Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record

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Europei femminili 2022 record

La rassegna continentale femminile da poco conclusasi il 31 luglio scorso ha regalato una lunga serie di emozioni e di sorprese alquanto inaspettate. Tra la gioia di poche e le delusioni di molte, è stato un torneo per molti aspetti storico, che sicuramente mette un’importante bandierina nel percorso del movimento nel Vecchio Continente. Nei vari dipartimenti statistici che si possono analizzare, gli Europei femminili del 2022 annoverano una sfilza di record. Sia dentro, che, soprattutto, fuori dal campo. In questo articolo, vogliamo provare a tracciare un bilancio della XIII° edizione di questa manifestazione, osservando attentamente i dati numerici e non solo. Nella nostra analisi, ci soffermeremo in particolare sui riconoscimenti e le statistiche individuali e di squadra. Ai primati farà poi seguito anche qualche parentesi meno felice.

Europei femminili 2022: record e statistiche della finale

Cominciamo la nostra rassegna sui dati numerici e i record degli Europei femminili 2022 dal verdetto della finale. Andiamo a scoprire le varie componenti che si intrecciano, partendo dalla consapevolezza di avere, in questo senso, una protagonista indiscussa. Parliamo ovviamente dell’Inghilterra, Paese ospitante nonché selezione vincitrice della competizione. Le Lionesses si sono aggiudicate, per la prima volta nella loro storia, il titolo continentale a livello di Nazionale maggiore femminile. Il successo di Wembley rappresenta l’apice del movimento britannico, sebbene avesse già conosciuto l’enfasi di giungere all’atto conclusivo del torneo 2 volte. Purtroppo, però, a tali occasioni era sempre seguita l’amarezza della sconfitta

Al terzo tentativo, tuttavia, le ragazze in maglia bianca hanno fatto, finalmente, centro. Proprio davanti al loro pubblico. In quello stesso stadio dove, appena un anno fa, la selezione maschile ci vedeva esultare e cantare di gioia sotto i loro occhi. Ma questa è un’altra storia. Tornando alla finale del 31 luglio tra Inghilterra e Germania, ci sono 2 record su cui soffermarsi e che contribuiscono a rendere storica questa edizione. Entrambi riguardano aspetti extra-campo.

Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record

Da un lato, abbiamo gli 87.192 spettatori presenti allo stadio per seguire la loro Nazionale in finale. Record ogni epoca per l’atto conclusivo di un Europeo, sia maschile che femminile. Dall’altro, i 17.4 milioni di persone collegate alla partita davanti al televisore. Anche qui primato assoluto per una gara di calcio femminile nel Regno Unito. Gli Europei del 2022 sono, di fatto, i più seguiti della storia del movimento.

La donna del destino: la c.t. Sarina Wiegman

Una spedizione vincente è sempre costituita da un grande gruppo e da un leader di spessore. Per quanto concerne il primo fattore, approfondiremo tra poco, attraverso i numeri, la forza della squadra britannica. Occupiamoci, invece, adesso del secondo. La guida che ha condotto la selezione inglese a trionfare agli Europei femminili 2022, collezionando, tra l’altro, vari record, è l’olandese Sarina Wiegman. L’unica allenatrice a riuscire finora nell’impresa di vincere due volte di seguito il titolo continentale e per di più con due Nazionali diverse. Anche il successo dell’Olanda nel 2017 porta, infatti, la sua firma.

Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record

Una scelta non casuale, dunque, quella della Federazione britannica di affidare le sorti della panchina delle Lionesses alla nativa de L’Aja. A lei il difficile compito di portare sul gradino più alto del podio la selezione anglosassone nell’edizione casalinga. Con tutti i pro e contro che ciò comporta. Lei, però, con tutta la sua esperienza e la sua bravura, traghetta le padrone di casa fino in fondo, raggiungendo un altro record: quello di aver vinto tutte e 12 le partite delle due edizioni (ivi incluse quelle oltre i regolamentari).

Per le britanniche in finale, quasi come se fosse un segno del destino, c’è di nuovo la Germania. La stessa che nel 2009 rifilò loro un umiliante 6-2 grazie al quale si aggiudicò il settimo titolo continentale. Stavolta, però, l’Inghilterra rende pan per focaccia, portando a compimento la propria vendetta (sportiva!). Strappando, inoltre, a Voss-Tecklenburg la possibilità di essere la prima a vincere l’Europeo sia da giocatrice che da allenatrice.

Europei femminili 2022: i verdetti individuali tra premi e occasioni mancate

Proseguiamo il nostro bilancio degli Europei femminili 2022 e dei suoi record concentrandoci sulle statistiche individuali. Oltre ai dati numerici che designano i vari premi, daremo anche lettura della top-11 di tutto il torneo redatta dall’UEFA e, dulcis in fundo, tratteremo anche di alcune mancate protagoniste

Partiamo subito col presentare la giocatrice eletta MVP della manifestazione. Si tratta di Beth Mead, attaccante inglese classe 1995. I numeri che giustificano tale riconoscimento parlano da soli. In 6 partite, colleziona 6 gol, al pari della tedesca Popp. Tuttavia, la calciatrice dell’Arsenal ha a referto anche 5 assist. Ciò non solo le consente di vincere la classifica cannonieri, ma la piazza anche al primo posto di quella delle assistenze, davanti alle connazionali Walsh e Kirby e ad Asllani (tutte a quota 3) e alla francesi Matéo e Karchaoui (2). Insomma, un monopolio incontrastato per questo talento straordinario, che sa però mettersi anche a disposizione delle compagne e che rappresenta un vero pericolo per le difese avversarie. Come testimoniano le 13 occasioni create e le 15 conclusioni.

Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record

Preponderanza britannica, chiaramente, anche nella formazione delle migliori stilata dall’UEFA. La Federazione opta per un 4-3-3 con Earps (ING) tra i pali, linea difensiva costituita sugli esterni da Karchaoui (FRA) e Gwinn (GER), la giocatrice ad aver percorso più chilometri (13.55) nella partita finale. La coppia centrale è invece formata da Hegering (GER) e Williamson (ING). In cabina di regia, la spagnola Bonmati, affiancata da altre due finaliste, le mezz’ali Walsh (ING) e Oberdorf (GER), quest’ultima premiata come miglior giovane del torneo. Concludiamo col tridente pesante in cui configurano le due top-scorer Mead e Popp insieme a Buhl.

Proprio Klara Buhl ci consente di aprire una breve parentesi sulle delusioni individuali. Dopo uno straordinario inizio, la giocatrice tedesca si è dovuta arrendere al covid, saltando così semifinale e finale. Un’assenza sicuramente importante e che ha avuto un suo peso sull’esito conclusivo della sua Nazionale. Il dannato virus ha purtroppo limitato e di molto l’avventura anche della nostra Valentina Cernoia. La juventina, infatti, negativizzatasi in extremis, ha potuto giocare soltanto gli scampoli finali della sfida contro il Belgio. La sua qualità e il suo carisma sono due fattori che sono mancati tanto alle nostre azzurre. 

Europei femminili 2022: infortuni di lusso oltre ai record

Se parliamo di iella, non possiamo non citare altri casi di infortuni di lusso. Il primo pensiero va sicuramente ad Alexia Putellas. La giocatrice spagnola, vincitrice dell’ultimo Pallone d’oro, ha dovuto rinunciare all’Europeo a causa di un grave infortunio al ginocchio capitatole pochi giorni dell’inizio della manifestazione. Oltre ad aver perso in partenza una delle stelle più attese, il torneo ha dovuto fare a meno in itinere anche Katoto. Alla seconda partita, la bomber francese si è purtroppo procurata la rottura del legamento crociato, che l’ha messa k.o.

Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record

Un discorso particolare merita poi la già citata Alexandra Popp. La tedesca aveva saltato per infortunio le edizioni del 2013 e del 2017. Fortuna vuole che per i problemi legati alla pandemia, il torneo in Inghilterra venga disputato nel 2022. In tal modo, ha occasione di riprendersi dall’ennesimo guaio fisico del 2021 per potersi presentare al meglio, finalmente, alla competizione. Un inizio travolgente, 6 gol in 5 partite, doppietta decisiva in semifinale contro la Francia. Tutto sembra apparecchiato affinché questa sia l’occasione della sua vita. E invece, ancora una volta, il fato avverso si abbatte su di lei. Un presunto problema alla schiena la costringe a dare forfait in finale e a seguire la disfatta delle compagne dalla panchina.

La stessa che attende Beth Mead poco dopo l’ora di gioco, messa a sedere anche lei da una botta a vedere la partita lontano dal campo. In questa occasione, però, il destino svela apertamente le sue carte, facendo capire per chi fa il tifo. A sostituire l’MVP, infatti, è proprio quella Chloe Kelly, che segna il gol decisivo nel secondo tempo supplementare per far esultare di gioia un intero Paese.

I riferimenti statistici di squadra

Concludiamo questo nostro bilancio sugli Europei femminili 2022 tra statistiche e record con i numeri riguardanti le Nazionali. Anche in questo caso, partiamo dai dati positivi. Le campionesse in carica si confermano prime sia per quanto concerne i gol fatti (22, nuovo primato, battuto il precedente della Germania del 2009 con 21), che quelli subiti, appena 2. Delle britanniche è pure il punteggio più largo mai registratosi in una edizione degli Europei femminili. Si tratta dell’8-0 rifilato alla Norvegia nella seconda giornata della fase a gironi.

Complessivamente, sono stati segnati 93 gol, che, aggiunti a quelli delle precedenti manifestazioni, porta a 502 il numero di reti segnate nella storia degli Europei femminili. A Ella Toone l’onore di aver realizzato la marcatura numero 500 con la giocata che ha sbloccato il punteggio della finale.

Europei femminili 2022: un bilancio tra numeri e record
Ella Toone, segna il gol dell’1-0 per l’Inghilterra in finale e il numero 500 della storia degli Europei femminili.

Un’ultima menzione sulle dolenti note. Vincitrice a parte, tutte le altre squadre, chiaramente, guardano con amarezza al mancato raggiungimento del trionfo. Di queste, però, ci sono alcune che per aspettative o blasone hanno deluso più di altre, abbandonando troppo presto il torneo. In questo alveo rientrano sicuramente l’Italia, la Danimarca e la Norvegia. Tutte uscite alla fase a gironi. Se le due selezioni scandinave possono “giustificarsi” con l’esigenza di un ricambio generazionale o con la difficoltà del proprio raggruppamento, ciò non vale per le nostre azzurre.

Al di là della netta superiorità della Francia, la nostra Nazionale aveva tutte le carte in regola per disputare una competizione decorosa. Nessuno pretendeva il successo, ma almeno la fase ad eliminazione diretta era tranquillamente alla nostra portata. Purtroppo, non è andata così. Tuttavia, è dalle grandi delusioni che nascono le motivazioni per migliorarsi. Peccato non essere state protagoniste di questi Europei femminili 2022 da record. 

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