Empoli-Milan (2-4): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Nell’ultima partita del girone di andata, il Milan torna alla vittoria e lo fa con un roboante 2-4 in casa dell’Empoli. La squadra di Pioli chiude il suo fantastico 2021 confermandosi al secondo posto in classifica, alle spalle della capolista Inter, nonostante le difficoltà legate ai tanti infortuni. Gli uomini di Andreazzoli vedono invece arrestarsi la striscia positiva delle ultime 5 partite, non senza aver espresso comunque un ottimo calcio per buona parte del match. Diamo uno sguardo alle formazioni per proiettarci nell’analisi tattica di Empoli-Milan.

La squadra di casa scende in campo col consolidato 4-3-1-2. Davanti a Vicario la linea difensiva è composta da Parisi, Luperto, Romagnoli e Stojanovic. A centrocampo, il metronomo è Ricci, coadiuvato dalle mezz’ali Henderson e Zurkowski, mentre Bajrami si colloca alle spalle delle due punte Cutrone e Pinamonti.

Gli ospiti rispondono come sempre col 4-2-3-1, anche se fortemente rimaneggiato. Scelto Florenzi esterno basso a destra, con Tomori, Romagnoli e Theo Hernandez a completare il quartetto arretrato a protezione di Maignan. In mediana c’è Bennacer a far coppia con Tonali, perché Kessié è chiamato a vestire i panni del trequartista centrale. Assieme all’ivoriano giocano Saelemaekers e Messias larghi, a sostegno dell’unica punta Giroud.

Primo tempo: subito grande ritmo e partita vivace

L’analisi tattica di Empoli-Milan ci mostra una partita sempre viva e bella, con due squadre che esprimono un calcio offensivo e divertente. I toscani impongono fin da subito una grande intensità, andando a pressare col baricentro molto alto e impedendo ai rossoneri di poter sviluppare gioco facilmente. Gli uomini di Andreazzoli sono in grande fiducia e lo dimostrano con un atteggiamento spregiudicato in campo. I terzini sono sempre molto alti ad accompagnare l’azione e costringono Messias e Saelemaekers ad un grande lavoro in ripiegamento difensivo.

La mobilità delle mezz’ali e le giocate combinate delle due punte, che si cercano e si trovano, creano qualche grana al Milan. In particolare, è sulla fascia destra che la squadra di casa cerca di trovare la superiorità numerica, attaccando lo spazio alle spalle di Theo Hernandez. Da questa parte, infatti, si allargano spesso Pinamonti e Bajrami, liberando campo alle incursioni di Zurkowski. Più basso rimane, invece, Ricci, il metronomo della squadra, che in fase di non possesso si posiziona a schermo davanti alla difesa.

Empoli-Milan (2-4): analisi tattica e considerazioni

Messi in difficoltà dall’intraprendenza dell’Empoli, i rossoneri sono costretti ad alterare il loro consueto piano tattico. La pressione alta delle due punte toscane impedisce la costruzione a 3 dal basso, per questo viene spesso ricercata la palla lunga per Giroud. Col passare del tempo, però, emergono per il Milan due giocatori, Kessié e Saelemaekers. Il primo, interpreta a suo modo il ruolo di trequartista sotto punta, mettendosi a disposizione dei compagni in fase di costruzione e accompagnando l’azione con gli inserimenti senza palla. Una disposizione tattica che consente all’ivoriano di segnare una doppietta nei primi 45 minuti. L’altro uomo-chiave è invece Saelemaekers, abile a sua volta nello sfruttare la libertà concessagli dalle discese in avanti di Stojanovic e dalle sovrapposizioni di Theo.

Secondo tempo: l’Empoli molla e il Milan dilaga

Nella ripresa, Andreazzoli corre subito ai ripari per cercare di arginare il numero 56 rossonero. Per questo, inserisce Marchizza al posto di Stojanovic, spostando Parisi a destra dalla parte del belga. Il risultato ancora aperto consente all’Empoli di continuare a giocare con spensieratezza, sfruttando la superiorità numerica a centrocampo. Le due mezz’ali, Zurkowski ed Henderson, si alzano in linea con Bajrami, andando così a formare un 3 contro 2 con i mediani rossoneri. Pioli risponde portando Messias dentro al campo in fase di non possesso, ma di fatto perde un uomo in copertura sull’esterno, consentendo a Marchizza di beneficiare di tanto spazio a sinistra.

Oltre all’entusiasmo, però, la squadra toscana dispensa anche parecchi errori, che costano caro contro una squadra che pressa alta come il Milan. Subito il gol del 3-1, infatti, i padroni di casa cominciano lentamente a smarrirsi e ad affidarsi esclusivamente a lanci lunghi frettolosi alla ricerca dell’attacco della profondità delle punte. Andreazzoli prova a dare consistenza a questa soluzione inserendo anche La Mantia, più strutturato fisicamente, ma senza sortire gli effetti sperati. I rossoneri, invece, acquisiscono maggiore sicurezza, potendo contare su un Saelemaekers davvero incontenibile e un Kessié a tutto campo, sempre bravo ad allungare la squadra e a inibire le giocate di Ricci.

Empoli-Milan (2-4): analisi tattica e considerazioni

Solo nel finale, l’Empoli ritrova qualche energia, riuscendo ad accorciare ancora le distanze col rigore di Pinamonti al minuto 84. Anche gli ultimi minuti di gioco mantengono la vivacità apprezzata per tutta la partita, perché i toscani provano a crederci e tornano a riversarsi numerosi in avanti. Il Milan, dal canto suo, non si accontenta di gestire il pallone e prova a sfruttare le ripartenze con i subentrati Diaz e Krunic, con conseguente arretramento di Kessié in mediana. Dopo tante emozioni, la partita si chiude definitivamente sul 2-4.

Analisi tattica Empoli-Milan: le considerazioni finali

La sconfitta patita in quest’ultima giornata del girone d’andata e del 2021 non ridimensiona assolutamente la meravigliosa realtà dell’Empoli. Una squadra che non rinuncia mai ai suoi principi di gioco e che affronta a viso aperto anche le grandi del nostro campionato. Nono posto in classifica con 27 punti sono la testimonianza migliore dell’ottimo lavoro svolto fin qui da Andreazzoli, che può contare su un gruppo giovane, con tanti talenti già di ottima prospettiva. La salvezza sembra essere assolutamente a portata di mano, per cui i toscani possono provare a chiedere qualcosa di più al loro campionato. Non prima però di aver messo a posto qualcosa, in primis il rendimento tra le mura amiche del Castellani, dove sono arrivati solo 10 punti.

Il Milan ritorna invece a sorridere dopo un periodo un po’ complicato, avviato dall’uscita dalla Champions, e conclude alla grande il suo girone d’andata. I rossoneri si confermano capaci di rimanere in scia della capolista, anche se hanno perso un po’ di smalto e brillantezza rispetto a inizio stagione. La sosta rappresenta il momento ideale per iniziare a svuotare l’infermeria e cercare di arrivare alla ripresa a gennaio con qualche tassello importante recuperato, soprattutto nel reparto offensivo. Pioli può comunque contare su un gruppo importante e solido, che ha dimostrato grande spirito e di poter reggere nei momenti difficili.

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