
Con i tempi difficili di oggi, la fiducia è divenuta davvero una merce rarissima. E, talvolta, anche a carissimo prezzo. Affidare qualcosa di prezioso o un pezzo di sé a qualcun altro è complicato e il rischio di veder mal riposte le proprie aspettative genera ansia e diffidenza legittime. Spesso, anche su un campo di calcio è possibile imbattersi in questa difficoltà. Certo, con proporzioni nettamente differenti, ma pur sempre presenti. Tuttavia, a volte si ha la fortuna di poter contare su una giocatrice alla quale affidare le sorti della propria squadra con la medesima facilità di bere un bicchier d’acqua. A maggior ragione quando il soggetto in questione è dotato di leadership e carisma in grande misura. La protagonista di oggi di “Donne nel pallone”, la rubrica settimanale targata 11contro11.it, risponde perfettamente a questo identikit. Parliamo infatti di Melissa Bellucci.
Qualche tempo fa, è stata già nostra ospite, pronta a rispondere alle nostre curiosità. Oggi, però, vogliamo approfondire meglio la sua figura, tra le poche in Italia a possedere delle caratteristiche tali da poterle consegnare senza alcuna remora le chiavi di una squadra, operando nella zona nevralgica del rettangolo verde, il centrocampo, con una padronanza e una personalità notevoli. Vi presenteremo come sempre la sua storia per poi approfondire le sue qualità tecniche e tattiche. Concluderemo, infine, con qualche riflessione sul suo futuro.
La storia di Melissa Bellucci: l’eterna girovaga in cerca di continuità
Nata nel febbraio 2001 a Pedaso, nelle Marche, Melissa Bellucci s’innamora immediatamente del calcio, iniziando a praticarlo stabilmente dall’età di 6 anni presso la scuola-calcio della sua città natale, per poi passare, a partire dai 14 anni, ad una realtà esclusivamente femminile, quella dello Jesi. La ragazza ha modo di mettere in luce fin da subito le sue qualità e non è un caso che, ancor giovanissima, cominci ad attirare già le attenzioni dei club più importanti del nostro Paese.
A credere più di tutti in lei è però la neonata Juventus Women, che la aggrega immediatamente alla formazione Primavera. Bellucci dovrà attendere pochissimo per salire alla ribalta della prima squadra. Nel settembre del 2018, infatti, arriva la prima convocazione in vista della partita contro il Chievo, mentre la prima rete ufficiale in bianconero è datata poco più di un anno più tardi, ancora in un match contro le venete. La giocatrice marchigiana appare quasi già pronta per compiere un primo e definitivo salto nel mondo delle grandi, ma con la Vecchia Signora che si sta stagliando nell’élite del calcio femminile italiano monopolizzandolo, l’eccesso di concorrenza di altissimo livello e la necessità di fare ancora un po’ di esperienza producono l’inevitabile conseguenza di dover continuare il suo percorso di crescita lontano da Torino.
A partire dalla stagione 2020/2021 e fino all’agosto del 2024, per Bellucci ha inizio un giro infinito di prestiti, che la porterà a indossare le maglie di ben 4 squadre diverse. Un percorso per certi versi importante, perché il confronto con diverse realtà la porta a migliorarsi costantemente, ma al tempo stesso vive in un’eterna incertezza in cui vige una regola fissa: nel capoluogo piemontese non c’è sufficiente spazio per lei e ad ogni rientro corrisponde una nuova destinazione. Dall’Empoli alla Fiorentina, passando per il Sassuolo, Bellucci arriva comunque a collezionare 69 presenze in Serie A, alle quali si aggiungono soltanto 4 con la maglia bianconera. Qualcosa, però, sta per cambiare.
Napoli: la definitiva consacrazione e la stabilità raggiunta
Nell’estate del 2024, la consueta girandola di destinazioni temporanee porta Melissa Bellucci alla corte del Napoli Women. La formazione partenopea ha come unico grande obiettivo la salvezza e lei, trovando continuità di impiego e rendimento, sarà una delle fautrici di questo traguardo. Chiude la stagione con 23 presenze, trovando anche la sua prima rete nel massimo campionato. Una marcatura neanche troppo banale, perché, arrivata nello scontro diretto con la Sampdoria, mette fuori pericolo le partenopee dall’aritmetica retrocessione. A questo punto, il capoluogo campano – per ambientamento e fiducia – sembra divenire il posto ideale per poter finalmente piantare radici solide.
Concluso il prestito, le due società si accordano per il trasferimento decisivo della centrocampista marchigiana al club azzurro. Il 13 luglio 2025, Bellucci diviene ufficialmente una giocatrice a pieno titolo del Napoli Women. Un’operazione determinante per entrambe le parti. La squadra beneficia della crescita esponenziale della sua (nuova) capitana, che trascina le compagne ad un campionato sontuoso, riscrivendo la storia delle partenopee. Lei, invece, riceve la definitiva investitura di essere il centro nevralgico di un progetto tecnico.
Bellucci è ormai una delle migliori interpreti nel suo ruolo del campionato e dopo una lunga trafila nelle giovanili della Nazionale – soprattutto con l’Under-23 – il commissario tecnico Soncin decide quest’anno di puntare stabilmente su di lei, convocandola per i recenti impegni del girone di qualificazione ai prossimi Mondiali.
Le caratteristiche tecniche e tattiche di Melissa Bellucci: leadership e carisma da signora del centrocampo
Come già avuto modo di evidenziare, Melissa Bellucci è una centrocampista, che occupa prevalentemente la zona centrale. Può agire in qualunque schieramento della mediana, fungendo da schermo davanti alla difesa e da prima regista. Oltre ad essere dotata di un’ottima tecnica di base, ciò che diviene lampante guardandola muoversi in campo è la sua spiccata personalità. La marchigiana, pur essendo il primo riferimento per l’avvio dell’azione e dunque agendo in prima battuta in una posizione molto arretrata, in realtà è una giocatrice di grande dinamismo che segue sempre il corso dell’azione.
Non rimane mai troppo bassa, anzi, guida il baricentro della squadra sia con le verticalizzazioni che con il suo continuo aggredire in avanti, riuscendo a fungere da catalizzatore anche nella metà campo e trequarti avversaria. Questa sua spinta e propensione non sono altro che il risultato di un carisma notevole. Vuole sempre la palla – non per fini egoistici chiaramente – perché conscia della sua abilità nell’illuminare il gioco. Si mette sempre in luce per agevolare il passaggio delle compagne e anche sotto pressione non accenna a stemperare la sua proiezione offensiva. Sicura e decisa in conduzione palla al piede, tiene sempre lo sguardo alto con eleganza e convinzione, avventurandosi spesso anche in situazioni non confortevoli senza esitare né tentennare.
La foga della guerriera
La capacità di guidare e trascinare le compagne non si manifesta soltanto nelle occasioni in cui il pallone (e le decisioni) passano dai suoi piedi. Anche nella fase di non possesso, infatti, è un mirabile esempio di aggressività, lotta e ricerca spasmodica di riappropriarsi quanto prima della sfera. Non lesina la battaglia e non si tira mai indietro quando c’è da andare a contrasto. Quest’intensità la porta spesso a qualche fallo di troppo, ma al tempo stesso ad essere pure un’ottima recuperatrice di palloni. Inoltre, la facilità di corsa le consente di coprire grandi porzioni di campo in ripiegamento e di poter essere un validissimo sostegno alla retroguardia.
Il futuro di Melissa Bellucci
A Napoli, Melissa Bellucci ha finalmente trovato quella stabilità fisica e professionale che la calciatrice ricercava per completare il suo processo di maturazione. Ora che è una delle indiscusse leader della squadra, il suo futuro prossimo non può che essere rivolto a confermare (e a cercare di superare) la straordinaria stagione passata, mettendo a disposizione tutta la sua caratura nel nuovo progetto tecnico targato Spugna. Il suo contratto con le partenopee scadrà nel 2028, quando la marchigiana avrà 27 anni e sarà nel pieno della sua carriera. A prescindere dal fatto che la sua esperienza in Campania proseguirà oltre questo termine, è innegabile che siamo di fronte ad uno dei talenti più preziosi del calcio italiano. Per questo motivo, vederla un giorno indossare una maglia prestigiosa (perché no, anche straniera) non è un’ipotesi così utopistica.
Nel frattempo, però, c’è anche da consolidare la sua posizione in Nazionale, perché una volta entrata nel mirino della selezione maggiore, dovrà cominciare a strappare punti per assicurarsi quanto prima un posto da titolare anche con le Azzurre.
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