giocasse male, ma dava noia questo saliscendi di risultati. Con Atalanta e Napoli non aveva giocato male, anzi era anche abbastanza piaciuta. Non ha grandi problemi, ma sono i rendimenti poco continui. Non vengo a dirlo in conferenza. Io ero consapevole del valore di questa squadra e dal vivo lo noti. Quando hai la possibilità di allenarli rimani colpito. Non conoscevo Pisilli ed è un giocatore che ha delle grandi qualità, anche se calcisticamente non è maturo“. 

Sull’avversario di questo sabato, l’Hellas Verona, De Rossi richiama l’attenzione dei suoi: “Mille cose, il Verona stesso a prescindere non è da sottovalutare. È solido in difesa. Stimo molto dell’allenatore, anche come persona, perché ha saputo mantenere l’equilibrio anche quando si parlava di altro. ha giocatori di grande fisicità, riconoscibili. L’emozione dell’esordio non ci deve far fare brutti scherzi, soprattutto a me, ma sono abbastanza tranquillo. Dobbiamo essere caldi e vincere la gente che ci viene a vedere“. 

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