
Riera, il rilancio della Stella Rossa: un allenatore che sta bruciando le tappe verso il grande calcio.
C’è un allenatore che, nel giro di poche settimane, è riuscito a prendere in mano una situazione delicatissima e a trasformarla in uno dei progetti tecnici più interessanti da seguire in questo scorcio di stagione europea. Si chiama Albert Riera, è spagnolo, di Manacor, la stessa cittadina maiorchina che ha dato i natali a Rafael Nadal, e da agosto siede sulla panchina della Stella Rossa di Belgrado. Un incarico arrivato in un momento di grande difficoltà per il club serbo, e che Riera sta trasformando, partita dopo partita, in un’occasione per mettere in mostra tutte le proprie qualità.
Per Riera, alla Stella Rossa, un’eredità complicata
Per capire il valore di quanto sta facendo Riera bisogna partire dal contesto in cui è arrivato. Dejan Stankovic, tornato sulla panchina della Stella Rossa dopo un primo ciclo vincente, aveva rassegnato le proprie dimissioni l’11 agosto scorso, subito dopo l’eliminazione nei preliminari di Champions League contro gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva, sconfitti nel doppio confronto e capaci di eliminare i serbi con un 2-0 firmato tra le mura amiche del Marakana. Un’uscita di scena bruciante per un club che da anni fatica a stabilizzarsi tra le grandi d’Europa nonostante il dominio quasi assoluto in patria, e che rappresentava per Stankovic il quarto tentativo fallito di riportare la squadra nella fase a gironi della massima competizione continentale.
In un clima del genere, con l’ambiente scosso e la stagione europea già compromessa in partenza, la dirigenza biancorossa ha scelto di affidarsi a un allenatore relativamente giovane nel proprio percorso da tecnico, ma già capace di lasciare il segno ovunque sia passato. Il tecnico maiorchino ha firmato un contratto biennale il 14 agosto, ereditando una squadra chiamata a rialzarsi subito, con l’ultimo treno per l’Europa League da prendere al volo nel turno di playoff contro i cechi del Viktoria Plzen.
Un avvio complicato, poi la svolta
Non è stato un esordio semplice. Nel doppio confronto contro il Viktoria Plzen, la Stella Rossa di Riera aveva costruito un vantaggio enorme, imponendosi 3-0 nella gara d’andata giocata in casa. Ma la trasferta ceca si è trasformata in un incubo: i serbi sono rimasti in dieci uomini per l’espulsione di Bukari, hanno subito un rigore trasformato nel recupero e alla fine hanno perso 5-1 dopo i tempi supplementari, venendo eliminati nonostante il largo margine iniziale. Un crollo doloroso, arrivato peraltro nelle primissime settimane di lavoro del nuovo tecnico, che ha dovuto digerire in fretta una beffa del genere e ricompattare immediatamente un gruppo reduce da due delusioni europee consecutive.
Ed è qui che si è visto il primo, importante segnale della caratura di Riera. Invece di lasciarsi condizionare dalla debacle europea, il tecnico spagnolo ha saputo trasformare la delusione in energia, lanciando un messaggio chiaro ai propri tifosi subito dopo l’eliminazione, invitandoli a recuperare in fretta l’entusiasmo per rimettersi insieme in cammino. Parole seguite immediatamente dai fatti.
Il dominio ritrovato in campionato
Da quel momento in avanti, la Stella Rossa di Riera ha semplicemente iniziato a vincere quasi ogni partita di Superliga. Un campionato che il club di Belgrado domina da anni, ma che sotto la nuova gestione tecnica ha ritrovato certezze e continuità che sembravano essersi appannate nelle ultime settimane della gestione Stankovic. Il punto più alto di questo avvio contrassegnato da vittorie è arrivato il 6 settembre scorso, quando la Stella Rossa ha piegato 2-1 l’eterna rivale del Partizan nel derby di Belgrado giocato in casa, davanti al pubblico del Marakana. Una sfida che in Serbia vale più di qualsiasi altro risultato stagionale, capace da sola di consacrare o affossare un allenatore agli occhi della tifoseria biancorossa, e che Riera ha saputo gestire con la personalità di chi è già abituato a partite di alta pressione.
Un successo, quello nel derby, che si inserisce in un filotto di risultati quasi perfetto in campionato, con la Stella Rossa capace di ricompattarsi rapidamente dopo la delusione europea e di rimettere in fila una serie di vittorie che raccontano di una squadra tornata solida e convinta dei propri mezzi. Considerando che il club biancorosso vanta già uno dei ruolini di marcia interni più straordinari della storia del calcio europeo, con anni di imbattibilità quasi assoluta tra le mura del proprio stadio, il fatto che Riera sia riuscito a inserirsi in questa tradizione vincente senza soluzione di continuità è un segnale che non può passare inosservato.
Chi è Riera: un percorso da separare dal talento
Per apprezzare fino in fondo quanto sta facendo a Belgrado, vale la pena ripercorrere il cammino da allenatore di Riera, un percorso tutt’altro che lineare ma costellato di intuizioni importanti. Il primo successo da capo allenatore è arrivato nel 2022 all’Olimpija Lubiana, dove ha vinto subito il campionato sloveno. L’anno successivo è passato al Celje, salvo poi dimettersi in corsa a ottobre 2023 mentre la squadra si trovava addirittura al primo posto in classifica, una decisione sorprendente che ha preceduto il suo approdo immediato al Bordeaux, in Ligue 2 francese.
Lì, però, la sua avventura si è scontrata con un destino avverso più che con demeriti tecnici: il club è retrocesso d’ufficio in Ligue 3 a causa di gravi insolvenze finanziarie della proprietà, che hanno portato al fallimento della società. Un episodio che avrebbe potuto compromettere la credibilità di qualsiasi allenatore agli occhi del mercato, ma che Riera ha saputo superare tornando, nel luglio 2024, proprio al Celje. E lì ha scritto una delle pagine più belle della sua carriera fin qui: ha guidato la squadra fino ai quarti di finale di Conference League nella stagione 2024-25, rendendo il Celje la prima squadra slovena della storia capace di spingersi così avanti in una competizione UEFA per club, aggiungendo peraltro anche la Coppa di Slovenia al proprio palmarès.
Il salto in Bundesliga
Un rendimento che non è passato inosservato ai piani alti del calcio europeo: nel febbraio 2026 è arrivata la chiamata dell’Eintracht Francoforte, che lo ha scelto per sostituire Dino Toppmöller sulla panchina di uno dei club più prestigiosi della Bundesliga. Un’esperienza breve, ma che testimonia come il nome di Riera fosse già entrato nei radar di club abituati a giocarsi le coppe europee ai massimi livelli. Ed è proprio da lì, passando per la chiamata della Stella Rossa lo scorso agosto, che il tecnico maiorchino sta continuando a costruire, incarico dopo incarico, un curriculum sempre più solido.
Un profilo da tenere d’occhio
Mettendo insieme tutti questi elementi, il quadro che emerge è quello di un allenatore capace di adattarsi rapidamente a contesti molto diversi tra loro, dal piccolo calcio sloveno fino ai palcoscenici più prestigiosi della Bundesliga, passando per le difficoltà economiche del calcio francese. Un tecnico che sa reagire alle difficoltà, come dimostrato dalla gestione della cocente eliminazione europea contro il Viktoria Plzen, trasformata in pochi giorni in una striscia di vittorie che ha già portato in bacheca il trofeo più sentito dell’intero campionato serbo, quello del derby eterno contro il Partizan.
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