
Nel calcio, così come in tutti gli altri sport, i numeri sono importanti, perché ci forniscono strumenti determinabili per leggere e interpretare quanto si vede sul rettangolo verde. Tuttavia, non si tratta di certezze assolute, o almeno non sempre. Spesso, infatti, possono ingannare o condurre a conclusioni affrettate e fuorvianti che non consentono di cogliere l’essenza del gioco. In altri casi ancora, invece, dietro ad una o due cifre si celano una serie di qualità e caratteristiche che quasi aiutano a costruire uno stereotipo tecnico con cui anticipare le doti dell’atleta. È il caso ad esempio del 10, uno dei numeri più iconici di questo sport. Fantasia, estro, eleganza. Sono solo alcune delle doti che contraddistinguono chi lo porta sul retro della maglietta, anche se a volte non bastano. Si rendono necessarie anche altre virtù, più umane che prettamente calcistiche, come avviene per Michela Catena.
La giocatrice della Fiorentina, protagonista della nostra puntata odierna della rubrica targata 11contro11 “Donne nel pallone”, è l’incarnazione perfetta delle qualità tecniche e non che un numero 10 deve possedere. Leadership, forza mentale e tanta volontà, per affrontare e vincere al meglio le sfide dentro e fuori dal campo, cercando di lasciare sempre il segno in positivo. In questo approfondimento andremo a conoscere meglio la figura della calciatrice viola, presentandovi la sua storia nonché le sue caratteristiche tecniche e tattiche, per poi concludere con le ipotesi riguardanti il suo futuro. Andiamo allora alla scoperta di Michela Catena.
La storia di Michela Catena: una ragazza alla costante ricerca di sicurezza
Michela Catena nasce nel dicembre del 1999 ad Ancona e si appassiona al calcio quasi per caso, appoggiata dal padre dopo aver provato altri vari sport che non suscitano il suo entusiasmo, all’età di 10 anni. Timida e introversa di carattere – come si è descritta al podcast “A luci spente” della Fiorentina femminile – lascia che siano le sue qualità e la sua bravura a parlare per lei e a permetterle di mettersi in evidenza. Tuttavia, questi tratti della sua personalità hanno comunque una minima incidenza sulla sua crescita personale, ma è al primo distacco dall’ambiente a lei più familiare che comincia la sua ascesa verso il calcio che conta.
Dopo essere cresciuta allo Jesina, con cui festeggia anche la promozione dalla cadetteria alla Serie A, nell’estate del 2017 arriva la prima grande opportunità, quando non è ancora maggiorenne: il trasferimento al Tavagnacco. Nella sua unica stagione in Friuli, Catena ha l’opportunità di misurarsi nuovamente con il massimo livello del calcio femminile italiano, visto che in quegli anni la formazione gialloblù era ancora una delle realtà più solide e floride della Serie A. Un’annata comunque positiva per lei, conclusa con 19 presenze, condite anche da 3 reti e con un terzo posto in campionato e una semifinale di Coppa Italia.
Una colonna della Fiorentina con un occhio alla Nazionale
Benché giovanissima, basta questo suo primo anno nel calcio che conta per attirare su di sé l’interesse di una delle squadre al vertice del nostro calcio. Nel luglio del 2018 viene acquistata dalla Fiorentina, club ambizioso reduce dal successo in Coppa Italia e da una buona campagna europea. Da allora, Catena ha sempre tenuto i colori viola addosso, totalizzando fin qui 121 presenze e mettendo a referto 20 gol e 3 assist in tutte le competizioni. Questi numeri, insieme alle qualità espresse in campo, chiaramente non lasciano indifferente la Nazionale. Dopo aver fatto parte delle selezioni Under-19 e Under-23, nel 2023 fa il suo debutto con la squadra maggiore, partecipando all’“Arnold Clark Cup”. Complessivamente, i suoi gettoni in azzurro sono 6, senza ancora nessuna marcatura registrata.
Il capitolo più triste della sua carriera, ma che comunque la forgia: gli infortuni
La progressione verso una stabile e credibile carriera ad alti livelli non è sempre stata costellata da rose e fiori per Michela Catena. Dietro i suoi numeri consistenti e il rendimento all’altezza delle aspettative, si cela un capitolo piuttosto buio, un vero e proprio incubo ricorrente che purtroppo ha spesso minato non soltanto la sua crescita, ma anche la sua forza emotiva. Già la stagione da poco conclusa è stata contrassegnata da due stop, che l’hanno tenuta lontano dal campo prima tra ottobre e novembre e poi da gennaio a febbraio. Il più difficile, anche da superare mentalmente, però risale alla fine di novembre del 2020. La diagnosi è la più dolorosa per una calciatrice: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, con annesso addio al sogno di una convocazione per gli Europei.
Il suo rientro in campo è datato quasi un anno dopo, nell’ottobre del 2021 in un Fiorentina-Sampdoria. In questo lungo lasso di tempo, Catena ha dovuto fare i conti con la paura di non farcela, di non riuscire a tornare quella di una volta. Una prova durissima, che però con grande e forza e resilienza vince, diventando più matura e trovando nuovi stimoli per continuare ad essere una giocatrice importante.
Le caratteristiche tecniche e tattiche di Michela Catena: l’essenza del numero 10
Come dicevamo in sede di introduzione, Michela Catena incarna alla perfezione il prototipo del numero 10. Innanzitutto, per quanto concerne la posizione in campo, può agire sia da mezz’ala in un centrocampo a 3 che come trequartista in uno schieramento più offensivo quale il 4-2-3-1. Ecco perché si è dimostrata una giocatrice affidabile sia per De la Fuente che per Piñones-Arce. La marchigiana è una fantasista di grande dinamismo e qualità, una tuttocampista che ama gestire il pallone, ma senza compiacersi troppo in giocate effimere. La sua ottima tecnica di base e la consapevolezza dei propri mezzi la inducono spesso a rischiare la giocata, sia quando si tratta di creare superiorità numerica dalla cintola in su con uno contro uno o con progressioni palla al piede, sia nel momento in cui c’è da velocizzare la manovra.
La sua grande visione di gioco, infatti, la porta ad essere proiettata sempre al gioco in avanti, alla ricerca dell’imbucata o della verticalizzazione per sorprendere o bucare la difesa avversaria, agevolando il lavoro delle attaccanti. Oltre all’estro e alla fantasia al servizio delle compagne e dello spettacolo, però, Michela Catena ha anche un interessante ventaglio di soluzioni personali. In particolare, è dotata di un’ottima conclusione dalla distanza, riuscendo a coniugare efficacemente potenza e precisione. Un mix letale che la individua come una delle giocatrici più temibili in termini balistici del nostro campionato.
Infine, alla qualità tecnica abbina anche una discreta capacità aerobica. Non assistita da una struttura fisica imponente (è alta 164 centimetri), il baricentro basso le conferisce grande forza nelle gambe per sterzate e scatti, anche per pressare o in ripiegamento, senza mai lesinare energie per dare man forte in fase di non possesso.
Michela Catena tra presente e futuro
Giunta all’età di 26 anni, con tante esperienze – anche negative – alle spalle, Michela Catena può dire di aver raggiunto la completa maturità. Non soltanto calcistica e tecnica, ma anche soprattutto umana. Una giocatrice con le sue caratteristiche e la sua capacità di rialzarsi e tornare più forte dopo ogni disavventura sa che è giunto il momento di provare a togliersi qualche soddisfazione davvero importante. Il lavoro duro e l’impegno l’hanno portata in alto, ma è arrivata l’ora di sognare. Perfettamente integrata anche nel nuovo percorso viola impostato da Arce, la marchigiana non può che continuare a lottare per riportare in alto la Fiorentina (a cui è contrattualmente legata fino al 2028). Anche per iniziare ad arricchire una bacheca personale al momento ancora vuota e tornare anche a inseguire l’obiettivo di vestire nuovamente la maglia azzurra.
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