Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Nella finale di Siviglia, l’Eintracht Francoforte batte i Rangers ai calci di rigore e conquista l’Europa League. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, maturato tutto nella ripresa grazie alle reti di Aribo e Borré, la gara si appresta inesorabilmente ai supplementari. Tante emozioni, ma non arrivano altri gol. Alla crudele lotteria dagli 11 metri, i tedeschi fanno en plein. Per gli scozzesi, invece, è decisivo l’errore di Ramsey, il cui tiro centrale viene respinto da Trapp. A regalare la coppa alle Aquile è ancora una volta il centravanti colombiano, che mette a segno l’ultimo penalty. Vediamo insieme quali sono gli spunti dell’analisi tattica di questo Eintracht-Rangers. Partiamo come sempre dando uno sguardo alle formazioni.

Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

I tedeschi scendono in campo col consueto 3-4-2-1. In porta c’è Trapp, protetto dalla retroguardia composta da Tuta, Touré e N’Dicka. In mezzo al campo, Glasner si affida a Sow e all’esperienza di Rode. Per il resto, spazio alla fantasia dei titolarissimi. Knauff e Kostic sugli esterni, con Kamada e Lindstrom a sostegno dell’unica punta Borré.

Van Bronckhorst schiera invece un 4-2-3-1. Tra i pali c’è il veterano McGregor, Bassey e Goldson sono la coppia centrale di difesa, con Barisic e il capitano Tavernier sugli esterni. In mezzo al campo agiscono Lundstram e Jack. Kent, Kamara e Wright giocano sulla trequarti in appoggio dell’unica punta improvvisata Aribo.

Primo tempo: ritmi non altissimi e partita che viaggia di folate

Le finali sono sempre partite molto particolari, dove spesso fanno da padrone la tensione e la paura di commettere errori. L’analisi tattica del primo tempo di Eintracht-Rangers risente inevitabilmente proprio di questo clima. Nonostante un’attenta fase di studio e di sostanziale equilibrio, le due squadre mostrano chiaramente quelle che sono le loro soluzioni. I tedeschi indirizzano il gioco subito verso i trequartisti tra le linee o sugli esterni, che beneficiano dei movimenti a stringere dei primi. La velocità e la qualità dei giocatori offensivi sono le armi più pericolose di Glasner. 

Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Preferendo però lasciare l’iniziativa agli scozzesi per rimanere dietro la linea della palla e sfruttare le ripartenze, la squadra finisce per affidarsi esclusivamente ad azioni individuali. Knauff, Kamada, Kostic sono letali palla al piede in campo aperto. Tuttavia, il resto dei compagni non è sempre pronto ad accompagnare l’azione o a riempire l’area. Così la difesa dei Rangers finisce per avere la meglio. Lindstrom prova a sparigliare la retroguardia dei Gers con tagli profondi, mentre Borré si muove molto, come di consueto. Il centravanti colombiano non riceve però mai in situazione pericolosa, facendo più che altro a sportellate con Goldson e Bassey.

Gli scozzesi, dal canto loro, non hanno certo la fama di essere dei raffinati palleggiatori. E non lo nascondono, impostando le proprie iniziative con lanci dalla difesa a scavalcare il centrocampo. Aribo, adattato a fare la punta, va in difficoltà nella gestione dei palloni alti. Così, lo sviluppo del gioco passa necessariamente sugli esterni, in particolare sulla fascia destra, dove Tavernier agisce in posizione molto avanzata. Tale scelta richiede una protezione speciale, dato che gli avversari hanno qualità e velocità per attaccare porzioni di campos coperte. La giusta copertura al capitano è fornita da Lundstrom, che a inizio azione abbandona il centrocampo e scala a fare il terzino destro.

Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Il numero 2 trova poi la corsia libera, grazie ai movimenti a stringere di Wright. Il nativo di Aberdeen, infatti, non staziona largo, bensì viene a giocare dentro, più vicino ad Aribo. Dall’altra parte, invece, Kent rimane molto aperto. A questa disposizione a favorire l’ampiezza, il Francoforte risponde con una linea difensiva a 5. Sia Kostic che Knauff si abbassano per tenere l’uno contro uno esternamente e consentire ai due centrali di rimanere in marcatura. Considerando anche la pericolosità della posizione centrale di Kamara a ridosso dell’area. 

Dopo una prima metà di tempo in cui l’Eintracht costruisce diverse occasioni, i Rangers si fanno vivi alzando i livelli dell’intensità. Spostando il baricentro in avanti e pressando con grande aggressività, gli scozzesi mandano in tilt i tedeschi, impedendo loro di uscire in maniera pulita palla al piede. La squadra di Glasner va in apprensione ed è costretta a rimanere sulla difensiva. Emblematici sono i tentativi di eludere la pressione avversaria attraverso lanci lunghi, che sono tuttavia facile preda dei fisici centrali di Van Bronckhorst. In più, Kamada e Lindstrom spariscono un po’ dai radar della gara. 

Secondo tempo: arrivano i gol e la partita si apre

Anche nella ripresa, si segnala un avvio migliore da parte delle Aquile. La maggiore intraprendenza si ha sempre sugli esterni, ma stavolta a mettere in difficoltà i Rangers sono i fraseggi palla a terra. Tuttavia l’Eintracht deve fare i conti con qualche errore di concentrazione che si porta dietro dalla fine del primo tempo. Al minuto 57 infatti, Aribo sfrutta un grave errore di Sow, che lancia l’attaccante nigeriano verso Trapp con un improvvido colpo di testa all’indietro. Gli scozzesi passano così in vantaggio.

Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

Tuta, anche lui colpevole sull’azione del gol per non aver impedito all’avversario di avere accesso facile alla porta, accusa dei problemi fisici. Due minuti dopo la rete dello svantaggio viene sostituito da Hasebe. Il giapponese ricopre il ruolo di centrale della difesa a 3 e funge da primo costruttore di gioco per cercare di accelerare un palleggio fino a quel momento piuttosto sterile e prevedibile. 

Ancora una volta, la reazione dei tedeschi passa inevitabilmente dalla qualità degli uomini sugli esterni. Al minuto 69, Kostic trova per la prima volta lo spazio per scodellare un pallone dentro. Sullo stesso, si avventa Borré, che da vero rapace d’area di rigore anticipa i due centrali scozzesi e batte McGregor. Il punteggio torna in equilibrio. A questo punto, segue una fase in cui i due allenatori si affidano alle energie fresche dei giocatori in uscita dalla panchina per vincere la gara. Glasner manda dentro Hauge al posto di Lindstrom. Il tecnico olandese, invece, inserisce Davis per Jack e Fahion Sakala per Wright. Il neoentrato si piazza al centro dell’attacco, con conseguente spostamento di Aribo sulla corsia di destra. 

Eintracht-Rangers (5-4 d. c. r.): analisi tattica e considerazioni

La velocità dello zambiano si rivela un’arma davvero importante per gli scozzesi, ma non sempre il giocatore effettua la scelta giusta, finendo quasi sempre fermato dalla difesa tedesca. Il Francoforte beneficia invece del solito grande movimento di Borré, anche se su di lui si fa sempre sentire molto forte la marcatura di Bassey. Kamada prova ad agire tra le linee in una posizione più centrale, senza però trovare spazi per illuminare con le sue giocate. Sul punteggio inchiodato sull’1-1 si va dunque ai supplementari.

Analisi tattica Eintracht-Rangers: i supplementari e i rigori

La mezz’ora post-regolamentari è contrassegnata da alcuni sviluppi sul piano dell’analisi tattica di Eintracht-Rangers. Negli scozzesi entra Arfield per Kamara. Il cambio dà via a una serie repentina di modifiche all’assetto offensivo prima e all’intero modulo poi. Sakala, Kent e Aribo si scambiano continuamente le posizioni, per poi assestarsi con il primo da centravanti, il secondo esterno sinistro e il terzo a destra. A metà del primo tempo supplementare, la squadra si dispone con un 3-4-3. Lundstram va a fare il centrale di destra della difesa a 3 guidata da Goldson.

Tale mossa viene confermata e rafforzata dal cambio al minuto 101 con Sands che rileva Aribo. Il neoentrato va a sostituire Lundstram, che così ritorna alla sua posizione originaria in mezzo al campo. Tavernier e Barisic si alzano, mentre la punta centrale diviene Arfield, con Sakala che torna nuovamente a destra. Glasner aggiunge invece muscoli a centrocampo, inserendo anche Hrustic per Sow dopo aver sostituito Rode con Jakic

Il nuovo modulo consente agli scozzesi di difendersi a 5 e resistere agli assalti di Kostic e Knauff con la loro intraprendenza. Il secondo tempo supplementare si rivela molto più vivace del primo, con le squadre che costruiscono diverse occasioni potenzialmente pericolose. I rigori sembrano però imminenti, per questo Van Bronckhorst inserisce Roofe verso la fine. Dagli 11 metri, tutti i giocatori tedeschi fanno centro, mentre negli scozzesi arriva l’errore decisivo di Ramsey al quarto tentativo. Borré segna l’ultimo, regalando ai suoi la coppa.

Analisi tattica Eintracht-Rangers: le considerazioni finali

L’Eintracht si aggiudica così il suo secondo successo in Coppa Uefa/Europa League, dopo l’ultimo datato 42 anni fa. La vittoria corona un percorso eccezionale per la squadra di Glasner che chiude da imbattuta. Nonostante l’undicesimo posto in classifica in Bundesliga, l’Europa si dimostra il teatro ideale per i tedeschi che hanno affrontato ed eliminato avversarie molto più blasonate. Prima fra tutte il Barcellona. La squadra subisce la pressione e la tensione dell’atto finale, risultando molto meno esuberante del solito. Kamada e Lindstrom non trovano mai i guizzi decisivi. Knauff è impreciso e Kostic è costretto a un gran lavoro in copertura su Tavernier. La gioventù e l’inesperienza di molti giocatori a questi livelli sicuramente hanno giocato la loro parte, ma nel momento decisivo dei rigori tutti dimostrano un’estrema freddezza. La soddisfazione è doppia, dato che grazie a questa vittoria la squadra guadagna anche la partecipazione alla prossima Champions League.

I Rangers, invece, non riescono nell’impresa di riportare a casa un titolo europeo. L’ultimo e unico risale infatti a 50 anni fa, un trionfo nella Coppa delle Coppe. Si tratta inoltre della seconda finale persa in questa competizione dopo quella della stagione 2007/2008. Gli scozzesi pagano sicuramente alcuni problemi di formazione, in particolare nel reparto offensivo, dove è stato adattato un centrocampista come Aribo. Un giocatore generoso che poi con cinismo riesce anche a sfruttare una delle pochissime occasioni capitategli. Al netto di questa sconfitta, però, non bisogna dimenticare il passato recente del club. Un decennio fa, infatti, si ritrovava a dichiarare il fallimento, dovendo perciò ricominciare dalla Third Division. Tanti anni di agonia nel purgatorio delle serie minori scozzesi per riuscire a tornare finalmente alla ribalta. La finale di una competizione europea, benché persa, non può che rappresentare il segno della definitiva rinascita dalle proprie ceneri.

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