Coppa Italia: le pagelle di Juventus-Inter (2-4 d.t.s.)

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In un “Olimpico” di Roma tutto esaurito, l’Inter di Simone Inzaghi ha alzato al cielo l’Coppa Italia della sua storia. I nerazzurri hanno ottenuto la vittoria contro la Juventus solo ai supplementari grazie alla doppietta di un sublime Ivan Perišić, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sul 2-2. Durante i 90′, infatti, erano andati a segno Barella (che aveva sbloccato la gara dopo soli 6′), Alex Sandro, Vlahović e Çalhanoğlu (abile nel realizzare il rigore procurato da L. Martínez). Passiamo ora alle pagelle della finale di Coppa Italia fra Juventus e Inter.

Coppa Italia: le pagelle di Juventus-Inter (2-4 d.t.s.)

Le pagelle di Juventus-Inter

Prima di passare alle pagelle di giocatori e allenatori di Juventus-Inter, proponiamo quelle del giudice di gara e dei suoi assistenti.

Arbitro: Valeri 6 – I rigori sono entrambi fischiabili, benché nessuno dei due convinca fino in fondo. La partita rischia spesso di innervosirsi e lui è abile nel raffreddare i bollenti spiriti in campo. I bianconeri lamentano la mancata espulsione di Brozović, ma il fischietto romano compie la scelta giusta in tale circostanza, optando per il semplice cartellino giallo. A causa delle eccessive proteste prima ammonisce Allegri e poi lo espelle (Giallatini/Preti 6,5).

Pagelle Juventus

Perin 6 – Il portiere di coppa juventino non può assolutamente nulla sui 4 gol nerazzurri, che si insaccano tutti negli angolini alti della porta e sono di pregevole fattura.

Danilo 4,5 – Per fortuna sua e della Juve gioca solo 41′, ma tanto basta perché provochi danni. Certo, la condizione fisica non lo aiuta, ma rimane troppo passivo in occasione della sassata da fuori di Barella, che porta in vantaggio il Biscione dopo appena 6′. Nel corso del primo tempo si fa saltare un paio di volte anche dall’incontenibile Perišić, mentre davanti è poco propositivo (41′ Morata 7 – Il suo ingresso cambia la partita: sul finire della prima frazione la Juve rimette il muso davanti, ma lui partecipa ad entrambi i gol bianconeri. Prima permette ad Alex Sandro di pareggiare con un velo che trae in inganno Handanovič, poi esegue alla perfezione un disimpegno molto complicato che dà il via all’azione del 2-1. Davanti rimane sempre uno dei più ispirati).

De Ligt 4 – È la brutta copia di se stesso. Nel corso di tutta la partita sembra nervoso e sbaglia giocate all’apparenza semplici per un giocatore con la sua qualità. Dietro commette molti falli ingenui, compreso quello che – per sua sfortuna – porta al 2º rigore per l’Inter, poi trasformato magistralmente da Perišić. È fra i peggiori nelle pagelle della Juventus contro l’Inter.

Chiellini 6,5 – Il sogno di regalare un’ultima gioia ai propri tifosi prima del quasi ufficiale addio a fine stagione si infrange contro l’armata nerazzurra guidata da Simone Inzaghi. Finché Re Giorgio è in campo, però, la sua Juve barcolla ma non molla. La sua marcatura su Džeko è asfissiante e senza sbavature, così come il presidio su Lautaro Martínez, che prima del rigore guadagnato sembrava essere scomparso dal campo. Va peggio, invece, in fase di impostazione, dove è poco preciso (84′ Arthur 5 – L’ingresso del regista brasiliano non serve ai bianconeri per recuperare linfa e chiarire le idee durante i supplementari. Tiene il baricentro della Juve troppo basso).  

Alex Sandro 6,5 – Ha il merito di segnare – con il contributo di Morata ed Handanovič, il gol che rimette in carreggiata i bianconeri. Prima e dopo tanta confusione in campo per il terzino verdeoro, che sbaglia diversi appoggi semplici, benché non commetta errori gravi (90′ Lu. Pellegrini 6 – Si fa sovrastare da Dumfries – a cui concede diversi chili e centimetri – nell’azione che porta al fallo da rigore di de Ligt su de Vrij. Nel finale, però, è l’ultimo ad arrendersi e dalla sua parte arrivano le ultime occasioni pericolose dei bianconeri).

Zakaria 5 – Prestazione anonima del centrocampista svizzero, che questa sera non brilla né in costruzione né in interdizione. Sbaglia diversi passaggi in zone pericolose nel primo tempo e non riesce – insieme a Rabiot – a tenere alto il baricentro della Juventus (67′ Locatelli 5 – Il nervosismo del finale di gara non lo aiuta ad entrare bene in partita. L’ex Sassuolo non si mette mai in moto davvero e si fa ammonire prima dei tempi supplementari).

Rabiot 6 – Comincia malissimo, così come il compagno di reparto, ma riesce ad emergere sulla distanza. Nel corso del primo tempo incrementa sicurezza e tempismo negli interventi difensivi e nella ripresa tenta anche qualche ribaltamento di fronte. Certi errori di misura, però, restano inspiegabili a questi livelli.

Cuadrado 5,5 – Il colombiano, grande protagonista in passato delle sfide con l’Inter, ritrova il rivale di sempre Perišić, ma questa volta perde (e non di poco) il duello. Il croato, molto più in forma del colombiano, lo chiude bene nel primo tempo quando gioca da esterno alto, nel secondo lo sorprende alle spalle in occasione dell’azione da rigore e poi lo salta diverse volte nel corso dei supplementari.

Dybala 6,5 – Partita di sofferenza per la Joya, che deve fare a sportellate con i tre colossi nerazzurri per gran parte della gara. Nella prima frazione si costruisce due buone occasioni per andare a segno: la prima si conclude con un tiro bloccato a terra da Handanovič, la seconda si spegne a lato di pochissimo, con il portiere sloveno battuto. All’inizio della ripresa regala a Vlahović l’assist per il 2-1 (100′ Kean 4 – Zero idee, zero precisione, zero voglia. Il nulla cosmico).

Bernardeschi 5,5 – Nel primo tempo pasticcia molto con la palla fra i piedi, perdendo diversi tempi di gioco e regalando più volte il possesso all’Inter. Va un po’ meglio nella ripresa, ma la sua uscita dal campo on viene comunque rimpianta dai tifosi (67′ Bonucci 5 – Il malposizionamento in marcatura su Lautaro Martínez consente all’argentino di fare il furbo e guadagnare un rigore d’astuzia, senza che il classe ’87 azzurro lo avesse contrastato in maniera decisiva. Partecipa dal centro di comando al naufragio finale della Juventus).

Vlahović 6,5 – In una serata più che complicata a causa della marcatura a uomo di de Vrij, il centravanti serbo, nelle poche occasioni che gli vengono messe a disposizione, fa il possibile. Prima esalta i riflessi di Handanovič con un diagonale mancino potente e angolato, poi mette a segno – dopo aver sbagliato la prima conclusione – la rete che completa la rimonta dei piemontesi, in seguito ad una lunga corsa palla al piede.

Coppa Italia: le pagelle di Juventus-Inter (2-4 d.t.s.)

Allenatore: Allegri 4,5 – Se si escludesse il primo quarto d’ora del secondo tempo, quando vengono messi a segno 2 gol nell’arco di 3′, non sembrerebbe che la Juventus sia venuta all’“Olimpico” per giocarsi una finale. L’approccio alla gara è totalmente sbagliato, con i nerazzurri che prendono subito il sopravvento e segnano lo 0-1. Nel prosieguo del primo tempo va un po’ meglio, ma la Juve stenta a rendersi pericolosa con continuità. A poco più di 20′ dal 90º prova a coprirsi inserendo Bonucci, ma la mossa provoca solo un ulteriore abbassamento del baricentro della squadra, che di lì a poco subisce gol su rigore. Per Allegri sarà la prima stagione alla Juve (meritatamente) senza trofei.

Pagelle Inter

Handanovič 6,5 – Il capitano nerazzurro solleva il suo 3º trofeo in 2 anni giocando una partita con alti e bassi. Nel primo tempo si rende protagonista di una parata miracolosa su Vlahović e di altri interventi meno complicati. Nella ripresa si fa trarre in inganno dal velo di Morata e il tiro – forte, ma centrale – di Alex Sandro lo trafigge. È sfortunato in occasione del 2-1 di Vlahović. Bene con i piedi.

D’Ambrosio 5,5 – Il difensore napoletano macchia una prestazione di concentrazione e discreta spinta in avanti con l’errore nell’1 vs 1 con Vlahović, in occasione del momentaneo 2-1 bianconero. In tale circostanza si lascia infatti sorprendere dalla finta del serbo, che lo mette a sedere e segna al 2º tentativo (63′ Dimarco 6,5 – Buona prova per il giocatore-tifoso dell’Inter, che entra per portare maggiore spinta offensiva dalle retrovie e qualità nei calci da fermo. Federico ripaga pienamente la fiducia di Inzaghi servendo anche l’assist del 2-4 a Perišić; 116′ A. Bastoni s.v.).

De Vrij 7 – Nella stagione complicata del centrale olandese, la partita di questa sera è l’eccezione che rimanda la memoria alle prestazioni impeccabili degli anni scorsi. Ottime le sue letture in anticipo su Vlahović, che riesce a sfuggire alla sua marcatura soltanto in contropiede. L’ex Lazio è ordinato in costruzione e prezioso nel gioco aereo: nei supplementari si guadagna il rigore con un ottimo anticipo su de Ligt.

Škriniar 6,5 – Lo slovacco fornisce l’ennesima prova al di sopra della sufficienza con la consueta gara di intensità e muscoli. Quest’anno è migliorato molto anche in fase d’impostazione: non è un caso che, dove si sposta lui, l’Inter riesce a sviluppare meglio la manovra dal basso.

Darmian 5 – L’azzurro gioca una partita opaca, senza riuscire mai a rendersi pericoloso dalle parti di Perin o a servire cross interessanti in mezzo. Ciò è ancor più grave se si considera che difensivamente non viene impegnato più di tanto finché resta in campo (63′ Dumfries 6,5 – L’esterno olandese subentra bene e partecipa alle due azioni che portano ai rigori per l’Inter: nella prima mette il cross per la sponda di testa di Perišić, nella seconda è lui a rimettere in mezzo la sfera per de Vrij dopo il traversone del croato).

Barella 7 – il golazo che dopo soli 6′ sembrava aver messo la sfida in discesa per i nerazzurri è una perla di pregevole fattura in quanto a coordinazione, precisione e potenza. Come i compagni soffre un po’ il ritorno di fiamma della Juve nel corso del primo tempo e soprattutto all’inizio del secondo, ma – come sempre – è l’ultimo a mollare e gioca 120′ ad altissima intensità.

Brozović 6 – Marcato a uomo da Rabiot, trova poco spazio per mettersi in mostra e quando ha la palla fra i piedi non ha tempo per inventare calcio. Si limita perciò a fare il suo senza esagerare, e la cosa gli riesce piuttosto bene finché la Juve non alza il ritmo: allora va un leggermente in sofferenza, ma nel finale di gara è essenziale per gestire il risultato.

Çalhanoğlu 7 – La sua prestazione sarebbe da 6,5, ma gli concediamo mezzo voto in più per il coraggio dimostrato nel calciare il rigore del pareggio a 10′ dalla fine: un eventuale errore avrebbe probabilmente segnato non solo l’esito della partita, ma anche l’intero finale di stagione nerazzurro (90’+1 Vidal 6 – Il cileno entra per dar manforte dietro e portare qualche pericolo davanti: la prima cosa gli riesce bene, il resto decisamente meno).

Perišić 9 – Cosa si può rimproverare ad un giocatore che interpreta ottimamente sia la fase offensiva che quella difensiva? Assolutamente nulla, tanto più se questo stesso giocatore si prende la responsabilità di calciare un rigore decisivo e poi chiude la gara con un gol da cineteca nell’angolino alto alla sinistra di Perin. Senza dimenticare il suo contributo essenziale in entrambe le azioni che portano ai rigori dell’Inter. La sua è la migliore fra le pagelle della finale di Coppa Italia fra Juventus e Inter.

Coppa Italia: le pagelle di Juventus-Inter (2-4 d.t.s.)

L. Martínez 5,5 – Nonostante il rigore ottenuto con furbizia, il Toro non si guadagna la sufficienza nelle pagelle di Juventus-Inter. Nel primo tempo è evanescente, nella ripresa migliora, ma Inzaghi decide comunque di sostituirlo in vista del Cagliari al termine dei tempi regolamentari. E lui non la prende per nulla bene (90’+1 Sánchez 6 – L’attaccante cileno si muove bene fra le linee bianconere e aiuta a creare diverse potenziali occasioni).

Džeko 4,5 – Il bosniaco non si rende quasi mai utile alla causa nerazzurra e perde lo scontro in fisicità ed attenzione con Chiellini. Passaggio a vuoto per il Cigno di Sarajevo (63′ Correa 4 – È subentrato? Non se n’è accorto nessuno. Il peggiore tra le file dell’Inter).

Allenatore: S. Inzaghi 6,5 – Alla fine il risultato lo premia e lui conquista il 2º trofeo stagionale dopo la Supercoppa italiana al suo primo anno nerazzurro. La fatica con cui è arrivato, però, denota alcuni evidenti limiti dell’Inter nella gestione del risultato: un problema emerso più volte nel corso della stagione e tutt’ora irrisolto. I cambi stavolta lo premiano, ma l’impressione – certe volte – è che i nerazzurri quest’anno avrebbero potuto fare molto meglio nelle partite decisive. Ma ora non c’è tempo per le riflessioni a freddo: testa a Cagliari con un occhio rivolto verso Milan-Atalanta.

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