Conferenza stampa Sarri: “Higuain non ci sarà, mi girano quando…”

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Domani sera ore 21 andrà in scena allo stadio Olimpico di Roma la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus. Maurizio Sarri, intorno alle 13.30, ha tenuto una conferenza stampa per presentare il delicato match, scopriamo tutte le dichiarazioni rilasciate dal tecnico bianconero.

Conferenza stampa Sarri: le dichiarazioni del tecnico bianconero

Non solo spunti sulla formazione nelle parole di Sarri, ma anche qualche intervento che alimenta un clima prepartita già teso.

Alla luce della sfida col Milan, che partita si aspetta domani?

“Dal punto di vista dell’intensità non è che può cambiare molto in cinque giorni. È una partita particolare, difficilissima ed è complicata anche l’interpretazione dal punto di vista fisico. Ma fa parte dell’anormalità della gare di questo periodo”.

Che Napoli si aspetta dal punto di vista tattico? E che gara ha visto con l’Inter?

“Ho visto volontà di andare inizialmente a prendere alti gli avversari e poi ha cercato di aspettarli più bassi. Vediamo che tipo di atteggiamento avranno domani, sono difficili da affrontare perché sono solidi quando si chiudono e veloci quando ripartono. Sanno esprimersi su alti livelli in certe partite”.

È inverosimile pensare a Dybala punta domani?

“Non è che con l’altra soluzione abbiamo grandi punti di riferimento. Le posizioni sono perlopiù dal punto di vista difensivo, poi offensivamente i ragazzi sono liberi. In questo momento non avendo una prima punta non possiamo interpretare il ruolo da attaccante centrale tipico. Stiamo provando sia Ronaldo che Dybala, domani vedremo ma non è detto che il modo in cui partiamo sarà lo stesso con cui finiamo”.

Qual è il suo stato d’animo? Potrebbe arrivare il primo trofeo in Italia proprio contro il Napoli, è emozionato?

“Mi girano leggermente i coglioni quando dicono che in Italia non abbia vinto niente. Ho fatto 8 promozioni da una categoria all’altra e le ho fatte tutte sul campo. Non ho saltato una categoria. È un percorso difficile, sono contento di quello che ho fatto. Il sentimento prevalente è quello di aiutare i ragazzi a vincere un trofeo, di vincere per la società e per i tifosi. Non ho retropensieri su avversari o altre cose. Sono proiettato su di noi”.

Questa è la finale che avrebbe sognato?

“No è la finale che avrei voluto perché sono in finale. Del resto non me ne importa niente, nemmeno del Napoli. Sono concentrato solo su di noi e spero con la giusta determinazione e cattiveria che mi sembra di avere”.

La prestazione opaca di Ronaldo contro il Milan da cosa è dovuta?

“Penso che lui abbia fatto come il resto della squadra. Bene per i primi 30 minuti poi si è un po’ affievolito, ma credo faccia parte del momento e della condizione fisica. Il ragazzo è stato generoso, a livello quantitativo ha fatto una buona prestazione gli manca un po’ a livello qualitativo ma penso che riguardi tutti. Il talento è cristallino non credo cambi qualcosa se gioca 5 metri più avanti o più indietro”.

Cosa dirà ai suoi ragazzi per spronarli?

“Che abbiamo giocato 7 mesi, poi 3 mesi di lockdown, per arrivare a disputare queste partite. Quindi è il momento di tirare fuori tutto quello che abbiamo. Giochiamo tutta la stagione per arrivare in questa fase in corsa per tutto. Ci siamo, quindi è già un merito. Pero dobbiamo trovare qualcosa in più per vincere più trofei che possiamo”.

In questo periodo hai lavorato su qualcosa in particolare? Pensi di aver risolto i difetti che c’erano?

“In stagione al di là di qualche partita sbagliata il percorso è stato buono. I risultati per un allentare al primo anno di Juventus sono i migliori degli ultimi 50 anni anche se nessuno se lo ricorda. Bisogna anche essere soddisfatti, poi lavorando in un’ambiente in cui la vittoria è diventata quasi un’abitudine diventa più difficile. Però bisogna sempre ricordarsi che la vittoria è un evento eccezionale. Ora vogliamo trasformare questo percorso in qualcosa di concreto. Non c’è possibilità di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico, non abbiamo fatto 100 allenamenti collettivi. In più da qui in avanti non ci sarà più occasione di lavorare dato il calendario. Dal punto di vista mentale abbiamo passato un periodo difficile. Sono quei periodi inaspettati dalla vita in cui ti trovi davanti a qualcosa di mostruoso e inatteso: non ne esci come prima. Hai la possibilità di diventare migliore o di uscirne peggiore. Io ho trovato ragazzi migliori, più aperti, più sorridenti, più disposti al dialogo. Ho fatto anche io un percorso perché mi sono accorto di essere molto più paziente con loro. Credo sia dovuto al percorso fatto negli ultimi mesi”.

C’è qualcosa di diverso che hai riscontrato rispetto al calcio che conosciamo?

“Con il Milan abbiamo fatto una prima mezz’ora con aggressività rara. Avevamo l’80% di supremazia territoriale in parità numerica. La partita poi è stata influenzata da mille altri fattori che hanno condizionato la nostra prestazione. Gli avversari non ci hanno attaccato come pensavamo”.

Higuain può essere recuperato?

“Vediamo… Penso di no, fino a ieri ha fatto lavoro completamente differenziato. Aspettiamo i verdetti per oggi ma non penso ci siano novità. Abbiamo avuto il rientro di Ramsey per 20 minuti coi compagni, ma ieri era il primo giorno. Vediamo se c’è disponibilità per un piccolo spezzone di partita, dipenderà dalla discussione di stasera col ragazzo e con i medici”.

Cos’è rimasto dalla partita di Napoli di campionato?

“Da Napoli sono rimaste brutte sensazioni, abbiamo fatto una brutta partita con errori che con una squadra di palleggiatori come la loro non possiamo commettere. Ci siamo allungati e allargati, senza compattezza e concedendo contropiedi troppo facili. Abbiamo preso gol da una ripartenza nostra. Sotto la linea della palla non eravamo messi nella maniera giusta. A questo tipo di squadre non si può concedere”.

Che effetto le fa vedere Mertens nella storia del Napoli per numero di gol visto che l’ha inventato lei come punta?

“Mertens è un grande giocatore, era chiaro che sarebbe arrivato a questo obiettivo. Prima lo aveva Hamsik, ed entrambi sono giocatori entrati di diritto nella storia del Napoli. Mertens ha avuto la capacità di trasformarsi in un giocatore diverso rispetto a prima ed è esploso definitivamente con le qualità che ha”.

Si aspettava questa conferma di Gattuso? E le piace come persona?

“È una persona che mi piace molto, è schietto e solitamente parla bello diretto. Viste le mie caratteristiche mentali mi piace parecchio. Non sono sorpreso di quello che sta facendo, secondo me aveva fatto bene anche al Milan”.

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