Europei, Italia, su cosa deve lavorare Spalletti?

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Europei, Italia, su cosa deve lavorare Spalletti?

La rete di Zaccagni che regala gli ottavi degli Europei all’Italia di Spalletti è un miracolo mescolato alla forza di volontà degli Azzurri. Dopo le prime tre partite dobbiamo fare i conti e provare a capire i pregi e i difetti di una Nazionale assemblata in poco tempo dal CT. Possiamo andare avanti nel torneo? In cosa dovrà lavorare Spalletti?

Europei, Spalletti e un’Italia senza identità 

L’Italia è agli ottavi degli Europei di Germania ed è un primo obbiettivo completato per Spalletti. Tanta fatica, tanta sofferenza e molta paura. Mi piace pensare che ci sia un destino o qualcosa che ci abbia permesso di mandare avanti l’Italia di Spalletti in questi europei tedeschi. Mi viene in mente una frase della canzone “La fine di Nesli: “Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto: “Io ti salvo stavolta, come l’ultima volta“. 

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Queste parole potrebbero descrivere la partita dell’Italia a Lipsia; a quel gol di Zaccagni, gridato come un miracolo. Però i miracoli, se vengono concessi, di conseguenza vanno sfruttati e non sprecati. Siamo agli ottavi, bene, ma c’è molto su cui lavorare sia tatticamente e sia sui singoli. In poco tempo Spalletti dovrà trovare una quadra e dare un’identità alla Nazionale, anzi, se servirà, anche stravolgere tutti i suoi piani, perchè la squadra sia migliore, come un bel film che lascia tutti senza parole.

Siamo sotto il nostro livello

Arriviamo a Dortmund con la fiducia che accompagna ogni esordio e con molti dubbi sulla nostra Italia. Le partite dei gironi ci hanno certificato una qualità bassa rispetto a Euro2020, nonostante l’essere detentori del titolo. Le idee di Spalletti, possesso palla e pressione alta, al momento non sono state assimilate; la mancanza di veterani come Chiellini e Bonucci probabilmente incide, ma in qualche modo i ragazzi dovranno farsi le ossa. Il possesso palla è un punto su cui lavorare, specialmente a centrocampo: l’Albania si è rivelata di basso livello e ci ha permesso di dominare, al contrario delle partite con Spagna e Croazia.

I nostri rivali erano i croati e la differenza l’ha fatta qualche dettaglio sottile, oltre che i punti: la nostra tenacia. Un punto a nostro favore ce l’abbiamo: la reazione allo svantaggio, avvenuta due volte su tre. Sarà utile, ma le partite andranno anche dominate, perché sempre di rincorsa sarà faticoso.

Le certezze italiche

Poche, ma monumentali, come Donnarumma, che ha bisogno di nuovi aggettivi per non essere ripetitivi. In porta siamo al sicuro, ma non possiamo lasciare il grosso del lavoro a lui. Il portiere del PSG è una colonna salda del nostro undici e guai a negarlo, anche perché la fascia di capitano l’ha responsabilizzato e sta dando segnali al club francese e a Luis Enrique.

Italia-1 Europei, Italia, su cosa deve lavorare Spalletti?

Bastoni e Calafiori sono una coppia difensiva che ha ottime possibilità per confrontarsi con i grandi. Vero, 3 gol subiti forse non è confortante, ma analizzandola nei dettagli è una difesa che aggredisce e tenta di impostare. Un gol e un assist in due, tanti tentativi degli avversari annullati e tanto coraggio da vendere.

Barella è al momento l’unico centrocampista che sta rendendo bene. Purtroppo è dura in un centrocampo in cui Jorginho sta deludendo, così come Frattesi, Pellegrini e anche Cristante. Un gol, tanta lotta e sacrificio, lavorando forse il più del dovuto. La sua qualità si sente e ne abbiamo bisogno ora più che mai.

I bocciati

Scamacca, Raspadori e Retegui non hanno inciso e sono apparsi come le brutte copie di quello visto in campionato con le rispettive squadre. 0 gol, poca connessione con i compagni e poca incisione sotto la porta: Spalletti dovrà provare a risvegliarli. Così come Chiesa, sufficiente con l’Albania e con la Croazia, ma spettrale con la Spagna. Da uomo-copertina a fantasma è bastato poco, soprattutto perché la sua cilindrata ci serve.

Dimarco e Frattesi sono la metà nerazzurra che ha deluso le aspettative. L’esterno è sembrato l’ombra di sè stesso e un lontano ricordo di quello visto con Inzaghi; il centrocampista alla resa dei conti è risultato impreparato. L’ex neroverde è anche uno dei più rimproverati dal mister perché sembra non riuscire a leggere le partite.

Jorginho non è più quello del 2021. L’effetto Mancini è scomparso e ci siamo illusi che Arteta l’avesse risvegliato dalle tenebre. Almeno in Nazionale, il ragazzo ormai sembra essere assente. Regia lenta, zero verticalizzazioni e incapacità di cambiare lato. Ieri quasi esasperato, il ct ha sparato forte affermando: “Non gli dare tempo! Girati, dritto! Girati, sul quinto!“.

Pellegrini era tornato in forma con De Rossi, ma ora sembra tornato alle brutte prestazioni viste in campionato. Anche ieri, spostato come mezzala, suo ruolo naturale, ha deluso le aspettative, soprattutto per uno che porta la maglia numero 10. Sembra con la testa altrove e in fase offensiva è apparso notevolmente in difficoltà.

La nota dolente di Spalletti ha un nome e un cognome: Giovanni Di Lorenzo. Anche lui sembra in lotta con sè stesso. Male come terzo di difesa, male come esterno. La partita con la Spagna lo ha condannato alla gogna e sappiamo benissimo che non è quello il difensore che conosciamo.

Volti nuovi

Spalletti ha delle alternative che deve studiare a fondo, ma che potrebbero essere importanti nel nostro percorso. Partiamo dalla questione mediana: Fagioli. Il ragazzo è in netta ripresa, nonostante abbia pochi minuti sulle gambe. Se l’obbiettivo di Spalletti è provare a vincere sul possesso palla, Nicolò rappresenta un vantaggio per noi.

Cambiaso proviene da un’ottima stagione con la Juve, ma in Nazionale ha giocato in un ruolo che non è il suo. Non è un’esterno d’attacco, ma di sicuro può rappresentare una valida alternativa a Dimarco. La Svizzera può essere un banco di prova anche a partita in corso. Con Cambiaso, Fagioli e Chiesa si formerebbe anche un “blocco Juve“, cosa che alla Nazionale ha sempre giovato.

Darmian ieri sera ha giocato una buonissima partita e ha bisogno della riconferma, soprattutto al posto di Di Lorenzo. La sua esperienza permetterebbe di adattarlo sia come terzo e sia come terzino. Un giocatore con piena maturità che va sfruttato adesso per garantirsi solidità.

Zaccagni dopo il gol ha bisogno di fiducia ed è giusto che gli vada data. Premiato per l’impegno avuto in pochi minuti, ma adesso sta a lui avere continuità. Ciò permetterebbe a Spalletti di giocare con il 4-3-3, modulo preferito del tecnico.

Il modulo

Li abbiamo provati tutti: 4-3-3; 4-2-3-1; 3-5-2. Il modulo conterà una bassa percentuale, ma comunque ha la sua importanza per far rendere al meglio i calciatori. Al momento, ipotizzo una formazione: Donnarumma; Darmian, Calafiori, Bastoni, Cambiaso; Fagioli, Jorginho, Barella; Zaccagni, Scamacca, Chiesa. In questo caso ci sarebbe la possibilità di usufruire di due moduli: il 4-3-3 e il 3-5-2. Il tema, come è ovvio, deve essere connesso ai singoli calciatori, ma quello che conta è la prestazione. Spalletti l’ha fatto notare che siamo sotto un livello standard, ma in qualche modo dovrà essere alzato. Serve di più da parte dei singoli, servirà la personalità. Contro la Svizzera non possono essere ammessi sbagli.

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