Diamo i numeri: i 4 della storia del Milan

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La consueta rubrica “Diamo i numeri”, targata 11contro11, dedica l’appuntamento odierno, dopo i 9 del Parma e i 10 della Lazio, ai numeri 4 di uno dei club più blasonati del nostro campionato: il Milan. Nella storia del club rossonero sono numerosi i giocatori di alto livello ad aver onorato questa maglia, sia prima che dopo l’introduzione della numerazione personalizzata, nel 1995. Da Andrea Bonomi a Ismael Bennacer, passando per Nils Liedholm e Giovanni Trapattoni, senza dimenticare Carlo Ancelotti e Demetrio Albertini. Tanti campioni ma anche tante cosiddette “seconde linee” che, con fortune alterne, hanno scritto il proprio nome negli annuari della storia della compagine meneghina.

I numeri 4 del Milan prima del 1995

Uno tra i primi numeri 4 di cui si ha memoria nella storia del Milan, come accennato precedentemente, è proprio il “barone” Nils Lidholm. Lo svedese, nelle vesti di giocatore prime e allenatore poi, ha rappresentato una delle pietre fondanti di tanti successi rossoneri. La bacheca societaria, infanti, può contare grazie al suo apporto di 81 reti in 359 presenze ben 4 Scudetti e 2 Coppe Latine. A questi si aggiunge il successo in campionato, seduto in panchina alla guida della squadra, nel 1978/1979.

I vari Mario Bergamaschi, Bruno Bacchetta, Gilberto Noletti e Roberto Rosato sono solo alcuni nomi che fanno da apripista a un altro grande del nostro calcio e del Milan come Giovanni Trapattoni. Una vita intera, da calciatore, dedicata al club che ha portato alla costruzione di un palmares che parla da solo: 2 Scudetti, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. Una carriera che ha fatto da apripista a tante altre affermazioni in veste di tecnico, lontano da Milano.

Gli anni ’70 e i primi anni ’80 sono stati contraddistinti da alti e bassi in casa rossonera. Dario Dolci, Ottavio Bianchi e Giancarlo Pasinato sono altri giocatori ad aver indossato  la numero 4 rossonera prima dell’avvento in società del presidente più vincente della storia del club: Silvio Berlusconi. Sotto la gestione del “cavaliere” si è alzato con decisione il livello di competitività, e basta citare i nomi di Mauro Tassotti, Daniele Massaro, Roberto Donadoni e Frank Rijkaard per rendere l’dea.

L’epopea Berlusconi fino al 1995

I nomi sopracitati hanno fatto parte dello spettacolare Milan allenato da Arrigo Sacchi, vincitore di uno Scudetto, una Supercoppa Italiana, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 2 Supercoppe UEFA. A questi si aggiungono altri numeri 4, passati alla storia, tuttavia, con un altro numero di maglia. Tra questi sono emblematici gli esempi di Franco Baresi e Paolo Maldini, rispettivamente il numero 6 e il numero 3 per eccellenza, in seguito ritirati dal club, ma anche Zvonimir Boban, trascinatore dello Scudetto del 1999.

Altri nomi celebri associati a questo numero sono stati anche quelli di Alberico Evani, Stefano Eranio, Diego Fuser, Giovanni Stroppa e Filippo Galli. Alcuni non ricordati forse da tutti come Fernando De Napoli e lo storico capitano della Reggina Francesco Cozza, cresciuto nelle giovanili rossonere. Di certo nessun tifoso milanista o appassionato di calcio può dimenticare Carlo Ancelotti, vincitore di tanti trofei, rispetto ai celebri predecessori, sia da calciatore che da allenatore. In totale il tecnico di Reggiolo può annoverare 3 Scudetti, una Coppa Italia, 2 Supercoppe Italiane, 4 Coppe dei Campioni/Champions League, 4 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per Club. In sintesi, un’autentica leggenda.

I numeri 4 del Milan dopo il 1995

Con l’introduzione della numerazione personalizzata il primo dei numeri 4 del Milan è stato un giovane di grande prospettiva proveniente dal Cannes: Patrick Vieira. In maglia rossonera, tuttavia, il centrocampista francese gioca solo due volte passando in seguito all’Arsenal. Una scelta assolutamente azzeccata, visto tutto ciò che di buono gli ha riservato il destino in Inghilterra prima e con le maglie di Juventus e Inter poi. Un grande rimpianto, invece, per la società meneghina, che però avrebbe avuto subito la giusta consolazione.

Un altro celebre numero 4 “ufficiale” del Milan è stato infatti Demetrio Albertini, protagonista così come Ancelotti dei tanti successi rossoneri di fine anni ’80, inizio anni ’90. L’ex metronomo rossonero e della Nazionale, diventato poi affermato dirigente, è stato per anni un simbolo di questa squadra. Il tutto prima di intraprendere delle brevi esperienze all’estero, all’Atletico Madrid e al Barcellona, e con Lazio e Atalanta, dando l’addio definitivo al calcio nel 2005. In seguito, perciò, è venuto il turno di Kakhaber Kaladze.

Il difensore georgiano ha fatto parte del Milan due volte campione d’Europa tra il 2003 e il 2007, oltreché vincitore di tutti i trofei possibili. Inoltre, in 194 presenze, è riuscito a trovare la via del gol in 12 occasioni, di cui una nel derby del 2006, indossando prima il numero 13 e poi il 4. Successivamente è stata la volta di altri due centrocampisti. Prima Mark Van Bommel, vincitore di uno Scudetto e una Supercoppa Italiana, e poi Sulley Muntari. Il calciatore ghanese, in particolare, è passato alla storia per il gol-non gol alla Juventus, che di fatto ha spianato la strada verso il tricolore dei bianconeri.

Da José Mauri a Bennacer, passando per Rodrigo Ely

Gli ultimi numeri 4 del Milan sono giunti in uno dei momenti più difficili nella storia della società. Il passaggio di consegne societario alla proprietà cinese prima e al fondo Elliott poi ha comportato alcune stagioni senza successi, eccetto la Supercoppa Italiana del 2016, e con rose mai veramente all’altezza. Rientrano in questo discorso anche Josè Mauri e Rodrigo Ely, rispettivamente centrocampista e difensore rossonero tra il 2015 e il 2019. Il primo, dopo l’exploit di Parma, non ha rispettato tutte le aspettative riposte in lui. Il secondo è ancora ricordato per l’espulsione rimediata nel primo tempo del suo esordio in campionato, a Firenze.

Diamo i numeri: i 4 della storia del Milan

L’ultimo numero 4 del Milan in ordine cronologico, nonché quello attuale, è il già citato Ismael Bennacer. Il centrocampista franco-algerino, giunto dall’Empoli, all’inizio ha faticato ad ambientarsi. L’arrivo in panchina di Stefano Pioli, tuttavia, ha rappresentato un punto di svolta. Il nuovo tecnico, infatti, ha lavorato a fondo su tutti i componenti della rosa, riuscendo a far intraprendere a tutti un percorso di crescita costante, e Bennacer non è stato da meno. Testimonianza ulteriore delle sue ottime qualità è rappresentata dall’interessamento nei suoi confronti di alcuni top club europei. Adesso, tuttavia, c’è ben altro nella sua testa: l’obiettivo Scudetto. Un sogno sfumato lo scorso anno, ma che adesso è più che mai alla portata, come sperano tutti i tifosi di fede rossonera.

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