Conferenza stampa Roma-Inter, De Rossi: “Servirà coraggio”

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L’Olimpico sta fremendo ed è pronto a trasformarsi in un’arena per ospitare Roma-Inter, di cui De Rossi ha parlato in conferenza ricordando anche la vecchia rivalità. Il tecnico giallorosso è pronto ad affrontare questa sfida per capire il livello della squadra contro sicuramente la più forte del campionato. Dopo la vittoria di Cagliari è vietato sbagliare e tre punti con la prima della classe possono valere tanto a livello mentale. 

Roma-Inter, De Rossi in conferenza stampa: “Pensiamo prima all’Inter e poi al Feyenoord”

Roma e Inter tornano ad affrontarsi in questa giornata di campionato e c’è ambizione da parte di De Rossi, che in conferenza stampa ha parlato della sfida. Affrontare la prima in classifica per aspirare a qualcosa di grande e svoltare la stagione. Un momento positivo per i capitolini che – dopo l’esonero di Mourinho e l’approdo dell’ex capitano – sembrano aver ritrovato entusiasmo. Queste le dichiarazioni del tecnico alla vigilia del big match di sabato. 

Per il tecnico giallorosso ci sono degli elementi che serviranno per battere l’Inter: “Il coraggio di giocatori forti. Intelligenza e conoscenza di chi andiamo ad affrontare. Ogni squadra è battibile, così come anche l’Inter, e penso che siamo d’accordo tutti sul fatto che sia la più forte del campionato attualmente. Si alza il livello, cambia l’approccio alla gara, contro una squadra che ha dominio del gioco, ma consapevoli di poterli anche mettere in difficoltà“. 

Sulla polemica per la sua assenza al funerale di Giacomo Losi: “Io parlo della parte mia. Io non ho chiesto data e ora o luogo. Mi sono distratto e ho commesso un grave errore, di cui non è tanto questione di pentirsi, perché non è un errore in malafede. Mi dispiace non averlo potuto salutare come si deve, non è questione di protocollo o di organizzazione”.

Ha poi continuato: “Io so che rapporto c’era tra me e lui, suo figlio è molto simile a lui e anche la sua risposta me l’ha fatto capire. Sa benissimo che rapporto c’era, mi dispiace. È una distrazione grave, perché c’era un rapporto umano. Io l’ho scoperto solo tramite social, Roberto con me è stato meraviglioso e gli ho spiegato tutto. Stavolta sono stato disattento, ho chiesto scusa e penso che la questione si chiuda qui“. 

Su come Lukaku dovrà provare ad affrontare questa sfida da ex: “Guarda io cerco di scindere l’aspetto emotivo da quello calcistico, perché poi devo parlare al cuore, alla testa e allo stesso giocatore. A me basterebbe la stessa prestazione che ha fatto contro il Cagliari. Sarebbe difficile contro un avversario forte, ma ciò che ho visto contro il Cagliari mi è piaciuto. Ha dato una mano alla squadra, ha fatto salire la loro difesa e permesso di arrivare in area a colpirli. Per il resto è un ragazzo che saprà gestirla, spesso in questi casi fai buone partite oppure partite meno belle, ma non credo dipenda dal fatto di giocare contro l’Inter“. 

De Rossi evita di parlare della partita di San Siro: “No, la casualità non esiste. Ci credo poco in questa cosa. Commentiamo una partita in cui non c’ero, che ho visto solo da tifoso. I numeri parlano. Vediamo come va domani e faremo una nostra analisi. Sappiamo che ci sono dei livelli in campo che parlano. Inter, Milan, adesso anche la Juve sono parecchio forti. Io devo dare inizio a un percorso, dobbiamo tornare al loro livello”.

Su eventuali problemi di mentalità: “Parliamo di una squadra in cui c’è gente: che ha giocato con squadre importanti, chi ha vinto o fatto bene con la propria nazionale; quindi ci sono elementi che hanno tanta esperienza e che possono dare molto. Sarebbe offensivo parlare di problema di testa. Noi cercheremo di vincere, ma non credo sia un problema di testa, sennò non avrebbero fatto la carriera che hanno fatto“.

Sulla vecchia rivalità tra Inter-Roma si vola nei ricordi di campionati passati: “Ci sono stati tanti in anni in cui era diventata una questione a due il campionato, la Coppa Italia e la Supercoppa. Hanno quasi vinto sempre loro. Una sfida calda, ma c’è sempre stato rispetto tra giocatori. Tutt’ora. Mi dispiace che non potrò andare a San Siro, ma sarà bello incontrare gente con cui ho passato dei momenti in nazionale. Il nostro obbiettivo è tornare a giocare a grandi livello, senza grande distacco“. 

Roma-Inter, De Rossi in conferenza stampa: “Fondamentale il rientro di Sanches e Smalling”

Sugli infortunati: “Sanches è fondamentale come tutti. Si stanno rimpicciolendo le distanze fisiche, si allenano, fanno il supplemento. La testa e l’atteggiamento stanno tornando. Saranno importanti lui e Smalling, ne sono certo, perché quello che vedo mi piace“.

Sugli esterni di destra: “El Shaarawy ha uno dei compiti difficili. Lo conosco da tanti anni, si sta evolvendo. È un giocatore vero, può cambiare le partite e mi piace molto. Zalewski ha giocato bene e può giocare in alto a destra. A Nikola ci tengo tanto e sono contento di avere loro due. Ogni partita mi aspetto molto da loro“.

Sempre sull’Inter la condizione mentale della squadra è questa: “C’è rispetto, ma anche spocchia, perché siamo in casa, siamo la Roma e se porti troppo rispetto si trasforma in paura. Ci saranno momenti in cui soffrire, ma servirà consapevolezza. Un ragionamento maturo, ma non devono essere sessanta minuti di sofferenza. Noi possiamo vincere, nel lungo termine stiamo dimostrando di non poter tenere il loro passo. Però in partita secca, vedremo

In vista dell’Europa League: “No, ci possono essere cambiamenti, ma adesso siamo concentrati sull’Inter. Poi ci concentreremo sul Feyenoord. Io domani metterò la formazione che ritengo migliore o adatta per battere l’Inter. È inutile parlare di chi gioca o meno“. 

Ranieri dopo Roma-Cagliari ha parlato di De Rossi come un predestinato come allenatore e non è stato l’unico. Il tecnico ne parla così: “Non lo so, perchè li ho letti anche anni fa, poi mi hanno mandato via dalla SPAL. Pochi hanno deciso di prendere me, o le porte sono rimaste chiuse. I predestinati non esistono; ho grande passione e mi sono trovato nella mia squadra del cuore. È una casualità, un segnale importante e mi permette di vedere una nuova parte del calcio. Qui il livello è difficile, non penso alle etichette, mi godo quest’avventura finché durerà“. 

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