Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

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Basta una rete di Dimarco dopo un quarto d’ora per decidere il ritorno della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Juventus, di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. I nerazzurri approdano così in finale, la seconda consecutiva. La squadra di Inzaghi gioca una partita perfetta nella sua essenzialità e semplicità. Fase difensiva imperforabile, primo tempo dominato e legittimato dal vantaggio, con ripresa di contenimento degli attacchi bianconeri senza troppi affanni. Ennesima sconfitta, invece, per gli uomini di Allegri, sempre più in difficoltà fisica e, soprattutto, senza certezze tattiche e leadership tecnica.

Andiamo a capire quali sono i fattori che hanno portato al successo dell’Inter sulla Juventus evidenziando gli elementi più importanti sotto il profilo dell’analisi tattica. Prima, però, diamo uno sguardo alle scelte di formazione dei due allenatori.

Nerazzurri in campo col consolidato 3-5-2. Tra i pali c’è Onana, protetto dal terzetto difensivo tutto italiano composto dal centrale Acerbi e dai braccetti Bastoni e Darmian. Sugli esterni agiscono Dumfries e Dimarco, mentre in mezzo al campo comandano Barella, Çalhanoğlu e Mhkitaryan. Davanti, c’è Lautaro a far coppia con Džeko.

I bianconeri rispondono col 3-5-1-1 con consueta dose di sorprese. In porta Perin, retroguardia che ritrova Bonucci in mezzo dal primo minuto, affiancato da Bremer e Alex Sandro. A centrocampo ancora confermato il trio con Locatelli in cabina di regia e Rabiot e Miretti da mezz’ali. I quinti sono De Sciglio e Kostić. Il reparto avanzato è invece affidato a Di Maria e Chiesa, in versione falso centravanti.

Analisi tattica Inter-Juventus: bianconeri alla ricerca della quadra

Sicuramente, l’aspetto più interessante all’inizio di questa analisi tattica di Inter-Juventus riguarda proprio la posizione dell’ex viola come riferimento più avanzato degli uomini di Allegri. Chiesa ha già ricoperto una volta questa mansione in bianconero e anche con ottimi risultati. Settembre 2021, fase a gironi della Champions League, Juventus-Chelsea 1-0 con gol proprio del figlio di Enrico. Stavolta, però, la musica è totalmente diversa e il numero 7 soffre in un contesto di grande confusione che caratterizza tutta la prima frazione della Vecchia Signora.

Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

Come detto poc’anzi, quello juventino è un 3-5-1-1, che cambia i connotati dopo pochissimi minuti. Determinante in questo senso è l’ottimo approccio dell’Inter. La squadra di Inzaghi parte subito con un pressing alto e forte. Locatelli viene schermato dai due attaccanti, salvo essere preso in seconda battuta da Çalhanoğlu quando le punte salgono sui difensori. Senza la propria primaria fonte di gioco e impossibilitati a giocar lungo per l’assenza di una punta di peso, l’unica via per uscire è affidarsi a Di Maria. La grande densità in mezzo al campo costringe il Fideo ad andare a ricevere palla molto aperto sulla destra, in quello che a tutti gli effetti diviene un 5-4-1, sia in fase di possesso che non.

Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

Dopo i primi difficili 10 minuti, la Vecchia Signora prova a rispondere all’Inter con la stessa moneta, ovvero un pressing più alto con riferimenti precisi. Le mezz’ali escono sui braccetti, Chiesa va su Acerbi, mentre Di Maria prende in consegna il play turco. Alex Sandro si apre per costituire una difesa a 4, alzando così la posizione di Kostić.

A differenza dei bianconeri, però, i nerazzurri possono contare su un’arma molto efficace per vanificare la mossa degli ospiti. Vediamola nel prossimo step della nostra analisi tattica di Inter-Juventus.

Analisi tattica Inter-Juventus: il facile dominio dei padroni di casa

La prima sostanziale differenza tra le due squadre riguarda l’atteggiamento. L’Inter è tonica e decisa, soprattutto coi suoi centrocampisti. La Juventus, invece, è molto passiva e sottotono. Questo gap sarà evidente nell’occasione del gol vittoria dei nerazzurri, ma lo vedremo tra poco.

Contro il pressing degli ospiti, i padroni di casa possono appoggiarsi a Džeko con la palla lunga. Nel corso di tutto il primo tempo, l’attaccante bosniaco vince tutti i duelli aerei. Non solo, ma riesce anche a gestire efficacemente il pallone, permettendo così ai suoi di salire e predisporsi per la transizione offensiva. Ad accompagnare subito l’azione sono gli esterni. A destra, Dumfries sfrutta la posizione di Kostić (che esce alto su Darmian) per ritrovarsi in uno contro uno con Alex Sandro. Il brasiliano, dalle cui parti gravita anche Barella, è sempre preso in mezzo tra i due e fatica a uscire con i tempi giusti per contrastare le loro trame. 

Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

A sinistra, invece, Dimarco beneficia della scarsa attitudine difensiva del Fideo, che pur ritrovandosi largo, non segue quasi mai l’ex Parma. Questi ha così modo di tagliare anche dentro al campo in assoluta libertà. Ed è esattamente quanto accade al minuto 15. Azione tutta in verticale con Calhanoglu che serve Barella, il quale a sua volta trova l’imbucata dentro l’area per il laterale sinistro, che batte Perin con un preciso tocco di esterno. È sorprendente, ma allo stesso tempo anche grave, che il tutto avvenga con la difesa degli ospiti schierata e rinsaldata dalle due linee strette. La Juventus difende di posizione, ma in maniera passiva, come dicevamo poc’anzi. I giocatori nerazzurri possono sempre disporre di tempo e spazio per ricevere e ragionare.

Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

Subito il colpo, i bianconeri accennano qualche sprazzo di reazione. Chiesa cerca spazio sulla sinistra, a caccia di palloni giocabili. Centralmente, i tre centrocampisti dei padroni di casa non concedono alcun varco, andando sempre anche a raddoppiare esternamente. Senza un rifermento, i palloni nell’area nerazzurra sono sempre facile preda della difesa. Non basta nemmeno alzare la posizione di Alex Sandro da mediano aggiunto, consentendo così anche a Locatelli di avanzare, per sopperire al vuoto che c’è al centro dell’attacco.

Secondo tempo: la Juventus prova a spingere di più, ma l’Inter tiene senza arrancare

È proprio per cercare di risolvere questo annoso problema che la mossa tattica che inaugura l’analisi della seconda frazione di Inter-Juventus vede l’ingresso di Milik al posto di Kostić. L’intenzione è ovviamente quella di svoltare e di assalire la metà campo avversaria. Gli ospiti si sistemano con un 4-3-3 con Chiesa e Di Maria larghi. Anche se a tratti ha le tinte di un 4-2-3-1, dato che, in fase di non possesso, Miretti si alza per andare in marcatura a uomo su Calhanoglu. 

La presenza del polacco consente alla squadra di appoggiarsi su di lui, sfruttandone i movimenti a venire incontro. Tuttavia, l’impossibilità di trovare spazi centralmente e la costante marcatura sugli esterni da parte di Dumfries e Dimarco sulle due ali costringono i bianconeri a ripiegare insistentemente e con pochi risultati apprezzabili alla palla addosso al neoentrato.

Per forza di cose, gli ospiti si sbilanciano, portando su anche gli esterni bassi e lasciando di conseguenza Bonucci e Bremer nel due contro due con Džeko e Lautaro. Ancora una volta, le due punte hanno quasi sempre la meglio in tutti i duelli, per questo Alex Sandro deve spesso accantonare l’idea di salire per dare una mano ai compagni.

Poco dopo l’ora di gioco, Allegri si gioca un altro cambio. Dentro Paredes, fuori Locatelli. Tatticamente non cambia nulla, con l’argentino chiamato a dare un’ulteriore protezione ai due centrali. Il terzino brasiliano può tornare ad accompagnare l’azione, ma deve guardarsi dalle sgroppate di Dumfries in ripartenza.

Coppa Italia, Inter-Juventus (1-0): analisi tattica e considerazioni

La manovra bianconera rimane comunque lenta, ingolfata da innumerevoli passaggi orizzontali e con scarsa qualità nei rifornimenti in area.

Analisi tattica Inter-Juventus: una girandola di cambi che non altera la situazione in campo

Inzaghi attende invece il minuto 68 per effettuare le prime sostituzioni. Entrano Lukaku e Brozović per Džeko e Barella. Anche in questo frangente, non c’è nessuna variazione eclatante dal punto di vista dell’analisi tattica di Inter-Juventus, eccezion fatta per Çalhanoğlu che torna a fare la mezz’ala, mentre la cabina di regia è assunta naturalmente dal croato. Tra i bianconeri, invece, c’è spazio per Danilo in luogo di Bonucci. 

Una decina esatta di minuti dopo, i padroni di casa finiscono di rinnovare il proprio reparto offensivo con Correa che prende il posto di Lautaro. In contemporanea anche l’ingresso di Gosens per Dimarco. Proprio la freschezza del tedesco viene sfruttata per le ripartenze nerazzurre sugli errori nella gestione del pallone da parte di una Juventus in confusione tecnica e molto sbilanciata in avanti.

Le ultime due mosse degli allenatori, tra il 79° e l’82°, riguardano invece il centrocampo. Pogba rileva Miretti e ne assume anche il ruolo di trequartista. Gagliardini dà invece riposo al turco. I nuovi entrati per la Juventus non riescono ad apportare quella vivacità e quell’energia necessarie per concretizzare gli ultimi assalti. L’Inter si difende senza affanni e può godersi una meritata finale.

Analisi tattica Inter-Juventus: le considerazioni finali

I nerazzurri raggiungono un altro importante traguardo della loro stagione e dimostrano di essere fuori dal periodo cupo iniziato a metà marzo. La squadra di Inzaghi gioca con grande maturità, ottenendo il successo col minimo sforzo, ma dimostrando comunque per tutti i 90 minuti un dominio sia tecnico che emotivo. Una partita tatticamente perfetta, in cui non viene concesso nulla alla Juventus, eccezion fatta per sporadici e velleitari tentativi che non spaventano minimamente Onana. Centralmente, sia la difesa che il centrocampo non lasciano varchi, grazie ad un dispendioso, ma efficace lavoro di coperture e marcature. Idem dicasi sugli esterni, dove Di Maria e Chiesa non riescono ad incidere. Insomma, nel mese culminante della stagione, l’Inter dimostra di essere pronta per a lottare fino in fondo.

Discorso diametralmente opposto per la Juventus. I bianconeri collezionano al “Meazza” la quarta sconfitta consecutiva su suolo italiano. Il successo manca da 5 turni, considerando anche il pari indolore nella sfida di ritorno di Europa League con lo Sporting. Lontano da Torino, poi, l’ultima gioia risale proprio al match di campionato contro i nerazzurri di più di un mese fa. In questo periodo, la squadra ha perso tutte le proprie certezze. Anche l’ultimo caposaldo allegriano, il 3-5-2, sembra aver ceduto, tant’è vero che sistematicamente cambia modulo in corso d’opera, anche senza dover ricorrere agli innesti dalla panchina. Oltre alla deriva tattica, si aggiunge anche la carenza di una leadership tecnica. Kostić è (comprensibilmente) in una fase di calo fisico, mentre Di Maria non può sempre levare le castagne dal fuoco con così tanti impegni ravvicinati. Nel momento clou dell’anno, la Vecchia Signora arriva stanca e con un mare di perplessità.

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