Dal ritorno al Manchester United al doping: una serie di scelte sbagliate per Pogba

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Quando parliamo di calcio con amici e conoscenti ci poniamo spesso la classica domanda “cosa sarebbe potuto diventare quel giocatore se non fosse stato per…”. Insomma, cerchiamo di scappare dalla realtà attuale immaginando la carriera di un calciatore qualsiasi con doti tecniche e qualità fuori dal comune, ma che per determinati motivi non è mai riuscito a confermare le aspettative. Uno di questi è sicuramente il centrocampista della Juventus Paul Pogba, risultato positivo al test anti-doping lo scorso settembre, e squalificato per 4 anni dalla professione. Una parabola discendente quella del fuoriclasse transalpino iniziata con il ritorno al Manchester United e terminata -quasi sicuramente- nel peggiore dei modi nella sua seconda avventura sotto la Mole.

Pogba squalificato per doping: l’ennesimo errore commesso dal francese

Centrocampista completo dotato di una grande prestanza fisica e atletica e di notevoli qualità tecniche e balistiche. Stiamo parlando di un giocatore fuori dal normale, tale da essere considerato per anni uno dei migliori nel suo ruolo. Pogba da essere una stella del calcio europeo e mondiale, si è ritrovato negli anni di quella che sarebbe dovuta essere la sua maturità calcistica in una situazione impronosticabile. Prima da vera e propria sorpresa nella Juventus allenata da Antonio Conte e successivamente da conferma e futuro top player in quella di Allegri, Pogba è stato capace grazie alle sue prodezze di far innamorare i tifosi bianconeri.

Un amore, però, che non è bastato per trattenere il giocatore a Torino. Un’offerta da non poter rifiutare quei 120 milioni di euro circa che hanno convinto la Vecchia Signora a privarsi di uno dei suoi uomini migliori. Una cifra folle da parte del Manchester United, pur di far tornare “a casa” il suo prodotto dell’Academy. Un giocatore così unico e speciale tale da vestire nella sua ultima stagione bianconera la prestigiosa e pesante maglia n°10. Complice la fase calante dello United e i rapporti non idilliaci con Mourinho, la sua seconda esperienza Oltre Manica non ha rispettato le aspettative. Nonostante l’Europa League alzata nella stagione 2016/17, il nativo di Lagny-sur Maine non è riuscito a ripetere le straordinarie prestazioni del suo soggiorno piemontese. Uno dei motivi questo che lo ha portato gradualmente ai margini dei Red Devils complice anche i tanti infortuni.

La sua definitiva discesa

La carriera del Polpo ha raggiunto sicuramente il suo apice con il Mondiale vinto in Russia nell’estate 2018. L’ultimo anno, forse, nel quale è stato possibile vedere all’opera il talento immenso del classe ’93 prima della sua definitiva discesa. A voler puntare sulla voglia di riscatto del francese ci ha pensato due estati fa proprio quella Juventus con la quale era arrivato a sfiorare la Champions League in quella nefasta finale contro il Barcellona. Una Juventus completamente nuova e con tanti calciatori giovani e inesperti, ai quali Pogba era chiamato a rivestire il ruolo di guida.

Le cose, però, non sempre vanno come si pensa. Dalla decisione di adottare una terapia conservativa invece di operarsi per sperare nel Mondiale, Pogba è risultato anche positivo al testosterone fino ad essere condannato per doping. Il trentenne si è reso protagonista di una serie di errori fatali. Errori che “sporcheranno” la carriera di uno dei centrocampisti più forti degli ultimi anni. Un centrocampista che sarà sempre fermo nel limbo tra la fama di “fuoriclasse” e quella di “chissà che calciatore sarebbe potuto diventare”.

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