È morto Giampiero Boniperti: ci lascia una leggenda del nostro calcio

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morto Boniperti

È una notizia di poche ore fa quella che ha lasciato ammutolito tutto il mondo del pallone nostrano: Giampiero Boniperti è morto. Il presidente onorario della Juventus, a quasi 93 anni, si è spento in un letto di ospedale, a Torino.

A darne il triste annuncio è stata la famiglia, seguita a ruota dalla società bianconera, che, con una nota sul proprio sito, ha voluto omaggiare uno dei suoi uomini più rappresentativi: “La commozione che in questo momento tutti noi stiamo provando non ci impedisce di pensare con forza a lui, a tutto ciò che il Presidentissimo è stato e sarà per sempre nella vita della Juventus. Una figura indelebile, che da oggi si consegna al ricordo, perché sui libri di storia del calcio ci è finita già da tempo. Perché quando esprimi un pensiero, e quel pensiero diventa parte del DNA della società a cui hai dedicato la vita, vuol dire che il tuo carattere ne è diventato identità e modo di essere. Per sempre”.

È morto Giampiero Boniperti: ci lascia una leggenda del nostro calcio

L’ex-calciatore si è dovuto arrendere ad un’insufficienza cardiaca, a pochissimi giorni dalla data del proprio 93esimo compleanno (4 Luglio). Il mondo del calcio perde un uomo nobile, rappresentante di valori rari ed antichi, ma mai passati di moda. Giampiero Boniperti è morto ma la sua eredità verrà raccolta da tutti gli uomini juventini: tifosi, dirigenti e atleti. Quest’ultimi porteranno per sempre nel cuore il ricordo di un uomo speciale, sempre fedele al proprio club e sempre un punto di riferimento per ogni calciatore passato dai campi della Continassa.

Boniperti e la Juventus: storia di un amore immenso

Giampiero Boniperti è stato un’ala, un centravanti e poi una mezzala della Juventus. Con i colori bianconeri, il classe 1928 ha raccolto ogni tipo di soddisfazione sportiva. Da calciatore ha sollevato al cielo ben cinque scudetti e due Coppe Italia, tra il 1949 e il 1961. Con la maglia dei piemontesi ha collezionato 188 reti (178 delle quali in Campionato) e 469 presenze (445 in Serie A). Fino al 2010, quando poi Alessandro Del Piero lo ha superato in entrambi i primati, è stato il miglior marcatore e il calciatore più presente della storia del club.

È morto Giampiero Boniperti: ci lascia una leggenda del nostro calcio

In realtà, però, Boniperti ha lasciato il segno all’interno del movimento sportivo italiano da quando è divenuto “Il dirigente” della società torinese. Dopo il ritiro dal calcio giocato, avvenuto nel 1961, infatti, la Juventus gli ha affidato la guida della propria formazione, in qualità di Presidente. Il nativo di Barengo non solo non ha disatteso le aspettative degli Agnelli, ma anzi, le ha rispettate e amplificate a massimo esponente. 

Quattro sono gli accorgimenti che Boniperti ha deciso di adottare durante il proprio mandato: l’introduzione della “zona mista”, un nuovo approccio tattico, coniugante il “calcio totale” olandese ed il “catenaccio” italiano; la promozione dei giovani, dal vivaio in prima squadra, con l’esplosione di Furino, Bettega e Rossi; l’acquisto di professionisti ed atleti esemplari quali Scirea, Cabrini, Gentile, Tardelli e Causio; e, infine, l’inserimento di un codice etico e comportamentale, ispirato ad una ferrea disciplina e ad un ordine morale anche al di fuori del rettangolo di gioco. 

È morto Giampiero Boniperti: ci lascia una leggenda del nostro calcio

Grazie a queste intuizioni, il neo-presidente juventino è stato il principale iniziatore del periodo di successi più lungo della storia del calcio italiano. Sotto la sua guida, la Vecchia Signora ha vinto nove scudetti, due Coppe Italia, una Coppa Internazionale, una Coppa Campioni, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa e una Coppa Uefa. Tra il 1971 e il 1990 il blasone della società con sede in Corso Galileo Ferraris è schizzato alle stelle. La Juventus, da quell’istante, è diventato il club più influente d’Italia ed uno dei più forti d’Europa

L’eredità del Presidente: è morto Giampiero Boniperti

Boniperti non è stato soltanto il dirigente più titolato della storia del calcio italiano. L’uomo piemontese, infatti, è stato un punto di riferimento per ogni calciatore che ha indossato la maglia della Juventus. Per Gaetano Scirea è stato quasi un padre; per Del Piero è stato una figura di confronto e di sostegno; con Paolo Rossi, invece, un presidente premuroso e protettivo.

Tanto importante quanto grande: Giampiero Boniperti è morto solo fisicamente, perché in eredità ha lasciato a tutti noi dei ricordi e degli insegnamenti che non perderanno mai il proprio valore. Famosa la sua frase: “La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore, è il mio cuore”, simbolo di quanto, per il novarese, fosse importante la famiglia bianconera; emblema di quanto si debba amare la propria professione, per poter realizzare i propri sogni più grandi.

È morto Giampiero Boniperti: ci lascia una leggenda del nostro calcio

Per tutto il mondo bianconero, Boniperti è anche l’uomo che ha pronunciato la famosa frase, poi diventata un vero e proprio slogan: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. 

Un grande ringraziamento non potrebbe mai bastare, per la figura che ha riportato in alto il nostro movimento calcistico, rinnovandolo e modernizzandolo. L’augurio, che suona quasi come una certezza, è quello di non poter mai dimenticare l’uomo nobile che ha insegnato a calciatori e dirigenti quali siano i veri valori da incarnare anche all’esterno del rettangolo verde. 

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