ESCLUSIVA – Francesco Lodi: la mia carriera e i momenti indelebili

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Francesco Lodi, classe 1984, è nei ricordi di tutti per le sue splendide punizioni che ne hanno fatto dal 2010 al 2019 il quarto miglior realizzatore in Europa alle spalle di Messi, Ronaldo e Pjanic. Ma Ciccio, così chiamato da tutti, non è solo calci piazzati: un centrocampista di qualità capace di grandi geometrie in mezzo al campo, dotato di gioco lungo e corto.

Tutti lo ricordano in Serie A con la maglia del Catania dove si è messo in luce con stagioni di alto livello in cui il club etneo ha ottenuto il miglior piazzamento della sua storia, l’ottavo posto, alle porte dell’Europa. In carriera ha anche vestito le maglie di Empoli, Frosinone, Udinese e Parma fra le altre.

Francesco Lodi: la passione per il calcio e l’esplosione al Catania

Come nasce la sua passione per il calcio?

“In modo molto naturale: quando ero bambino mi divertivo con i miei coetanei alla scuola calcio dell’Oasis Club di Frattamaggiore. Momenti di aggregazione indelebili nella mia mente che mi hanno permesso di diventare l’uomo e il giocatore che sono oggi.”

In carriera si può dire che la svolta definitiva per la sua carriera sia stata il cambio di ruolo da trequartista a centrocampista centrale soprattutto quando si è trasferito a Catania.

“Ho svolto molti ruoli passando dal fare la seconda punta per poi essere spostato sull’esterno destro per rientrare sul mancino. Onestamente mi trovavo bene anche a giocare da esterno e lo dimostrano anche i numeri: infatti ho realizzato molte reti (31 in due anni) con la maglia del Frosinone. Mi ricordo bene il giorno che il mister, per necessità di formazione, mi spostò al centro della mediana e ricordo anche che il presidente era dubbioso perché nel ruolo di esterno trovavo con buona frequenza la via del gol. Una volta schierato lì, mi sono sentito completamente a mio agio, era davvero la posizione che faceva per me. Poi nel gennaio del 2011 mi contattò Pietro Lo Monaco per acquistarmi comunicandomi la necessità del Catania di avermi come regista ed è cominciata così la bellissima avventura con i rossazzurri.”

ESCLUSIVA - Francesco Lodi: la mia carriera e i momenti indelebili

C’è un aneddoto, un dettaglio che le è rimasto impresso e che vuole raccontarci della sua carriera catanese?

“Beh ce ne sono davvero tanti. Ad esempio già la prima partita in casa fu davvero speciale: giocavamo in casa contro il Lecce ed eravamo sotto 1-2 ma siamo riusciti a ribaltarla con una mia doppietta (entrambe le reti su punizione). Una felicità e una gioia indescrivibili. Poi ci sono i tanti derby vittoriosi con il Palermo che erano le partite sempre più sentite della stagione per i tifosi e per noi giocatori. E come dimenticare la punizione in casa della Juventus! In più ricordo con piacere i rapporti di amicizia che si sono creati con i compagni e con gli allenatori come Simeone, Montella e Maran.”

La nuova avventura in Serie D e il suo futuro

Adesso sta giocando nei dilettanti, nello specifico in Serie D con la casacca dell’Acireale (oggi primo in classifica), un club che vanta un ottimo passato avendo militato anche Serie B. Cosa l’ha spinta a scendere di categoria?

“L’amore per questo sport è la principale motivazione ma anche il competere per obiettivi importanti. Qui ad Acireale c’è una società ambiziosa e preparata che non si è prefissata un obiettivo specifico ma punta a far divertire i tifosi, molto calorosi; poi è chiaro che tutti noi giochiamo per vincere ogni partita quindi se capita l’occasione di ambire a qualcosa di prestigioso perché non provarci…”

ESCLUSIVA - Francesco Lodi: la mia carriera e i momenti indelebili
Lodi in azione con la maglia dell’Acireale (foto di Santina Sorbello)

Per concludere, cosa farà Francesco Lodi una volta appesi gli scarpini al chiodo?

“Voglio intraprendere la carriera del procuratore sportivo, è un qualcosa che mi attrae e penso che i tanti anni in campo mi permettano di avere un certo occhio per i giocatori. Inoltre ho anche avviato una mia scuola calcio qui a Catania, la Star Academy Francesco Lodi, perché desidero vedere i ragazzi divertirsi e muovere i primi passi calcistici. Per adesso però ho ancora voglia di giocare a calcio e, fino a che avrò questo fuoco dentro di me per competere, non ho intenzione di smettere.”

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