Fiorentina-Torino, le dichiarazioni di Iachini alla vigilia

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La Fiorentina di Beppe Iachini apre la Serie A 2020/2021 contro il Torino. All’ “Artemio Franchi” è sfida fra il confermato tecnico viola e il neo allenatore granata Giampaolo, due profili diversi in relazione alla passata stagione. L’uno riparte con delle certezze in più dopo l’ottimo finale di stagione che gli ha garantito la riconferma, l’altro cerca il rilancio dopo l’esonero sulla panchina del Milan nella prima parte di campionato. I gigliati ripartono da un filone molto positivo di otto risultati positivi nelle ultime nove gare di campionato, concluso al decimo posto dopo una risalita difficile dalle basse posizioni.

L’obiettivo, quest’anno, è un piazzamento da metà classifica in su: gli arrivi di Bonaventura e Borja Valero portano senz’altro maggiore qualità al centrocampo viola. Se Federico Chiesa dovesse restare, inoltre, sarebbe un’importante e ulteriore certezza su cui contare, al pari della stella di questa squadra ovvero Franck Ribery.

Fiorentina-Torino, Iachini alla vigilia: «Gettate le basi per una stagione positiva»

Ed ecco le parole del tecnico viola, Giuseppe Iachini, nella conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Torino. «Questa ripartenza non è molto diversa da come abbiamo concluso la scorsa stagione, non è stata una preparazione normale come tutti gli anni perché abbiamo dovuto accorciare tante cose, il distacco fra i due campionato è molto breve. Vogliamo fare una stagione positiva, ripartendo dal finale dello scorso campionato, in cui siamo stati la miglior difesa e abbiamo vinto tante partite, facendo un’ottima media punti. Abbiamo gettato le basi e le ultime amichevoli ci hanno lasciato qualche buona indicazione».

Sui granata: «Affrontiamo una squadra qualitativa e organizzata, con giocatori importanti in tutti i reparti. Ci vorrà subito di grande attenzione e concentrazione, bisogna partire col piede giusto mettendo in campo buona mentalità e organizzazione. E’ la prima partita, dovremo prenderla nella maniera giusta. Belotti? Ha esordito in Serie A con me a 18 anni, lo conosciamo bene. Anche i miei ragazzi hanno però ottime qualità e in futuro faranno parlare di sè».

Sulla visita del presidente Commisso e sul mercato: «Sono stato contento di rivedere il presidente con noi, non lo vedevamo da mesi: sappiamo quanto lui tenga alla squadra e all’ambiente viola. Per quanto riguarda il mercato, ho grande fiducia nel presidente e nei direttori. Se dovesse capitare qualche situazione interessante la Fiorentina dirà sicuramente la sua, ci sono le idee chiare su quello che possiamo fare. Abbiamo infoltito il reparto di centrocampo: con Bonaventura e Borja Valero abbiamo fatto una scelta ben precisa, ovvero alzare il tasso di palleggio e personalità della squadra. Con le cinque sostituzioni avremo bisogno di energie fresche, cercheremo di mettere i nuovi arrivati al livello dei compagni nel più breve tempo possibile».

Le parole del tecnico su Ribery, Chiesa e Castrovilli

L’allenatore viola su Ribery: «Franck è un giocatore importante per noi, stiamo cercando di gestirlo al meglio anche per via dell’età. Sta dando grande disponibilità, sulle sue qualità non ci sono dubbi. Ci dà sempre qualcosa in più, ma anche la squadra deve essere in condizione di poter esaltare al meglio il singolo».

La posizione di Chiesa in campo e il suo futuro: «Può giocare sia da punta che da esterno, lo scorso anno ha segnato 10 gol battendo il suo record personale. Deve avere dentro di sé la voglia e l’entusiasmo di superarsi, con l’aiuto dei compagni. Ci aspettiamo un contributo importante anche da Federico. Se andrà via? Finché un giocatore rimane alla Fiorentina, devono lottare dal primo all’ultimo minuto per il bene della squadra, della società e della città. Da questo punto di vista, non c’è un solo allenamento in cui Chiesa mi abbia dato segnali diversi, è qui con la testa e con il cuore. Chiaramente, nel mercato può succedere di tutto».

Su Castrovilli: «A Firenze il numero 10 è sempre stato importante. Se il ragazzo ha una responsabilità maggiore? Io penso che debba semplicemente fare quello che sa fare, ha ancora ampi margini di miglioramento e per diventare un giocatore di alto livello deve aggiungere i gol alla prestazione. Un centrocampista a tutto tondo riesce a segnare 9-10 gol a campionato. Stiamo lavorando con lui affinché sia più cinico e attento nelle letture finali quando si trova a ridosso dell’area di rigore avversaria».

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