Donne nel pallone: la determinata Sara Gunnarsdottir

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Dopo avervi recentemente presentato campionesse del calibro di Kosovare Asllani e Millie Bright, risulterà chiaro che per trovare il meglio del calcio femminile internazionale bisogna far visita alle lande del Nord Europa. Anche la protagonista di questa nuova puntata di “Donne nel pallone“, infatti, proviene dal profondo settentrione. Più precisamente dall’Islanda, la terra che più di ogni altra lambisce l’Artico e forgia atlete dal carattere forte, determinato. Glaciale per l’appunto. Parliamo di una giocatrice di grandissima esperienza, colonna della propria Nazionale, che in questa stagione ha deciso di sposare la causa di un club di Serie A. Si tratta della juventina Sara Bjork Gunnarsdottir, della quale andiamo immediatamente a ripercorrere la carriera, per poi concentrarci sulle sue caratteristiche tecniche e tattiche

Le esperienze passate di Sara Gunnarsdottir

Centrocampista classe 1990, Gunnarsdottir nasce e cresce calcisticamente in Islanda. La sua formazione passa per oltre 10 anni tra esperienze in patria e in Svezia. La prima avventura è offerta dall’Haukar, società che la vede forgiarsi negli anni adolescenziali. Nel 2008 si trasferisce, invece, al Breidablik, dove rimane due stagioni, prima di migrare nel Paese scandinavo alla corte di LdB Malmo e Rosengard. La tanta gavetta presenta diverse ricompense. La prima è la convocazione in pianta stabile nella Nazionale maggiore islandese già da quando aveva appena 17 anni. Al tempo stesso, poi, anche le big del Vecchio Continente cominciano a mettere gli occhi sul suo talento e, finalmente, nel 2016 arriva la prima grande occasione per fare il salto di qualità.

Donne nel pallone: la determinata Sara Gunnarsdottir
Una giovanissima Sara Gunnarsdottir ai tempi della polisportiva Haukar.

Il Wolfsburg decide di puntare su di lei per provare a rivincere la Champions League dopo la doppietta del 2013 e 2014. In Germania, Sara Gunnarsdottir si affaccia nel calcio che conta, potendo ora competere in uno dei club più blasonati della storia del calcio femminile europeo. La sua determinazione e la sua competitività, però, la portano a mettere sempre più in alto l’asticella per poter migliorare e puntare a nuove avvincenti sfide. Dopo 4 anni con la maglia delle lupe, nel luglio del 2020 viene acquistata da un’altra regina del continente, l’Olympique Lione Féminin. Nel Paese transalpino, l’islandese riesce a realizzare il sogni di ogni giocatrice. Ma non solo.

Donne nel pallone: la determinata Sara Gunnarsdottir

La vittoria più impegnativa ed emozionante

Durante la sua permanenza in Francia, Gunnarsdottir ha modo di sperimentare una gioia del tutto nuova per lei, che esula dalle faccende calcistiche. Il 2021, infatti, è l’anno della sua gravidanza, che la porterà, a metà novembre, a mettere al mondo un bambino. Una notizia meravigliosa, ma che cela anche qualche piccolo angolo buio per un’atleta all’apice della propria carriera. Ma la capitana della Nazionale islandese è troppo determinata e testarda per poter rinunciare a perseguire il suo sogno.

“I want to show people that I can do both”

Questa è un po’ la tagline che riassume e accompagna l’inizio e la fine del documentario realizzato dalla Puma sulla sua vicenda. La voglia di dimostrare di poter essere al tempo stesso sia madre che calciatrice professionista ha la meglio su qualsiasi stereotipo e sulle preoccupazioni riguardanti il recupero e la reazione del proprio corpo. Seguita da medici specialisti, continua ad allenarsi anche nei primi mesi della gravidanza per poi fissare tutta una serie di obiettivi una volta fermatasi. E cioè: tornare a Lione all’inizio del 2022, rientrare nel gruppo-squadra in primavera e lavorare sodo per vincere ancora col club, ma soprattutto poter essere in forma per prendere parte agli Europei di luglio

Sara Gunnarsdottir è tenace ed è una sportiva esemplare. Con straordinaria determinazione e anche tanta fatica e sudore, porta a compimento la sua tabella di marcia. Il 4 gennaio parte dall’Islanda alla volta della Francia e a marzo si riunisce alle compagne per lo sprint di fine stagione. A luglio, infine, è regolarmente in campo a difendere i propri colori e con la fascia al braccio. Una vittoria fortemente voluta e raggiunta con la caparbietà di chi non si piega facilmente alla sconfitta. E alla fine si impone anche come modello virtuoso che dimostra che, effettivamente, si può costruire una famiglia senza sacrificare la carriera.

Donne nel pallone: la determinata Sara Gunnarsdottir
Gunnarsdottir con la fascia di capitano della Nazionale islandese.

L’approdo alle Juventus Women

All’Europeo, Gunnarsdottir è avversaria anche dell’Italia, il Paese che nel giro di poco sta per abbracciarla. Nel giugno scorso, infatti, chiude la propria esperienza con Les Fenottes e si trasferisce al di qua delle Alpi, a Torino, per vestire il bianconero delle Juventus Women a caccia di nuovi stimoli e nuove avventure.

Caratteristiche, numeri e statistiche di Gunnarsdottir

Sara Gunnarsdottir è una centrocampista dotata di un’ottima tecnica di base e con uno sviluppato fiuto del gol. Gioca prevalentemente come mezz’ala destra in un reparto a 3, mettendo a disposizione il suo dinamismo in entrambe le fasi di gioco. La capacità di inserirsi e la bravura nei colpi di testa la rendono un’avversaria temibile nelle situazioni di palla inattiva o anche come centravanti aggiunto in area di rigore. Tutte queste caratteristiche spiegano la sua propensione a segnare con buona continuità nei vari contesti in cui si è trovata a far parte.

Con le maglie dei club, vanta complessivamente 85 marcature in 271 presenze. Le ultime 13, collezionate tra Serie A e Champions League, appunto, in maglia bianconera, con la quale ha finora messo a segno 2 reti. Numeri importanti anche in Nazionale maggiore, dove ha raggiunto quota 144 partite e 24 gol.

Le diverse esperienze nelle compagini più importanti d’Europa hanno riempito il suo palmarès di prestigiosissimi trofei. Nei 4 anni al Wolfsburg vince altrettanti campionati e Coppe nazionali. Al Lione, invece, solleva una Coppa di Francia e per ben due volte la Champions nel 2020 e nel 2022. I primi successi arrivano in realtà in Svezia, con 4 campionati e 2 Supercoppe. Non riesce invece a trionfare con i club del suo Paese natale, ma in compenso si rifà a livello individuale, venendo insignita di 7 premi di “Calciatrice islandese dell’anno” e in 2 occasioni è nominata anche “Sportiva dell’anno”. A dimostrazione sia del talento della giocatrice che dell’ammirazione della sua gente nei suoi confronti.

Donne nel pallone: la determinata Sara Gunnarsdottir
Gunnarsdottir col premio di “Sportiva islandese dell’anno 2020”

Sara Gunnarsdottir tra presente e futuro

A ormai 32 anni e con una carriera strabiliante e ricca alle spalle, Sara Gunnarsdottir è giunta ad un livello di maturità calcistica e personale che la portano ad essere un importante punto di riferimento per le compagne. Da leader carismatica ed esigente qual è, esige sempre il massimo da sé stessa, dal suo corpo e dalla sua mente. Per questo, il primissimo obiettivo è sicuramente quello di recuperare al più presto la miglior condizione possibile per poter aiutare le Juventus Women in questo mese di dicembre fitto di impegni decisivi per il prosieguo della stagione. Dallo scontro diretto con la Roma in campionato alla sfida contro il suo passato, il Lione, in Champions. Una gara-chiave da cui passa la qualificazione ai quarti delle bianconere. Nel futuro prossimo, invece, non possono non esserci nuovi obiettivi per migliorarsi ancora ed ampliare ulteriormente la sua personale bacheca.

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