Emre Can: da esubero della Juventus a leader del Borussia Dortmund

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Emre Can Juventus

Il Borussia Dortmund raggiunge la finale di Champions League grazie a molti singoli che hanno fatto la differenza, ma uno di questi sicuramente è Emre Can, ex Juventus. Il centrocampista tedesco quest’anno viene trattato come una giocatore riscoperto, ma la continuità è sempre stata parte del suo repertorio, in cui non sono mancati gol e assist. Cattiveria, agonismo e adesso anche regia; insomma, il centrocampista giallonero è un leader della squadra che adesso vuole scrivere la storia a Wembley contro il Real Madrid. Dobbiamo ripercorrere gli ultimi anni del ragazzo per comprendere veramente l’evoluzione di un centrocampista che abbiamo visto veramente poco in Serie A.

Emre Can, dalla Juventus al Borussia Dortmund, l’Odissea del numero 23

Prima dell’avventura al Borussia Dortmund, Emre Can era arrivato alla Juventus a parametro zero dopo aver salutato il Liverpool. Nella Juventus del 2018-2019, che ha preso Cristiano Ronaldo, che detiene giocatori del calibro di Dybala, Pjanic e Chiellini, il tedesco viene chiamato per dare qualità alla manovra dei bianconeri. Con Khedira agli sgoccioli di carriera, Emre Can sembra essere l’erede perfetto per continuare a dominare in Italia e provare l’assalto alla Champions League. 

Da oggetto del mistero a pupillo di Max e dei tifosi

Emre Can: da esubero della Juventus a leader del Borussia DortmundLa prima stagione a Torino è veramente buona, seppur in ritardo a causa di un nodulo tiroideo che lo tiene fermo per un po’ di tempo. Ma comunque riesce a incidere, perché in poco tempo si adatta e diventa uno dei pupilli dei tifosi. Allegri comincia ad alternarlo a centrocampo con Khedira, lo prova anche regista spostando Pjanic mezz’ala oppure spostando Bentancur mezzala. Il livornese ci aveva visto lungo, perché oggi Emre Can è un mediano e punta a mettersi alla pari di Rodri e Calhanoglu, seppur con caratteristiche diverse. Il primo gol arriva contro il Chievo allo Stadium su assist di un ispirato Paulo Dybala; il tedesco la piazza e batte Sorrentino. Tutto è un crescere per lui che trova il gol contro il Sassuolo, poi contro il Napoli e infine contro l’Udinese.

La partita che gli rende giustizia è sicuramente il ritorno con l’Atletico Madrid, dove la scena se la prende CR7 con la tripletta, ma lui si prende il cuore dei tifosi. All’andata Allegri capisce che contro gli spagnoli il terzo di difesa non lo può fare Bentancur, allora gioca la carta Emre Can. Il tedesco permette così la spinta degli esterni (Spinazzola e Cancelo) e arretra per dare una mano a Chiellini e Bonucci. Il tedesco è una muraglia e non solo, riesce anche a contribuire in progressione. Corsa, contrasti e grinta da vendere; la cosa si ripeterà nella disfatta contro l’Ajax, ritrovandosi anche da solo ad andare a pressare gli olandesi, non volendosi arrendere all’amara eliminazione.

Chiude l’annata con in bacheca la vittoria del campionato di Serie A e la Supercoppa italiana vinta a Gedda contro il Milan. Per lui sembra esserci un futuro roseo da senatore bianconero, ma tutto sembra non procedere secondo i piani. In conclusione, 4 gol e 1 assist; c’è molto da migliorare, ma le basi ci sono.

Emre Can, l’addio alla Juve per colpa di Sarri

Il titolo può fungere anche da accusa, ma in un certo senso è stato così. Allegri e la Juventus si separano chiudendo un ciclo, ma, se Guardiola diventa un desiderio impossibile, Maurizio Sarri diventa la realtà del nuovo ciclo bianconero. Il tecnico ex Chelsea deve solo ripartire da alcune certezze e modificare alcune piccole lacune di gioco: consentire a Ronaldo, Dybala, Costa, Bernardeschi, Higuain e Cuadrado di aumentare la produzione di gol; migliorare il possesso palla a partire dal centrocampo. Ebbene, ad già ad agosto qualcosa sembra vacillare: Sarri non lo ritiene fondamentale nel suo progetto, gli preferisce Khedira, seppur Rabiot e Ramsey non riescano a incidere, e su di lui ci sono l’interesse del Bayern Monaco e anche del PSG.

Il tedesco si ritrova catapultato come esubero e passa la prima parte di stagione a subentrare in poche gare. Qualcosa non torna e psicologicamente è sconvolto, tanto che sbaglia un gol davanti porta contro il Sassuolo. A gennaio è addio, perché torna in Germania al Borussia Dortmund. Gioca mezz’ala, ma con le idee del tecnico è un pesce fuor d’acqua. Ma allora in tutto questo cosa centra Sarri?

In un’intervista a Kicker raccontò: “Non mi pento di essermi trasferito in Italia […]. Il primo anno è stato bello, ho giocato molto e mi sono comportato bene. Poi è arrivato Maurizio Sarri; la dirigenza poi non mi fece accettare l’offerta del Paris Saint-Germain e quando chiamai l’allenatore in una conversazione di 20 secondi mi disse che non ero nella lista Champions. Non ha nulla a che fare col club: la Juve è una grande società, con grandi tifosi e in una grande città“.

Non solo: al momento dell’annuncio dell’esonero di Sarri spuntò anche un suo like, insieme a quello di Mandzukic, sul post. Chiamiamolo ‘delirio sarriano’, ma da lì potremmo parlare di uno dei tanti punti d’origine degli attuali problemi della Juventus in mediana. Anche i tentativi della società di provare a tenerlo, come da lui raccontato, sembrano farci capire anche come ci fosse sin da subito una pochissima connessione tra l’allenatore e i dirigenti in quella Juventus. 

Emre Can: da esubero della Juventus a leader del Borussia Dortmund

Leader, il sodalizio Can-Dortmund

A Dortmund il ragazzo sembra trovare finalmente una dimensione in grado di dargli stabilità. Arriva a gennaio per creare con Witsel una mediana forte per Favre; si alterna tra la linea mediana e la difesa a tre, nella maggior parte dei casi come interno, ma in emergenza anche da centrale. 33 le presenze, 3 i goal nei primi dodici mesi sotto la sponda giallonera.

Cambia la guida tecnica, ma lui rimane fisso lì a guidare il centrocampo. Con Terzic non si può parlare di evoluzione, ma di semplice esaltazione della sua personalità e duttilità in campo. Solo quest’anno 2 reti e 2 assist in 10 presenze, sperando in una convocazione a giugno da parte di Nagelsmann per l’europeo. Intanto c’è questa terza finale da giocare, con il sogno di compiere un’impresa tale da rimanere nella storia della competizione.

Alla fine dopo la qualificazione in finale lui ha avuto il suo sfogo, richiamando l’attenzione su quelle critiche eccessive che l’hanno fatto passare per meteora. Emre Can adesso si è evoluto in leader, anche se per molti juventini lo era già prima. Con la crisi del centrocampo juventino chissà solo quanto avrebbe potuto far bene la tenacia del tedesco in mezzo al campo.

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