Coppa Italia, Juventus-Salernitana (6-1): analisi tattica e considerazioni

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La Juventus comincia al massimo il suo 2024 strapazzando la Salernitana nella sfida valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia e della quale andremo a breve a svolgere l’analisi tattica. Eppure, la partita dei bianconeri parte malissimo e ad handicap. Dopo appena un minuto, un passaggio suicida di Gatti mette Ikwuemesi davanti alla porta: il nigeriano rimane freddo e batte Perin per il vantaggio granata. Dopo qualche momento di assestamento per riprendersi da questa doccia gelida, la squadra di Allegri comincia a carburare e, trascinata da Chiesa, chiude il primo tempo davanti grazie a Miretti, che firma il pari al 12′, e a Cambiaso, in gol al 35′. Nella ripresa, Inzaghi va alla continua ricerca di rattoppi, senza però trovare la quadra, mentre la Vecchia Signora dilaga. Al minuto 54, Rugani sugella il risultato, poi dilatato dall’autorete di Bronn e dalle gemme di Yildiz e Weah.

Andiamo a ricostruire questo roboante successo della Juventus sulla Salernitana attraverso la nostra analisi tattica. Non prima, però, di aver dato una rapida occhiata alle formazioni iniziali.

Padroni di casa in campo col consueto 3-5-2, leggermente rimaneggiato. Tra i pali c’è Perin, protetto dalla linea difensiva composta dal centrale Rugani e dai braccetti Danilo e Gatti. A centrocampo, cabina di regia affidata a Locatelli, con Rabiot e Miretti ad affiancarlo. Sugli esterni, invece, agiscono Cambiaso e Iling Jr. In attacco, Chiesa in appoggio a Milik.

Gli ospiti, tra infortuni e altre indisponibilità, partono con un 4-2-3-1. In porta Fiorillo, retroguardia formata da Bronn e Lovato in mezzo e dai terzini Sambia e Daniliuc. Cerniera mediana con Maggiore e Łęgowski a coprire le spalle al tridente Tchaouna-Botheim-Stewart a sostegno della prima punta Ikwuemesi.

Analisi tattica Juventus-Salernitana, il primo tempo: partenza in salita per i bianconeri

La nostra analisi tattica si apre subito col primo episodio saliente del match tra Juventus e Salernitana. La squadra di Allegri approccia un po’ troppo morbida e viene punita dopo 60 secondi. Sulla pressione alta dei campani, Gatti decide inspiegabilmente di giocare palla in orizzontale, sbagliando goffamente il passaggio verso Rugani. Il difensore lucchese viene scavalcato dal pallone, che finisce invece adagiato sul petto di Ikwuemesi, il quale fulmina Perin. Granata avanti.

Gli uomini di Inzaghi, galvanizzati, cercano di approfittare delle disattenzioni bianconere andando in pressing a uomo (in particolare Botheim su Locatelli e duelli in parità numerica in mezzo al campo) e provando a ribaltare velocemente l’azione in contropiede. La reazione della Juventus è graduale e passa solo ed esclusivamente dai piedi di Federico Chiesa. Il numero 7 ha libertà di svariare su tutto l’arco offensivo, ma dopo un inizio in cui riceve pochi palloni giocando vicino a Milik, comincia a prendere una posizione più larga, agendo talora a destra talora a sinistra.

Le sue accelerazioni palla al piede sono l’unica arma a disposizione della squadra di Allegri per riuscire ad avvicinarsi all’area avversaria, ma le scorribande più incisive arrivano dalla parte mancina. Contando sui movimenti di Iling, che gli porta via l’interesse di Tchaouna (che, rimanendo stretto, è quasi sempre in ritardo sull’inglese), può sfidare nell’uno contro uno Daniliuc, facendo valere velocità e abilità nel dribbling. Al minuto 12, in azione personale, mette un gran pallone dentro l’area che trova Cambiaso sul secondo palo. L’ex Genoa è lucido nel fare una sponda all’indietro prontamente raccolta da Miretti, che senza esitare trova di prima battuta il gol del pareggio.

Coppa Italia, Juventus-Salernitana (6-1): analisi tattica e considerazioni

Ristabilita la parità, la Juventus preme sull’acceleratore

Superata la crisi dell’avvio, i padroni di casa cominciano a giocare con molta più fluidità e vigoria. La squadra di Allegri alza il proprio baricentro, tiene la linea difensiva molto alta e si affida ad un pressing deciso per recuperar palla quanto prima. 

L’ago della bilancia offensiva rimane come sempre Chiesa che, dopo aver seminato il panico sulla sinistra, nella seconda metà del tempo comincia ad esplorare anche il binario di destra. Da questa parte, con lui sempre molto largo, c’è Cambiaso ad agire da mezz’ala che attacca lo spazio intermedio, mentre Miretti va a riempire l’area di rigore in sostegno a Milik. Con Gatti a spingere da terzino, ancora una volta la Juventus riesce a liberare il proprio miglior giocatore nell’uno contro uno. A differenza di Daniliuc, però, Sambia soffre la sua velocità e si fa spesso prendere d’infilata alle spalle quando l’ex Fiorentina attacca la profondità.

Coppa Italia, Juventus-Salernitana (6-1): analisi tattica e considerazioni

Al minuto 35, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ovviamente conquistato da Chiesa sulla destra, i padroni di casa si portano davanti. La spizzata a centro area di Danilo trova Cambiaso sul secondo palo: coordinazione perfetta e conclusione che s’insacca alla sinistra di Fiorillo.

Inzaghi cerca soluzioni per arginare l’inferiorità numerica in mezza al campo dovuta al grande movimento senza palla di mezz’ali e non solo per lasciare libertà a Chiesa esternamente. Per questo motivo, l’allenatore piacentino abbassa Botheim sulla linea dei centrocampisti, concedendo di fatto maggiore agio di manovra a Locatelli. Forte del vantaggio e di una Salernitana che si è lasciata azzannare soccombendo in troppi errori tecnici, la squadra di Allegri congela il possesso e chiude la prima frazione senza subire patemi.

Analisi tattica Juventus-Salernitana, il secondo tempo: i bianconeri dilagano mentre Inzaghi sperimenta

Nella ripresa, il copione dell’analisi prosegue lungo due direttrici: la Juventus non si arresta e rincara la dose, mentre la Salernitana esce dalla partita in preda ad una incessante mutazione tattica.

Nei campani entrano Gyomber e Bradarić per Stewart e Maggiore. Inzaghi arrangia un 4-3-3 con Botheim spostato largo a sinistra nel tridente d’attacco e Sambia e Bronn avanzati. Entrambi vanno a completare il trio in mezzo al campo, col secondo ad agire da regista davanti alla difesa. Oltre al sistema di gioco, i granata cambiano anche atteggiamento, prediligendo rimanere bassi e con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. Questa predisposizione rinunciataria lascia campo alla Juventus, che rallenta il ritmo, salvo poi accelerare appena ne ha occasione. Come al minuto 54′, quando, nuovamente sugli sviluppi di una palla inattiva, Chiesa scodella l’ennesimo pallone dentro l’area. Il colpo di testa di Milik viene respinto da Fiorillo, ma Rugani è il primo ad arrivare e a insaccare la rete del 3-1.

Coppa Italia, Juventus-Salernitana (6-1): analisi tattica e considerazioni

Inzaghi risponde al terzo gol subìto con una mossa conservativa. Dentro Simy e Şfaiţ, fuori Botheim e Tchaouna. La Salernitana passa al 3-5-2 (che diventa 5-3-2 in fase di non possesso) con Bronn nuovamente arretrato da braccetto di sinistra e Łęgowski che torna nella posizione di centrocampista centrale. Il rumeno classe 2004, invece, agisce da quinto sulla corsia mancina.

Allegri, dal canto suo, dà inizio ad una serie di staffette per concedere comunque minuti sia ai titolari che ai giovani. Al minuto 65, Yildiz e Weah rilevano Iling e Chiesa. L’americano prende posto a destra, con conseguente spostamento di Cambiaso dall’altra parte. Il gioiellino turco, invece, parte aperto a sinistra per venire poi a convergere

Il ritmo della gara si mantiene ancora basso e la Juventus decide di rifiatare, lasciando per qualche minuto il pallone agli avversari. Quando riesce a recuperare il possesso, però, sfrutta lo sbilanciamento dei campani per colpire in contropiede.

Analisi tattica Juventus-Salernitana: la tempesta finale dopo la quiete

Con la freschezza dei nuovi entrati e una Salernitana che si scopre, attaccando senza convinzione, si aprono lauti spazi che i bianconeri sfruttano appieno. Al minuto 75, Yildiz viene lanciato in porta, ma la sua conclusione è respinta da Fiorillo. Ancora una volta, la ribattuta premia la Vecchia Signora, anche se a mandare il pallone dentro è Bronn, con una sfortunata autorete.

Messa ormai in ghiaccio la partita, l’allenatore livornese fa esordire un altro classe 2005, Nonge. Il belga entra assieme a Vlahović per sostituire Milik e Miretti. Anche nella Salernitana c’è spazio per i giovani, con Borrelli al posto di Łęgowski. A questo giro è Daniliuc a ricoprire il ruolo di regista davanti alla difesa, affiancato da Sambia a sinistra e dal neoentrato a destra.

A rompere la monotonia del finale arrivano due autentiche gemme dalla sponda bianconera. All’88’ è Yildiz a risplendere con una devastante e maestosa azione personale in cui, partendo da sinistra, spezza un raddoppio, converge dentro l’area, salta un altro uomo e spiazza il portiere. Nel recupero, infine, c’è gloria anche per Weah con un siluro dalla distanza che spacca la traversa e rimbalza in porta per il definitivo 6-1.

Coppa Italia, Juventus-Salernitana (6-1): analisi tattica e considerazioni

Juventus-Salernitana, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Juventus-Salernitana con qualche riflessione. I bianconeri inaugurano il nuovo anno esattamente come avevano concluso il vecchio: con una vittoria in casa. Stavolta, però, si sono decisamente superati e da una sbavatura individuale all’inizio sono riusciti a rientrare e dominare la gara grazie al talento dei propri interpreti. Prima con uno straripante Chiesa e con la straordinaria duttilità di Cambiaso, poi con la freschezza e l’esuberanza dei giovani. Risposte importanti da parte del gruppo per Allegri in ottica quarto di finale contro il Frosinone

Per i granata, invece, a parte l’illusione dell’avvio, questa umiliante sconfitta dello Stadium deve servire come promemoria per evitare un’altra disfatta ora che le due squadre si affronteranno in campionato questo weekend. Tra infortuni, giocatori in partenza per la Coppa d’Africa e fragilità interne, la rosa granata necessita di pronti interventi per evitare di finire in un baratro senza uscita e continuare a tenere vivo il proprio unico obiettivo stagionale

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